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Archivio di notizie ed appunti dal 1/1/2007
El Movimiento Nacional Libres Farmacéuticos es una organizacion de profesionales que lucha contra los monopolios para la libertad de ejercicio. El Movimento denunciç Italia a la Comisìon Europea para la competencia (DG4) a causa de la infracciòn del Tratado de Roma (art. 86-90.1). Nos pedimos la solidariedad y el apoyo de todos los colegas Farmacéutico Europeos
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| 20 dicembre 1009 - Le sorprese degli stipendi a Milano | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Tratto da "Il Giornale" 20 dicembre 2009 di Mario Alberto Cucchi Abbiamo fatto una piccola inchiesta per vedere quanto si può portare a casa a fine mese all’ombra della Madonnina, e abbiamo avuto non poche sorprese. Una portinaia, assunta in un condominio a Quarto Oggiaro con 15 anni di anzianità, guadagna sì meno di un ingegnere elettronico, ma molto più di un insegnante, di un ispettore di polizia e di un farmacista dipendente, senza contare l’alloggio gratis. Mettetevi il cuore in pace: inutile studiare e passare anni e anni di tirocinio in corsia, se volete guadagnare bene mollate la professione: un dirigente infermieristico guadagna meno della suddetta portinaia ma molto più del solito farmacista (non proprietario), che si classifica al terzultimo posto. Va chiarito subito, non si tratta di statistiche. Gli stipendi di cui si parla non sono frutto di medie matematiche. Nessuna persona “xy” che ha 1,2 figli e un età compresa tra i trentacinque e i quarant’anni. Se da un lato si potrebbe obiettare che si tratta di casi unici dall’altro va detto che sono persone qualsiasi, vere, con una storia di studi e di esperienze alle spalle. Quello che accomuna gli undici intervistati in queste due pagine è che sono tutti lavoratori dipendenti. Ovviamente si parla sempre del netto in busta paga ovvero di quanto poi arriva sul conto corrente. L’ultimo posto in classifica spetta a una venticinquenne venditrice di auto con già alcuni anni di lavoro alle spalle. Porta a casa 14.700 euro ogni dodici mesi a cui si aggiungono 40 euro per ciascuna auto che lei vende personalmente. Al penultimo posto una giornalista di trentasei anni che lavora in un noto periodico milanese. La sua laurea in Scienze della comunicazione e le quattro lingue parlate le valgono un bonifico mensile di 1.306 euro, 17.631 ogni dodici mesi. Guadagna poco più di lei un farmacista della stessa età che con i suoi 1.300 euro per quattordici mensilità arriva a 18.200 annui lavorando però anche due notti al mese. Per avere più soldi non servono due lauree, anzi. Un lavapiatti, la maggior parte di quelli che esercitano a Milano sono cinesi perché gli italiani non vogliono più fare questo lavoro, porta a casa 19.000 euro annui. «Certo non lava solo i piatti ma da anche una mano a fare altro», spiega il proprietario di una pizzeria. Una cameriera italiana di ventinove anni arriva a 21.600 euro annui escluse le mance che mediamente rappresentano circa un 10%. Insomma se è brava può guadagnare molto di più, fino al 50%. Cifra simile a quella che porta a casa un ispettore capo della Polizia di Stato con vent’anni di esperienza alle spalle: 22.100 euro ogni dodici mesi. E l’incognita non sono le mance ma il rischio di prendersi una pallottola. Vita più tranquilla quella dell’insegnante elementare che a fine carriera dopo oltre trent’anni arriva a 22.334 euro. «Un’insegnante di ruolo appena assunta - spiega - viaggia sui 1.350 euro al mese. Il problema è che oggi non è facile trovare il posto fisso e le supplenze si susseguono per anni e anni». Katia, trentanove anni, dirigente infermieristico con una laurea magistrale alle spalle, gestisce il lavoro di decine di persone e guadagna 27.300 euro annui. Siamo alla parte alta della classifica. Il terzo posto spetta a una portinaia che lavora in un condominio milanese, a Quarto Oggiaro. Con tutte le varie indennità e quindici anni di anzianità ha una busta paga di 2.105 euro per tredici mensilità per un totale annuo di 27.365 euro a cui si aggiunge pure l’alloggio gratuito. Guadagna quasi quanto un ingegnere elettronico nato nel 1962 che grazie alle sedici mensilità arriva a 28.800 euro ogni dodici mesi. Il podio spetta a un medico cardiologo nato nel 1974. «Mi sono laureato nel ’99 e ho preso la specializzazione a fine 2003 - racconta - ». Sino a trent’anni non ha quindi guadagnato nulla ed è stato a carico della famiglia. «Ora sono sei anni che lavoro e sono assunto in un ospedale con vincolo di esclusività (non può ricevere in studi privati ndr), ho un impegno formale di 40 ore settimanali - continua - ma viaggio sulle 60 di straordinario al mese che non mi vengono retribuite. La mia busta paga è di 3.000 euro per 12 mensilità più la 13esima che è circa la metà». Si parla quindi di 37.500 euro annui. «Certo un buono stipendio - conclude - ma va detto che le prospettive di crescita negli anni futuri sono minime». È vero, saranno anche solo casi singoli, ma gli intervistati affermano che per i loro colleghi le cose non sono poi molto diverse. |
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| 29 novembre 2009 - Protestano i colleghi spagnoli | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| (Spagna, Madrid) Domenica 29 novembre al Paseo de Prado a Madrid, davanti a Ministero delle sanità e delle politiche sociali, i colleghi spagnoli hanno manifestato per sollecitare il governo e le Autorità autonome a dare piena attuazione all'articolo 43 dell'UE in fatto di apertura delle farmacie. I Farmacisti spagnoli di Plafarma chiedono al Governo spagnolo di modificare la legge sull'apertura delle farmacie che oggi tutela solo gli interessi economici dei titolari di farmacia. Più di 45.00 farmacisti in Spagna sono discriminati da una legislazione che impedisce uguali opportunità attraverso politiche protezionistiche e restrittive. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti sostiene ed appoggia la lotta dei colleghi spagnoli, ritiene questa battaglia una battaglia per la libertà, la libertà dei professionisti, ma anche quella dei cittadini di poter accedere ai farmaci in un contesto concorrenziale ove il confronto delle capacità sia in grado d migliorare la qualità del servizio offerto e far scendere il costo dei farmaci stessi. Leggi il comunicato stampa di Plafarma (ES) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 4 novembre 2009 - La Corte Costituzionale ritiene illegittima la Legge della Regione Puglia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Con la Sentenza n. 295 la Corte Costituzionale ha accettato le tesi della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si è opposta alla legge della Regione Puglia che permetteva l'abbassamento del quorum utile per aprire una farmacia nei comuni al di sotto dei 12.500 abitanti. La Corte ritiene che la norma sia illegittima dal punto di vista costituzionale. Convinti che le sentenze, tutte le sentenze vanno rispettate e nella logica della massima trasparenza, riportiamo di seguito il testo integrale della sentenza. Tuttavia, le responsabilità di una vittoria vanno riportate sino in fondo, sia rispetto i colleghi che si vedono sfumare una opportunità sia nei confronti dei cittadini che non avranno un servizio più capillare. Un successo è un successo e chi vince merita di essere nominato: Federfarma Puglia e Nazionale, il V. Presidente FOFI D'Ambrosio Lettieri e il Pres. Mandelli, naturalmente non va dimenticato il Ministro Fitto. A futura memoria. il documento |
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| 13 ottobre 2009 - Perché è caduto l'oblio sulle liberalizzazioni? | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Pubblicato su MF, 13 ottobre 2009 Di Antonio Lirosi, co-autore del libro "L'Assedio" Perchè si parla poco di liberalizzazioni? Sembra che tutti si siano dimenticati sia dei risultati e delle incompiute del Governo Prodi, sia dell'attuale esigenza di incrementare la concorrenza nei servizi. Eppure fino a qualche anno fa ogni giorno Confindustria, economisti ed editorialisti invocavano a gran voce le liberalizzazioni. Insomma, per i portatori di interessi organizzati e per la politica, compreso il centro-sinistra che potrebbe rivendicare almeno il merito di quel che si è fatto finora, questo argomento non sembra più importante. Eppure il nostro Paese avrebbe bisogno di proseguire la svolta avviata dalle lenzuolate di Pier Luigi Bersani che riuscì, con una risicata maggioranza, a far diventare legge dello Stato una trentina di disposizioni volte a ridurre monopoli, privilegi corporativi e vessazioni. leggi l'intero articolo |
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| 9 ottobre 2009 - I consigli per una nuova e sana lotta di classe autunnale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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DIARIO DI DUE ECONOMISTI DI ERNESTO FELLI E GIOVANNI TRIA Pubblicato da "Il Foglio" venerdì 9 ottobre 2009 Per quale motivo un giovane avvocato, che già esercita la sua professione, e che quindi è abilitato a questo esercizio, se assunto da uno studio legale non può più rappresentare in tribunale gli interessi dell'impresa stessa? Perché le imprese sono sempre costrette a ricorrere agli studi professionali? Forse è possibile che ci sia spazio, più equamente ripartito. Le imprese potrebbero ridurre i costi e assumere più persone e, soprattutto, pagare meglio i giovani avvocati che hanno assunto, così come un medico può esercitare sia da libero professionista sia come dipendente di una struttura. Per quale ragione la gran parte dei farmacisti devono fare gli impiegati e non possono aprire nuove farmacie, se sono abilitati professionalmente? Perché tutti coloro che sono proprietari di farmacie devono essere super ricchi e non possiamo avere una categoria di nobili farmacisti dai guadagni più contenuti allargando il mercato e tagliando così anche i fenomeni di corruzione nell'assegnazione delle licenze? leggi l'intero articolo |
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| 2 ottobre 2009 - La migliore farmacia del mondo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Truffa da 1,2 milioni di euro al S.S.N., coinvolti medici e farmacisti Sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state eseguite questa mattina dai carabinieri del Nas di Bologna. I destinatari sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a perseguire illeciti profitti con indebita riscossione di rimborsi dal Servizio sanitario nazionale a fronte della simulata prescrizione di costosi farmaci antitumorali o antimicotici a pazienti malati ignari della truffa o addirittura morti. vai all'intero articolo |
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| 21 settembre 2009 - Farmaci da banco: la liberalizzazione fa bene alle tasche dei consumatori | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La liberalizzazione dei farmaci da banco fa bene al portafoglio dei consumatori. Che sono, prevalentemente, pensionati. Nelle "parafarmacie" e nei corner dei supermercati, il risparmio è, in media, di circa 20 euro. Anche sul singolo prodotto, la spesa è più conveniente di circa 70 centesimi, rispetto ai prezzi praticati nelle tradizionali farmacie. Un circolo "virtuoso" che, in 3 anni, ha fatto salire i risparmi che si possono ottenere acquistando farmaci fuori dai classici canali di distribuzione di più di un punto percentuale, passati dal 7,2%, registrato all'entrata in vigore della legge Bersani, all'attuale 8,3 per cento. Lo rende noto Federconsumatori, nel corso della presentazione, a Roma, della seconda indagine nazionale sui farmaci da banco, svolta su un paniere di 24 prodotti di largo consumo, in 130 punti vendita, dalle farmacie comunali, a quelle private, alle parafarmacie, ai corner di iper e supermercati, sparsi qua e là in 11 Regioni italiane. Tirano, anche, i farmaci "equivalenti", il cui uso, secondo recenti dati forniti dall'Istituto superiore di sanità, è passato, dal 12%-13%, del 2002, al 43% del 2008. «Chiediamo, ora, al Governo - ha sottolineato Mauro Zanini, vice presidente nazionale Federconsumatori e responsabile del Creef (centro ricerche economiche, educazione e formazione) - di non abbandonare la strada delle liberalizzazioni e, soprattutto, di non tarpare le ali allo sviluppo di parafarmacie e punti vendita nella grande distribuzione organizzata», che, aggiunge, stanno dando lavoro a oltre 6.500 giovani farmacisti e, nel 2008/2009, hanno registrato una quota di mercato a "valore" del 7,6%, pari a 140 milioni di euro, contro i 1.872 milioni incassati dalle tradizionali farmacie con i prodotti da banco. In vista dell'incontro con le parti sociali, previsto per oggi pomeriggio, per discutere della Finanziaria per il 2010, Zanini chiede, poi, all'Esecutivo «uno sforzo in più, per estendere la vendita, all'interno delle parafarmacie e della Gdo, anche, dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione, ma non rimborsati dal Ssn». Una manovra che, stima, porterebbe un risparmio nelle tasche degli italiani di circa 1,2 miliardi di euro. E, ancora, non bisogna, nemmeno, frenare l'ascesa dei farmaci "equivalenti". L'alternativa su larga scala al farmaco "griffato", spiega, permetterebbe ulteriori risparmi, di circa il 30% sul prezzo di costo del prodotto, che si tradurrebbero in oltre 400 milioni di euro l'anno recuperati. L'INDAGINE COMPLETA - LE TABELLE DELL'INDAGINE IL SERVIZIO TG3 CHE NE PARLA |
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| 19 settembre 2009 - Tre parlamentari nell'affaire Tarantini | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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da la Stampa.it Bari - Salvatore Mazzaracchio, ex assessore regionale alla Sanità, senatore del Pdl, D’Ambrosio Lettieri, ex presidente dell’Ordine dei farmacisti oggi parlamentare Pdl, Alberto Tedesco, ex assessore regionale della Sanità, senatore del Pd. Sarebbero questi i nomi dei parlamentari coinvolti nelle indagini sulla malasanità in Puglia, e dei quali avrebbero avuto una indicazione dalla lettura di alcuni atti processuali, i senatori della commissione d’inchiesta in visita tre giorni fa a Bari. Dei tre si sa che soltanto Tedesco è iscritto sul registro degli indagati. Il procuratore Antonio Laudati ieri ha precisato che i pm sentiti dalla commissione «non hanno fatto i nomi di parlamentari o esponenti politici legati all’inchiesta». Dal 2001 ad oggi, tranne alcune parentesi, le conversazioni dell’imprenditore della malasanità Gianpi Tarantini sono state tutte intercettate dagli organi di polizia giudiziaria. E lo spaccato che emerge è quello una consuetudine di Tarantini ad appoggiarsi ai politici per trarre vantaggi economici. Il regno dei fratelli Tarantini è durato quasi un decennio, in Puglia. C’è una informativa finale dei carabinieri, datata 25 giugno 2009, 165 pagine, nella quali si ricostruisce la «Dinasty Tarantini» dal 2002 al 2006 e cita diversi nomi di politici: dal ministro Raffaele Fitto al senatore Mazzaracchio, da Alberto Tedesco a Guido Viceconte, ex sottosegretario alle Infrastrutture. AGGIORNAMENTO 19 SETTEMBRE 2009: "Al momento non c'è alcun coinvolgimento nelle indagini" sugli appalti nella sanità pugliese del senatore del PDL Luigi D'Ambrosio Lettieri. Lo ha detto parlando con i giornalisti il procuratore di Bari Antonio Laudati leggi Articolo Repubblica di Bari - Articolo da Leggo - guarda il servizio TG su Telenorba vedi leggi regione Puglia - vedi battaglia MNLF contro le sanatorie |
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| 18 settembre 2009 - Pharma cache: la più bella farmacia del mondo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Truffavano il Servizio sanitario con false prescrizioni: 25 arresti Insospettabili medici di famiglia, ricettatori, farmacisti e faccendieri vari: ognuno con un compito preciso per truffare il servizio sanitario nazionale. Un giro di farmaci costosi e di largo consumo: dal Viagra agli antitumorali fino ai prodotti salvavita organizzato da una vasta organizzazione che, nel corso degli anni, ha fruttato almeno due milioni di euro. L'inchiesta 'Pharma cash', eseguita dai Nas e coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha portato all'arresto di 25 persone. L'indagine ha sollevato il coperchio su un sodalizio criminale attivo soprattutto nelle province di Napoli e Caserta con ramificazioni a Londra. Un'associazione dedita alla commissione di furti e ricettazione di ricette mediche utilizzate per l'approvvigionamento di medicinali successivamente ricollocati sul mercato internazionale parallelo grazie a una catena distributiva formata da affiliati compiacenti. I vari componenti della banda, tra cui anche impiegati, operai, casalinghe, disoccupati e dipendenti di farmacie ricoprivano ruoli differenti e ben definiti: dai basisti ai pusher. Coinvolto anche il titolare di una ditta di commercializzazione di farmaci della Gran Bretagna che provvedeva a immettere sul mercato internazionale gli ingenti quantitativi di farmaci acquisiti illecitamente. I medicinali venivano ordinati da complici inglesi, successivamente i farmaci venivano prescritti sui ricettari rubati a nome di ignari assistiti. Le medicine, poi, venivano ritirate in farmacie compiacenti o estranee alla truffa e spedite in Inghilterra. Le indagini hanno, infatti, evidenziato il coinvolgimento di medici di base e di farmacisti oltre di un informatore medico-scientifico che, intascando corpose somme di denaro, provvedevano a emettere ricette mediche false che permettevano l'acquisizione di farmaci per lo più ad alto costo. E' stato accertato che i medicinali venivano stoccati in un deposito clandestino privo dei necessari requisiti igienico-sanitari. Un locale non dotato di attrezzature per il mantenimento a temperatura controllata, condizione che comporta gravi danni per la salute. |
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| 15 settembre 2009 - Parafarmacie: sciopero della fame contro la chiusura | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il Movimento Nazionale Liberi
Farmacisti esprime piena solidarietà alla Signora Elisa Cosimo,
madre del dr. Lacroce titolare dell’omonima parafarmacia a Soverato (CZ)
che ha deciso in piena autonomia di avviare da oggi uno sciopero della
fame ad oltranza contro i tentativi in parlamento di cancellare le
liberalizzazioni. Alla vigilia della riapertura del Parlamento, la
protesta della signora Cosimo assume particolare rilevanza proprio in
riferimento al ddl Gasparri/Tomassini che si pone come principale
obiettivo la chiusura delle parafarmacie. Una vera e propria
controriforma che umilia la capacità di scelta del cittadino-consumatore,
privandolo di qualsiasi forma di concorrenza. Questo, nonostante la
maggioranza degli italiani abbia apprezzato le liberalizzazioni sui
farmaci d’automedicazione e sia contraria al self-service del farmaco con
la conseguente eliminazione della presenza del farmacista nei luoghi di
dispensazione. La signora Cosimo non difende solo gli investimenti fatti
dalla Sua famiglia e il futuro professionale del figlio, ma difende anche
gli interessi dei consumatori che si vedrebbero privati di uno strumento
importante per ottenere sconti nel prezzo del farmaco acquistato e
maggiori servizi. Riduzione dei prezzi che, lo ricordiamo, prima della
riforma Bersani erano impossibili nelle farmacie. Un Paese che costringe i propri cittadini a compiere scelte estreme per difendere diritti già sanciti dalla Costituzione, come quello al libero esercizio della professione e all’impresa, è un Paese che deve porsi serie domande rispetto al proprio futuro e a quello delle nuove generazioni. Il Governo deve abbandonare l’ambiguità che lo ha contraddistinto su questo tema e deve dire chiaramente da che parte sta: se con le corporazioni o con i cittadini. Per tali motivi il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede l’immediato ritiro del ddl Gasparri/Tomassini e dell’emendamento Saltamartini perché contrari agli interessi economici generali (chiusura di 3000 aziende - perdita di oltre 5000 posti di lavoro) ed anticostituzionale ove limita pesantemente la libertà d’impresa. Parafarmacie: sciopero della fame contro la chiusura E' stata ricoverata Elisa Cosimo, madre di Germino Lacroce, titolare di parafarmacia a Soverato (Cz), donna da tempo impegnata nella battaglia contro i tentativi in Parlamento di cancellare le liberalizzazioni che aveva deciso di avviare il 15 settembre uno sciopero della fame a oltranza. Lo riferisce Rodolfo Ciccarello, parafarmacista impegnato insieme ad altri 50 colleghi nella manifestazione, prevista nella cittadina calabrese, alla quale avrebbe dovuto partecipare la signora Cosimo, finita però in ospedale per un crollo nervoso prima di poter avviare la sua protesta. Sulle condizioni della donna avrebbero influito, a quanto si apprende, pressioni esercitate perché smettesse la sua protesta. "Continueremo noi la battaglia - spiega Ciccarello - e lo sciopero della fame a oltranza sarà portato avanti da due colleghi". (Adnkronos) |
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| 3 settembre 2009 - FARMACI: ANIFA, SVILUPPO AUTOMEDICAZIONE PER FAR RISPARMIARE LO STATO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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NO ALLA VENDITA DI FARMACI SENZA IL FARMACISTA
Roma, 3 set - Un mercato sostanzialmente
stagnante che andrebbe però sviluppato attraverso nuove molecole e nuove
terapie per portare anche dei risparmi nelle casse dello Stato.
Sergio Daniotti, presidente dell'ANIFA, fa il punto sulla
situazione del mercato dell'automedicazione in Italia in un'intervista
all'ASCA.
D. L'ipotesi formulata dal
Governo sulla chiusura delle parafarmacie vi penalizzerà e penalizzerà gli
italiani?. |
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| 8 agosto 2009 - INCHIESTA BARI: LIBERI FARMACISTI, SOSTEGNO A MAGISTRATURA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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INCHIESTA BARI: LIBERI FARMACISTI, SOSTEGNO A MAGISTRATURA
CONFERENZA STAMPA DEL MNLF La realtà e’ che se la Corte Costituzionale valuterà positivamente il provvedimento, accettando la potestà legislativa delle regioni sulla materia, le lobby avrebbero <vita dura> a mantenere l’attuale stato di monopolio”. “Tali speculazioni - ha proseguito la Agnese Antonaci, coordinatrice regionale pugliese del MNLF - sono funzionali ad una strategia più complessa che cerca a livello nazionale di azzerare le liberalizzazioni attuate con il decreto Bersani ed ad imporre una falsa riforma del sistema farmaceutico con pochissime farmacie in più e la morte definitiva delle parafarmacie. Un disegno a cui il MNLF si opporrà con tutte le proprie forze”.(AGI) |
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| 30 luglio 2009 - Contsa sul marchi Parafarmacia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dal Sole 24ore del 30 luglio 2009 - di Sara Todaro
L'approdo in preconsiglio
dei ministri dello schema di decreto legislativo sui nuovi servizi in
farmacia ha fatto riesplodere la querelle sulle liberalizzazioni. Il
primo confronto sul testo che dovrebbe approdare venerdì in Consiglio
dei ministri avrebbe infatti registrato un forte dissenso da
parte del ministero dello Sviluppo economico sulla norma che
puntava esplicitamente a vietare l'uso della denominazione
"parafarmacia" da parte degli esercizi di vicinato che le lenzuolate
«Bersani» hanno abilitato alla vendita dei farmaci di automedicazione.
La norma contestata – inserita all'articolo 5 della bozza predisposta dal Welfare – riguarda l'utilizzo di denominazioni e simboli da parte delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
Il primo comma spiega
che per consentire ai cittadini l'immediata identificazione di queste
ultime l'uso della denominazione "farmacia" e della croce verde "su
qualsiasi supporto" è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle
farmacie ospedaliere. Il secondo esplicita che presso gli esercizi
commerciali diversi dalle farmacie è vietato l'uso di denominazioni e
simboli che posssano indurre in errore, ivi inclusa la denominazione
"parafarmacia". Proprio questa seconda parte della norma potrebbe
risultare cassata dopo il preconsiglio.
Contro la misura annunciata, intanto, si sono scatenate ieri le organizzazioni dei non titolari, Movimento nazionale dei liberi farmacisti e Federazione esercizi farmaceutici. L'autunno caldo al bancone – hanno avvertito – sta per cominciare. |
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| 29 luglio 2009 - Parafarmacie: il Governo prepara un decreto sotto "dettatura" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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COMUNICATO STAMPA MNLF
Mentre il Paese “annaspa” in una crisi economica senza precedenti il Governo non ha nient’altro di meglio da fare che preparare il funerale delle parafarmacie.
E’ di oggi la notizia che il testo del decreto legislativo all’esame del preconsiglio dei ministri in attuazione della delega sui nuovi servizi da erogare in farmacia vuole vietare l’uso del termine “parafarmacia” e della croce verde con cui questi esercizi vengono identificati.
La motivazione è quella di evitare confusioni tra i cittadini, in realtà - sostiene il MNLF - si tratta dell’ennesimo episodio posto in atto dalla compagine governativa contro una delle liberalizzazioni più gradite dalla maggioranza degli italiani (61%) e realizzata dal precedente governo.
Le parafarmacie “agnello sacrificale” di una lotta politica che si fa “dettare” i provvedimenti dalla potente lobby dei titolari di farmacia e che arriva dopo i tentativi in Senato di cancellarne la presenza da parte dei disegni di legge Gasparri e Tomassini a cui buon ultimi si sono aggiunti anche alcuni senatori dell’Italia dei Valori, i quali prima presentano un progetto di liberalizzazione ancora più spinto delle lenzuolate di Bersani (S950) e poi, dopo poco più di un anno lo ritirano e si accodano ai voleri corporativi con un disegno “fotocopia” tendente a cancellare le liberalizzazioni (S1627).
A nulla sono valsi i richiami a principi costituzionali della libertà d’impresa, a nulla valgono i sacrifici di coloro che hanno investito i propri risparmi in un’impresa che li realizza professionalmente: gli interessi della “casta” dei privilegiati che già gode di una esclusiva ingiustificata sono superiori a quelli dei cittadini che con questa liberalizzazioni hanno scoperto i vantaggi della concorrenza in uno dei settori più chiusi dell’intero sistema professionale italiano.
A questo punto - spiega il MNLF - saremmo costretti a realizzare clamorose manifestazioni di protesta, ci sarà un autunno molto caldo e numerose iniziative sono già in cantiere.
Il MNLF fa appello a tutti i cittadini, perché questo non è solo un problema dei farmacisti che verranno gettati nel lastrico, qui si tratta del livello di libertà economica ed imprenditoriale del Paese con uno strangolamento progressivo della libera iniziativa in favore di monopoli e corporazioni.
Il MNLF invita ad aderire alla raccolta di firme “Non uccidere le parafarmacie, non uccidere le liberalizzazioni” ed esprimere la propria contrarietà a questi provvedimenti aggiungendo la propria testimonianza nel sito www.firmiamo.it/nonuccidereleparafarmacie .
CONTESA SUL MARCHIO PARAFARMACIA EUROPA QUOTIDIANO riprende il comunicato stampa e gli dedica la pagina di apertura leggi |
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| 25 luglio 2009 - Investire su persone | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Di Irene Tinagli da
La Stampa 25 luglio 2009 Dopo il piano casa, varato anche il piano università. Ma quando sarà dato vedere, in Italia, un «piano persone»? Un piano che investa in modo strategico, sostanziale e continuativo nelle persone e nella loro istruzione? Un Piano che investa nella formazione, nella riqualificazione professionale man mano che l’economia si trasforma, in servizi sociali funzionali e avanzati che mettano davvero tutti in condizione di crescere. Un Piano per guardare al futuro per preparare gli italiani non a stare a galla oggi, ma a competere domani. L’Italia, come ben sappiamo, ha una delle forze lavoro meno qualificate d’Europa, un bassissimo tasso di istruzione della popolazione (anche quella giovane, la gran parte della quale all’università non arriva neanche), nonché investimenti in ricerca, tecnologia e innovazione quasi risibili rispetto agli altri Paesi avanzati con i quali amiamo confrontarci. Ma l’Italia sta accumulando altri ritardi e problemi di cui si parla pochissimo. Il tasso di povertà infantile è tra i più alti in Europa: secondo i dati Eurostat il 25% dei bambini italiani vive in famiglie a rischio di povertà. Un dato che equivale a due milioni e mezzo di bambini. Bambini che magari non soffrono la fame, ma vivono in condizioni di disagio ed emarginazione, in situazioni di scarsi se non nulli stimoli sociali e culturali. Non solo, ma abbiamo anche una bassa mobilità sociale: la probabilità che il figlio di una persona non diplomata riesca ad andare all’Università e a laurearsi è la più bassa tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale. Peggio di noi fanno solo alcuni dei Paesi dell’Europa dell’Est come la Slovacchia e la Repubblica Ceca. D’altronde i costi per l’istruzione e l’università aumentano, mentre le borse di studio sono pochissime (tra le più esigue d’Europa e quasi la metà, in termini percentuali, di quelle erogate negli Stati Uniti) e l’accesso a certe professioni è sempre più difficile ed elitario - non a caso oggi il 44% degli architetti è figlio di architetti, il 42% di avvocati e notai è figlio di avvocati e notai, e lo stesso per ingegneri, farmacisti e medici. continua... |
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| 20 giugno 2009 - Movimento Consumatori: "No all'abolizione del farmacista per farmaci di automedicazione" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Profonda preoccupazione sulla
proposta del Governo di cancellare la figura del farmacista per la vendita
dei farmaci di automedicazione arriva dal Movimento Consumatori. "Non è
liberalizzazione l'abolizione della figura professionale - si legge in
un comunicato del Movimento Consumatori - Così come il disegno assurdo di
abolire le parafarmacie. E' liberalizzazione la possibilità di trovare
lo stesso prodotto in posti non coperti da farmacie convenzionate.
Oltretutto non sempre presenti sul territorio. Ma sempre e solo in
condizione di totale sicurezza". "La proposta di legge in discussione in questi giorni, prevede l'introduzione del farmaco di automedicazione monodose - spiega Rossella Miracapillo, responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori - una modalità che, secondo il Governo, non renderebbe necessaria la presenza del farmacista. Come dire: una dose sola non dà problemi di sicurezza". "Bisogna ricordare a chi vuole abolire la figura del farmacista, che proprio i farmaci, secondo quanto relazionato dal Centro Antiveleni di Milano diretto dalla Dott. Davanzo, sono il primo motivo di incidenti domestici" - continua la dottoressa Miracapillo che specifica: "Abuso di farmaci, scambio, errore di posologia, sono le cause del 43% di incidenti". "Farmaco e farmacista, solo insieme sono una reale garanzia per gli utenti, - conclude la responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori - Per questo chiediamo che il Governo faccia subito un passo indietro e faccia chiarezza su come intende tutelare il cittadino". |
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| 19 giugno 2009 - Tomassini attacca l'Antitrust | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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In riferimento alle dichiarazioni del Presidente della XII Commissione Senato Igiene e Sanità Antonio Tomassini che attacca l’Antitrust accusandola di voler influenzare il Parlamento, si ricorda che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha tra i propri compiti istituzionali quello di segnalare al Governo e Parlamento i casi in cui provvedimenti in via di formazione siano tali da indurre restrizioni alla concorrenza che non risultano giustificati in base ad esigenze d’interesse generale (articoli 21 e 22 della Legge 287/90). Infatti, come a tutti gli osservatori e buona parte dell’opinione pubblica, non è sfuggito all’Autorità che il disegno di legge Gasparri/Tomassini ha come obiettivo unico, non già la riforma del sistema farmaceutico nazionale, ma la restaurazione del monopolio delle farmacie, quindi il restringimento della concorrenza. Proprio perché i farmaci non sono “caramelle” il MNLF si oppone alla loro vendita senza la presenza del farmacista come il progetto Gasparri/Tomassini vorrebbe realizzare. L’anomali non è il Decreto Bersani, non sono le parafarmacie, anomala è certa politica italiana che si fa dettare la propria agenda legislativa da lobby e corporazioni. |
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| 18 giugno 2009 - Stop a stillicido di leggi contro i consumatori | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Relazione Annuale Antitrust (il documento completo)
16 giugno 2009. "In Parlamento va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato, a detrimento dei consumatori". Il monito arriva dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso della sua relazione annuale, durante la quale punta il dito contro le norme che riguardano la possibile abolizione delle parafarmacie, l'abrogazione della facoltà di recesso annuale nei contratti assicurativi e la cancellazione dei tetti Antitrust per l'importazione di gas naturale, nonché la scarsa considerazione data alla class action. Bersani interviene sulla relazione:
'Quale e' la logica della
proposta'' in discussione questa settimana al Senato ''di abolizione delle
parafarmacie, dopo che si e' raggiunta una riduzione dei prezzi,
nuova occupazione per giovani farmacisti e che le farmacie
tradizionali non sono andate in rovina''. E quanto si domanda il
responsabile economico del Pd Pierluigi Bersani, al termine della
relazione del presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà. |
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| 15 giugno 2009 - Botta e risposta Scajola - Bersani sulle liberalizzazioni | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma, 15 giu - Il governo sta
proseguendo sulla strada delle liberalizzazioni, senza l'enfasi delle
lenzuolate del precedente governo Prodi, puntando soprattutto sui servizi
pubblici. Lo ha detto il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio
Scajola, nel corso dell'assemblea di Assolombarda. Per aumentare
la competitività delle imprese e favorire la ripresa economica, occorrono
anche mercati concorrenziali, più trasparenti e più efficienti. Per questo
stiamo procedendo sulla strada delle liberalizzazioni, forse senza
l'enfasi delle lenzuolate mediatiche della scorsa legislatura, ma certo
con la convinzione della loro assoluta necessità", ha detto il ministro
riferendosi al precedente responsabile del ministero, Pierluigi
Bersani. Immediata la risposta. Il governo deve spiegare cosa intende fare per le parafarmacie. E' quanto chiede il responsabile economico del PD, Pier Luigi Bersani. ''Dal momento che il ministro Scajola assicura che il governo, pur 'senza l'enfasi delle lenzuolate', intende procedere sulla strada delle liberalizzazioni - dice Bersani - ci dica, tanto per cominciare, che cosa si intende fare della norma presentata dal centrodestra per l'abolizione delle parafarmacie che sara' discussa questa settimana in commissione al Senato'' |
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| 13 giugno 2009 - Pdl e Pd pagano le loro incertezze verso le riforme | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Tra le cause dello stop del
Partito delle Libertà alle recenti elezioni anche l’atteggiamento
assunto nei confronti delle liberalizzazioni. Ad affermarlo in una nota è il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che individua nei disegni di legge presentati in Parlamento da vari esponenti del Pdl uno dei motivi del risultato elettorale. Quando ci si richiama a principi liberali - precisa il MNLF - non lo si può fare solo a parole. In parlamento sono stati presentati disegni di legge a firma Pdl - continua il MNLF - tendenti ad annullare precedenti liberalizzazioni, come il decreto Bersani su parafarmacie, assicurazioni, class action, in questo modo si mette in campo una politica precisa di conservazione contro gli interessi dei cittadini e a favore del consolidamento dei monopoli. Anche il PD deve riflettere - spiega il MNLF - sulle cause del proprio arretramento e in particolare sul proprio atteggiamento “timoroso” nei confronti delle liberalizzazioni. Quando s’imposta la propria la propria identità per un riformismo a 360 gradi non lo si può fare restando “in mezzo al guado", ma bisogna avere il coraggio di difendere le proprie scelte con tutte le proprie forze senza se e senza ma, dando continuità alla propria azione senza ripensamenti o incertezze. Ora - conclude il MNLF - è per tutti tempo di riflessione, avendo la consapevolezza che il Paese è nel mezzo di una grave crisi economica con un PIL tendenziale pesantemente negativo, un Paese che ha bisogno di “rialzare la testa” dando ai giovani nuove opportunità e rimettendo in moto quell’ascensore sociale da troppo tempo bloccato da interessi particolari e da egoismi corporativi. Per rialzare il PIL e dare nuove speranze di crescita al Paese è necessario aprire una nuova stagione di riforme ponendo la parola fine ai troppi monopoli presenti in Italia. |
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| 11 giugno 2009 - Potere alle Lobby | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Potere alle lobby (Leggi tutto l'articolo)
di Gianni Del Vecchio e
Stefano Pitrelli - L'Espresso 11 giugno 2009
(...) A rischio è ora uno dei
migliori frutti di quella stagione: la parafarmacia. Grazie
all'apertura della vendita di farmaci da banco al di là dei confini
tradizionali, in Italia negli ultimi tre anni sono nati 2.700 punti
vendita, fra parafarmacie e 'corner della salute' negli ipermercati, dando
lavoro a circa 6 mila farmacisti. Una novità vantaggiosa per i clienti: da
quando c'è la Bersani, la Coop ha stimato un risparmio medio per gli
italiani intorno al 25 per cento. Lo conferma Altroconsumo: acquistando ad
esempio le compresse di Vivin C al supermercato si risparmia più di un
euro, mentre la Tachipirina scende dai 4 euro della farmacia ai 3,10. Che
calano a un euro e mezzo se si compra il farmaco equivalente prodotto
dalla grande distribuzione. Dev'esser quindi uomo di salute ferrea
Filippo Saltamartini, quel senatore del Pdl che di soppiatto ha
presentato un emendamento-antibiotico per impedire la nascita di nuove
parafarmacie, e far chiudere (in dieci anni) anche quelle già esistenti.
Un colpo di mano celato in un disegno di legge che con pillole e sciroppi
ha ben poco a che vedere, trattando di lavori usuranti e sommerso. Tirano
più di fioretto i suoi colleghi, Maurizio Gasparri e Antonio
Tomassini. I due stringono le parafarmacie in un angolo: da un lato
proteggono le farmacie tradizionali, dall'altro consentono anche a bar e
tabaccherie la vendita di confezioni più piccole di medicinali senza
ricetta, e senza l'obbligo di assumere un farmacista. Insomma, la ragione
d'esistere della parafarmacia viene meno. (...) |
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| 22 maggio 2009 - Farmaci, MDC: No allo svuotamento della liberalizzazione! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| «La liberalizzazione della distribuzione dei farmaci rischia di fare un passo indietro, penalizzando i consumatori e cancellando gli effetti positivi anche in termini di occupazione di giovani farmacisti». Questo il commento di alcune associazioni consumatori che si dicono estremamente preoccupate per lo svuotamento della riforma Bersani sulle farmacie, ad opera di varie proposte legislative della maggioranza. Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Confconsumatori e Assoutenti denunciano il tentativo in atto di ripristinare la posizione esclusiva e corporativa delle farmacie, ad opera soprattutto del ddl Gasparri-Tomassini, che è all’esame della Commissione Salute del Senato. Obiettivo essenziale di questa proposta è la restaurazione dell’assetto precedente alla cosiddetta liberalizzazione Bersani varata nel luglio 2006. «Il ministro Scajola assicurò alle associazioni dei consumatori, in occasione di una riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), che non condivideva i contenuti e le finalità del DDL Gasparri-Tomassini e che si sarebbe opposto fermamente alla sua approvazione. Chiediamo al ministro di essere coerente con le posizioni espresse in quella occasione». Replica Tomassini: "La nostra proposta - spiega Tomassini in una nota - ha avuto un ottimo riscontro ai più alti livelli. Rispettiamo ogni singola opinione degli esponenti dell'esecutivo, e in particolare quella del ministro Claudio Scajola, ma siamo sorpresi di apprendere in merito una sua eventuale opposizione. Commento: qualcuno non la racconta giusta! Chi è? Post - commento: sino ad ora ci siamo limitati ad educati avvertimenti, ora ci sembra si sia superato il limite. Farmacista 33, pagato con i soldi di tutti gli iscritti all'Ordine non può essere il "megafono" di una sola parte, ma deve riportare "fedelmente" tutte le posizioni. Siamo nel mondo occidentale, non nella Russia rivoluzionaria del 1917! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 21 maggio 2009 - L'84% degli italiani ritiene necessario il farmacista nella vendita di SOP e OTC | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il 67% degli
italiani ha fatto ricorso nell'ultimo anno a farmaci da automedicazione,
oltre il 50% li ha utilizzati negli ultimi 3 mesi e circa
il 40% ne ha fatto uso nell'ultimo mese.
Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca effettuata da Eurisko
‘Automedicazione: cosa ne pensano gli italiani”, presentata oggi per i
lancio della campagna informativa sui farmaci ad banco realizzata
dall’Associazione nazionale industria farmaceutica (Anifa), in
collaborazione con il ministero del Welfare. Dai dati, inoltre, emerge che
sono le donne, tradizionalmente più sensibili al proprio benessere, a
utilizzare maggiormente questo tipo di farmaci rispetto agli uomini
(74% contro 71%). L'automedicazione, come ha spiegato
Isabella Cecchini, direttore di ricerca Eurisko, "non
implica l'autogestione della propria salute. La scelta dei farmaci infatti
vede nella maggior parte dei casi la presenza consulenziale di
persone esperte, del farmacista in primo luogo (41%)
ma anche del proprio medico (14%)". L’indagine è stata realizzata mediante
1.140 interviste faccia a faccia su un campione nazionale in età
compresa tra i 25 e i 64 anni.
Inoltre ha messo in evidenza che gli intervistati considerano importante
la presenza di un farmacista nei luoghi dove vengono venduti farmaci Otc,
che si tratti di una farmacia, un corner all'interno del supermercato o
una parafarmacia. L'84% infatti ritiene necessaria la presenza di un
esperto al quale chiedere consigli sul farmaco più adatto alla cura del
sintomo, mentre il 40% rivela di scegliere il prodotto su consiglio del
farmacista. |
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| 19 maggio 2009 - Titolarità ai farmacisti | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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19 maggiio 2009 - Bruxelles -La Corte di Giustizia della Comunita' Europea ha respinto il ricorso per inadempimento proposto dalla Commissione nei confronti di Italia e Germania: le rispettive normative nazionali che prevedono la titolarità delle farmacie ai soli farmacisti, infatti, non viola gli obblighi comunitari dal momento che trova fondamento nella necessità di garantire un rifornimento di medicinali alla popolazione sicuro e di qualità che soltanto i farmacisti possono possedere. Il grado di tutela della sanità pubblica - si legge nella sentenza della Corte - rientra nella discrezionalità di ciascuno Stato membro per cui quest'ultimo può esigere che i medicinali vengano distribuiti da farmacisti che godano di un'effettiva indipendenza professionale. Nella stessa giornata è iniziata la Trattazione orale della causa pregiudiziale rinviata dal Tribunale delle Asturie (ES) sulla pianta organica. Commento: l'indipendenza del farmacista deve essere tutelata a 360° e la Corte di Giustizia ha colto questo aspetto. Il MNLF che non si è mai schierato per una presenza del grande capitale in questo settore, saluta questa sentenza favorevolmente ed attende i pronunciamenti sulle altre cause inerenti la pianta organica e la loro proporzionalità rispetto alle regole comunitarie. |
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| 14 maggio 2009 - La società civile contro i monopoli | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Una "salve" di articoli saluta la nuova iniziativa restauratrice dei neo-monopolisti Finalmente qualcuno si sveglia e si accorge di quelle che sta accadendo in questo Paese. Dopo il comunicato stampa di venerdì scorso e l'articolo con il commento di Massimo Giannini di Repubblica di Lunedì, ben tre quotidiani si sono occupati del tentativo di cancellare il decreto Bersani sulle parafarmacie. E il dibattito non si ferma e cresce come un'onda "montante". Gli articoli dell'Unità, Europa, il Manifesto, Italia Oggi, Il Resto del Carlino. Anche CANALE 5 parla di parafarmacie guarda il video Leggi i tre articoli del 13 maggio - L'articolo de Il SALVAGENTE Gli articoli del 14 maggio Sondaggio MNLF sulla professione l'articolo de Il Mondo |
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| 8 maggio 2009 - Comunicato stampa MNLF | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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TENTANO CON UN BLITZ DI CANCELLARE LE PARAFARMACIE Un volgare emendamento In questo modo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici commentano la notizia rivelata dal quotidiano La Repubblica (ed. del 6/5/2009, pag. 42 "L'Italia delle professioni bloccate" di Roberto Mania) che in una inchiesta sulle corporazioni e la loro influenza in Parlamento, riferisce che il senatore Filippo Saltamartini (Pdl) ha presentato un emendamento (2.0.103)al disegno di legge delega sulla sicurezza nel lavoro (N. 1167) con cui si vorrebbe bloccare definitivamente la vendita dei farmaci d'automedicazione fuori dalle farmacie concedendo, a chi ha già aperto, di proseguire l'attività al massimo per altri dieci anni. Sostanzialmente l'abrogazione della legge Bersani. L'emendamento si contraddistingue per la propria incostituzionalità, in particolare in relazione agli articoli afferenti la libertà economica. |
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| 8 maggio 2009 - Pugni sui banconi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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PARAFARMACIE LA PROTESTA DEGLI ESERCIZI NATI CON LA RIFORMA BERSANI CHE TEMONO LO SMANTELLAMENTO Pugni sui banconi Un disegno di legge prevede la vendita dei prodotti in bar e market. Senza farmacisti
Franco Stefanoni firma un articolo pubblicato da Il Mondo sul disegno di legge Gasparri/Tomassini e sul tentativo di cancellare l'unica riforma liberale del settore. Il punto della situazione sullo stato dell'arte rispetto al dibattito e ai lavori in XII Commissione Sanità al Senato. Chi è contro e chi è a favore della presenza delle parafarmacie in un articolo di due pagine. Alcune precisazioni prima della lettura dell'articolo in pdf: l'ANIFA, Associazione che rappresenta i produttori dei farmaci d'automedicazione è contraria alla vendita di farmaci senza la presenza del farmacista, mentre gli Ordini delle Marche (la Consulta) non si è espressa sul disegno di legge in questione, ma contro l'eventualità che alcuni farmaci d'automedicazione possano essere venduti senza la presenza del farmacista. |
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| 21 marzo 2009 - Disattese le norme di liberalizzazione''. Antitrust contro gli ordini professionali | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma, 21 mar. - La maggior parte degli Ordini professionali "sta resistendo ai principi di liberalizzazione introdotti dalla legge Bersani che va dunque rafforzata per garantire maggiore concorrenza nei servizi professionali". E' la principale conclusione cui è giunta l'indagine conoscitiva dell'Antitrust su 13 ordini professionali, avviata a gennaio 2007. "Nell'ottica di favorire la più ampia liberalizzazione dei servizi professionali, osserva l'Antitrust, "occorre inoltre prevedere percorsi più agevoli di accesso alle professioni e un sistema degli ordinisti aperto alle rappresentanze di soggetti terzi per meglio svolgere il necessario ruolo di raccordo tra professionisti e utenti dei servizi professionali". E' dunque auspicabile che il legislatore preveda, a seconda delle circostanze, l'istituzione di corsi universitari che consentano di conseguire direttamente l'abilitazione all'esercizio della professione. Anche il periodo di tirocinio dovrebbe essere proporzionato alle esigenze di apprendimento pratico delle diverse professioni e dovrebbe poter essere svolto, ove in concreto possibile, nell'ambito degli stessi corsi di studio. " L'Autorità auspica inoltre che il legislatore intervenga anche per rimuovere le riserve di attività tutte le volte in cui l'affidamento in esclusiva di una determinata attività non sia giustificato dal perseguimento di un interesse generale la cui tutela non potrebbe essere altrimenti garantita. vai al documento completo
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| 20 marzo 2009 - L'Italia invecchia e non c'è spazio per i giovani. Prima dei 40 difficile affermarsi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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dallo studio CNEL in collaborazione con Unicredit-group e Forum Nazionale Giovani Non è quindi un caso che l’Italia sia un paese dalla mobilità sociale bloccata; dove solo il 3% dei figli di operai riesce a diventare imprenditore, dirigente o libero professionista. Purtroppo, nonostante le profonde trasformazioni sociali ed economiche che hanno segnato il passaggio dell’Italia da società agricola a società postindustriale, e nonostante i significativi flussi di mobilità che hanno visto le generazioni più giovani confluire in una classe sociale e occupazionale diversa da quella dei propri genitori, l’ereditarietà sociale continua a essere il fattore primario nel determinare il destino sociale delle persone. È ancora la provenienza familiare, più dell’istruzione, del merito e delle capacità individuali a influire sull’opportunità di riuscire a raggiungere posizioni sociali vantaggiose (Cobalti, Schizzerotto 1994). La limitata mobilità nell’accesso alle professioni è in qualche modo confermata da un confronto dei titoli di laurea conseguiti dai padri e dai loro figli: il padre si è laureato in architettura? Nel 43,9% dei casi anche il figlio ha fatto gli stessi studi (tab.1.2). Il padre è laureato in giurisprudenza? I figli che hanno fatto altrettanto sono il 42%. Il padre è farmacista? Sono circa 40 su 100 i figli che hanno seguito la stessa strada. E così via di questo passo per quanto riguarda ingegneri, medici, ecc. Da tale coincidenza è lecito supporre che conoscendo la professione dei padri è possibile conoscere quella dei loro figli. In pratica, «essere figlio di un professionista è come un’assicurazione sulla vita» (Floris 2007: 39). Questo significa che quella in cui viviamo è una società conservatrice, caratterizzata da meccanismi di selezione ancora basati sul censo e sull’appartenenza. Quota di padri con figlio in possesso dello stesso titolo di laurea (anno 2008 - %)
Fonte Consorzio Almalaurea |
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| 11 marzo 2009 - SINDACO ALEMANNO NEGA AI CONSUMATORI IL PERMESSO DI MANIFESTARE A MONTECITORIO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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COMUNICA STAMPA ASS. CONSUMATORI SINDACO ALEMANNO NEGA AI CONSUMATORI IL PERMESSO DI MANIFESTARE A MONTECITORIO
Le Associazioni dei consumatori avevano indetto una manifestazione contro il tentativo del Governo di cancellare le liberalizzazioni e vanificare la class action
Le Associazioni dei
consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti – Adiconsum,
Adusbef, Assoutenti, Centro Tutela Consumatori Utenti,
Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumato |
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| 26 febbraio - 3 marzo 2009 - L'opposizione al disegno di legge Gasparri Tomassini | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ebbene durante il dibattito, presenti Piero Fassino, Giuliano Poletti (Pres. Lega Cooperative) Nichi Vendola (Pres. regione Puglia), Remo Bodei (filosofo), Domenico Procacci (produttore cinematografico), il sottosegretario allo sviluppo economico Adolfo Urso ha detto testuale "La proposta Gasparri/Tomassini non è la proposta del Governo, è una proposta a carattere personale e non è condivisa dalla maggioranza del Governo e quindi NON PASSERA'. Giuliano Poletti ha ricordato come prima del provvedimento Bersani si paventava un incremento dell'uso dei farmaci, "come se gli italiani si mettessero ad organizzare festini a base di Tachipirina, così non è stato. Lo stesso Poletti, dopo la dichiarazione di Urso ha invitato il sottosegretario ad avvisare Ferruccio Fazio (sottosegretario al welfare) che nei giorni scorsi aveva fatto dichiarazioni di senso opposto (leggere sotto).
da Help Consumatori LIBERALIZZAZIONI. Parafarmacie, CNCU: no al ddl Gasparri-Tomassini "Il processo di liberalizzazione avviato dal Decreto Bersani rappresenta una pietra miliare nella storia del consumerismo italiano. Tornare indietro vuol dire cancellare un capitolo importante di storia nella tutela dei consumatori. È grazie a questo che i prezzi dei farmaci si sono abbassati del 10-20% e oltre 4.000 lavoratori hanno trovato impiego all'interno delle catene della grande distribuzione". E' quanto afferma Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del Cittadino, in rappresentanza di tutte le associazioni del Cncu che si sono riunite oggi. Le 17 Associazioni hanno apprezzato le parole del ministro Scajola che si è detto intenzionato a proseguire sulla via delle liberalizzazioni. La discussione ha riguardato in particolare il ddl Gasparri - Tomassini che di fatto abolirebbe la parafarmacie segnando un passo indietro rispetto alle liberalizzazioni Bersani |
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| 23 febbraio 2009 - Resistere, resistere, resistere.... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La Repubblica, 23 febbraio 2009, di Massimo Riva, suppl, Affari e Finanza Liberalizzazioni addio il Pdl strappa le lenzuolate ... Che la corporazione dei farmacisti non riesca a tollerare questo taglio a una consolidata e lucrosa posizione di rendita si può anche capire: nessuno rinuncia volentieri a un simile privilegio. Ma che la voce e le pressioni di costoro potessero trovare eco in una maggioranza di governo schierata sempre a gran voce sotto la bandiera della libertà d'iniziativa economica questo è un salto politico e logico che rovescia ogni aspettativa. Purtroppo, però, è esattamente quel che sta accadendo. In proposito il sottosegretario Fazio ministro della Salute in pectore per Silvio Berlusconi ha già fatto intendere, senza troppi giri di parole, che l'esperimento delle parafarmacie va rivisto e "razionalizzato", termine eufemistico per anticipare che verrà sostanzialmente soppresso. E i benefici di spesa che la generalità dei consumatori ha ricavato dall'allargamento degli spazi di concorrenza? E i cinquemila cittadini che hanno trovato lavoro nella nascita dei nuovi esercizi commerciali? leggi tutto l'articolo
Resistere, resistere, resistere.... Il nostro comunicato stampa di ieri 18 febbraio avrà stupito i meno attenti e sarà stato scongiurato da chi pensa che non ci sarebbe stata reazione. Qualcuno, malgrado quanto riportato nel testo, raccolto da diversi organi di stampa, ancora oggi parla di sanatoria. Le affermazioni del sottosegretario Fazio all'agenzia di stampa Adnkronos Salute lasciano pochi dubbi in merito. Ci sarà tempo per discutere anche di questo se si avrà voglia perdere ancora tempo. Tempo che non possiamo più permetterci di sprecare! Per noi hanno sempre contato i fatti e i fatti sono i seguenti: 1) il sottosegretario alla Salute ha in maniera esplicita affermato che il Governo ha intenzione di "far rientrare" l'anomalia" parafarmacie 2) il coordinamento del cosiddetto tavolo di concertazione del settore è stato affidato al neo Presidente della FOFI Mandelli (Leopardi si sarebbe prestato?), ovvero ad uno dei più attivi oppositori delle liberalizzazioni volute da Bersani 3) Il segretario della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato è anche Vice Presidente della FOFI, D'Ambrosio Lettieri 4) Il coinvolgimento della FOFI accanto al Presidente della Federfarma Racca è pieno e completo Il Governo, con la complicità attiva di FOFI e FEDERFARMA vuole chiudere per sempre le parafarmacie. Prima si accetta questa realtà, prima si è in grado di rispondere a questo "volgare" attacco. Per fare questo è necessario mantenere i "nervi saldi" ed usare l'intelligenza coinvolgendo tutti i soggetti colpiti da questa vera e propria controriforma. E' necessario far diventare questa "sciocca" e vergognosa restaurazione in un caso nazionale con risvolti economici importanti.
BLOCCO ORDINI
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede alle parafarmacie italiane di bloccare tutti gli ordini in essere e tranne che per il fabbisogno giornaliero, di non fare più ordini con quantitativi importanti, spiegando le ragioni di tale comportamento ai rappresentanti delle aziende. Il blocco deve riguardare TUTTI I PRODOTTI, compresi arredamenti ed annessi all'attività.
Chiede altresì di divulgare presso i cittadini attraverso materiale
informativo quanto il Governo ha intenzione di fare indicando in maniera
esplicita quali sono i mandanti. |
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| 18 febbraio 2009 - FARMACIE: MNLF, SI VOGLIONO ANNULLARE LIBERALIZZAZIONI BERSANI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(ASCA) - Roma, 18 feb - ''Scandaloso
e vergognoso'' quanto emerso oggi durante il tavolo tecnico aperto dal
sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio per affrontare il sistema
distributivo del farmaco. Con queste parole il Movimento Nazionale Liberi
farmacisti (MNLF) commenta l'incontro avvenuto oggi all'ex Ministero della
Salute con le Associazioni delle parafarmacie, la Coop, la Confcommercio
ed altre associazioni. ''Un incontro - affermano - che aveva più il tono di sancire formalmente la volontà dell'attuale Governo a far rientrare 'l'anomalia' parafarmacie nell'attuale sistema farmaceutico, procedendo con il disegno di legge Gasparri/Tomassini, più che di ascoltare quanto i soggetti invitati al tavolo avevano da dire in merito a tale 'controtriforma'. E' emersa immediatamente - dichiarano - la volontà di annullare completamente il processo di liberalizzazione avviato dal Decreto Bersani sulla vendita dei farmaci d'automedicazione e far chiudere 2750 nuove aziende con la conseguente perdita di 5000 posti di lavoro''. Secondo il Movimento dei Liberi Farmacisti, ''Il governo ha sposato appieno la tesi della corporazione dei farmacisti titolari ( Federfarma), nel momento in cui definisce anomalia da sanare, stortura di un mercato fatto dal vecchio governo una delle riforme che era stata maggiormente apprezzata dai cittadini''. ''All'incontro ha partecipato anche il nuovo Presidente della FOFI Andrea Mandelli al quale e' stato dato dal Sottosegretario il compito di coordinare i lavori. Questo mentre lo stesso Mandelli, in tempi non sospetti, aveva espresso tutta la propria contrarietà al progetto Bersani. Un conflitto d'interessi senza fine - lo definisce il MNLF - in cui i monopoli si riappropriano, attraverso politiche illiberali del Governo, degli spazi persi con la precedente legislatura''. Il Movimento ''promette battaglia dura in tutte le sedi nazionali ed europee, sedi a cui non mancherà sicuramente d'interessare provvedimenti dello Stato che prima permettono timidi processi di liberalizzazione, con seguenti investimenti ingenti, e poi dicono 'e' stato tutto uno scherzo, cancelliamo tutto'''.
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| 4 febbraio 2009 - DISEGNO DI LEGGE GASPARRI-TOMASSINI: UNICO OBIETTIVO CANCELLARE LE LIBERALIZZAZIONI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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COMUNICATO
STAMPA MNLF
Malgrado diversi comuni, province, regioni si siano espresse contro, ministri abbiano manifestato il loro disappunto, le associazioni dei consumatori siano entrate sul piede di guerra, la coppia Gasparri - Tomassini fa approdare il proprio disegno di legge in Commissione Igiene e Sanità al Senato. L’obiettivo è quello di cancellare la riforma Bersani sulla vendita dei farmaci d’automedicazione e far chiudere 2750 nuove aziende con la conseguente perdita di 5000 posti di lavoro.
Un progetto - secondo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti - che mira a ristabilire appieno il monopolio delle farmacie in Italia attraverso una “spregiudicata” azione corporativa in tre fasi: togliere i farmaci ad alto costo dalla dispensazione diretta delle A.S.L., ridurre a zero i farmaci SOP e OTC a disposizione dalle parafarmacie, eliminare la presenza del farmacista nei corner per la vendita di un numero limitato di medicinali.
Attraverso un “grottesco” inganno legislativo che gli autori hanno chiamato “riforma del servizio farmaceutico”, s’intende far credere che attraverso questa proposta sarà possibile aprire numerose farmacie, mentre la realtà e studi accurati dimostrano che si tratta di un grossolano inganno e che al termine potranno essere aperte pochissime nuove sedi su tutto il territorio nazionale.
Un risultato certamente poco esaltante per un Governo che si dice liberale a parole, ma che nei fatti limita la concorrenza e frena la libera iniziativa.
Nulla viene risparmiato per affievolire la forte opposizione al disegno di legge, compresa l’arma dell’illusione attraverso un’impraticabile sanatoria in favore di alcune parafarmacie che sarebbero trasformate in farmacie a tutti gli effetti. Un comportamento che difficilmente s’accorda con lo status di senatore della Repubblica Italiana.
A conferma del prevalere degli Interessi corporativi la scelta del relatore del disegno di legge, il Sen. D’Ambrosio Lettieri, già titolare di farmacia, già presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari, nonché fresco di nomina alla vice presidenza della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Un conflitto d’interesse enorme e al limite della decenza.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti promette una dura opposizione al tentativo di “restaurazione” in atto e annuncia che in caso d’approvazione la legge sarà portata davanti alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia della Comunità Europea. MNLF - UFF. STAMPA |
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| 29 gennaio 2009 - LIBERALIZZAZIONI: BERSANI, GOVERNO SI DICE LIBERALE MA LE AZZERA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 22 gennaio 2009 - Industria Farmaceutica: stop ai licenziamenti | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Comunicato stampa MNLF
2500 informatori del farmaco perderanno il proprio lavoro nel 2009, entro il 2010 saranno diventati 8.000. Nell’ultimo decennio le aziende non hanno fatto altro che incrementare il numero d’informatori per aumentare la pressione sulla classe medica che rappresentava “Il decisore” del fatturato. Ora sono la AUSL, i comitati etici, le commissioni dei prontuari e le istituzioni sanitarie regionali ad avere un ruolo determinante, per cui gli informatori debbono essere”scaricati”. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti esprime piena solidarietà agli informatori scientifici del farmaco e in particolare ai tantissimi colleghi farmacisti che hanno perso o sono in procinto di perdere il proprio posto di lavoro grazie a politiche aziendali errate degli ultimi venti anni. Il farmaco è un bene pubblico così come lo è l’informazione scientifica, considerando che per legge si dovrebbe occuparsi anche di farmacovigilanza. Nel settore farmaceutico sta avvenendo ciò che è accaduto nel mondo industrial-finanziario ove si è creata una “bolla” speculativa perdendo di vista l’oggetto dell’attività: il farmaco e la relativa ricerca applicata. Tale stato di cose è particolarmente grave in Italia ove viene permesso ad aziende farmaceutiche con bilanci in positivo di utilizzare ammortizzatori sociali attraverso “crisi di comodo”, per avere il massimo profitto a scapito dei lavoratori. La pratica del “trasferimento di ramo d’azienda” è una pratica immorale che consente licenziamenti collettivi e permette di trarre ingenti profitti, mentre molto spesso chi acquista è una controllata (completamente o in parte) di chi vende a cui è consentito procedere alla ristrutturazione e quindi ai licenziamenti, allo stesso tempo viene chiesto allo Stato di pagare gli oneri sociali con un costo pubblico inaccettabile. Giustificare tali comportamenti con la scadenza dei brevetti dei farmaci è assolutamente risibile in quanto tale scadenza è nota da tempo. La verità è che manca totalmente una politica industriale d’ampio respiro. Certamente i ritardi nei pagamenti delle ASL e la crisi dei mercati americani hanno giocato la loro parte, ma l’industria farmaceutica è tra quelle che hanno realizzato negli ultimi anni i maggiori guadagni e molte di loro hanno beneficiato di denaro pubblico, Governo ed istituzioni debbono pretendere un’assunzione di responsabilità da parte delle aziende verso i lavoratori. Inoltre, la crisi del settore, s’inserisce nel contesto nazionale, ove l’assenza totale d’opportunità alternative rende ancora più grave il disagio degli informatori scientifici. Infatti, permanendo in questo Paese, uno stato di monopolio nella distribuzione del farmaco con il numero chiuso di farmacie nel territorio, non sarà data loro, come a moltissimi farmacisti, la possibilità di aprire una propria farmacia. Purtroppo né l’attuale Governo né Farmaindustria si possono annoverare tra coloro che difendono i pochi passi avanti in tema di liberalizzazioni del settore come ad esempio la vendita di SOP e OTC nelle parafarmacie. Questo mentre proprio le politiche di liberalizzazione e la creazione di nuove possibilità di lavoro, anche autonomo, sono una delle leve fondamentali per risolvere le crisi economiche e far ripartire quell’ascensore sociale fermo ormai da anni in Italia. MNLF Ufficio Stampa
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| 8 gennaio 2009 - Legge Regione Puglia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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BARI: "Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, l'organizzazione più rappresentativa dei farmacisti non titolari italiani, ha valutato positivamente e sostenuto la decisione del Consiglio regionale di abbassare il quorum per l'apertura di nuove farmacie nei piccoli Comuni": è quanto dice Agnese Antonaci vicepresidente nazionale dell'associazione. "Quando il Governo nazionale, infatti, accogliendo le sollecitazioni delle lobby dei farmacisti titolari, ha presentato ricorso di fronte alla Corte Costituzionale, sostenendo che la regione Puglia, legiferando, è andata oltre le sue competenze, il Mnlf ha denunciato come in questa maniera si stesser difendendo esclusivamente degli interessi particolari, cioè il reddito di alcuni titolari di farmacia", aggiunge la Antonaci. E poi: "Una difesa intollerabile perché condotta a discapito degli interessi generali dei cittadini. La Regione Puglia, infatti, legiferando per dotare paesi fino a 7499 abitanti di una seconda farmacia ha solo curato un interesse generale". "Con le nuove indicazioni sarà possibile aprire poco più di una trentina di nuove farmacie in tutto il territorio regionale" spiega il vicepresidente dei Liberi Farmacisti. "In apparenza una modifica legislativa con un impatto tutto sommato limitato, ma sicuramente importante perché per la prima volta si è intervenuti, con potestà regionale a modificare una legislazione nazionale che risale al 1934 e che è sostanzialmente invariata dal 1968. Una modifica parziale, lontana dalle richieste del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che da anni chiede alle forze politiche di riconoscere a tutti i professionisti laureati ed abilitati il diritto di esercitare liberamente la propria professione". "A parere dei farmacisti titolari, sostenuti in questo dall'Ordine de farmacisti, la regione Puglia non sarebbe dovuta intervenire aspettando che la materia venisse regolamentata a livello nazionale. Peccato che ad ogni legislatura si parli di riformare il sistema farmaceutico oramai anacronistico, in senso liberale, senza che sostanzialmente nulla in concreto si facci in tal senso! Certo è diffiile intervenire in un sistema politico in cui le pressioni delle corporazioni sono molto forti". Ma i "liberi farmacisti"chiedono ancora di più al governo regionale. "Abbiamo in particolare richiesto al governatore Nichi Vendola e all'assessore alla Salute Alberto Tedesco, di adeguare la normativa regionale, affinché anche agli esercizi farmaceutici di vicinato (parafarmacie) sia concesso di dispensare in regime di convenzione alimenti per patologie particolari (celiachia, fibrosi cistica ecc.). Abbiamo offerto la disponibilità delle parafarmacie, aperte dopo la "lenzuolata" di Bersani, e aderenti al Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, a partecipare a campagne di prevenzione e informazione rivolte ai cittadini, ricordando che in questi ambiti c'é sempre un farmacista disponibile e dedicare tempo e disponibilità". "Sarebbe un altro piccolo segno che in questa regione conta di più l'interesse dei cittadini che quello delle corporazioni", conclude Agnese Antonaci, vicepresidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti. |
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| 31 dicembre 2008 - Il Punto di fine anno | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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E' evidente che c'è in atto un disegno di controriforma posto in essere da soggetti diversi (Gasparri/Tomassini, Poretti, Federfarma ed altri) e apparentemente con motivazioni diverse, ma accomunati da un filo comune che è quello di annullare il processo avviato con il decreto Bersani. Per combattere tutto questo l'MNLF ha scelto, in primis, la via più opportuna, coinvolgendo innanzitutto i consumatori, i dipendenti farmacisti sia della GDO che delle farmacie private, gli studenti di farmacia, i farmacisti ospedalieri, i presidi di facoltà, convinti come siamo che tutta la problematica, che si riverbera principalmente nei confronti degli esercizi farmaceutici di vicinato (le parafarmacie), ha innanzitutto bisogno di alleati. La politica del MNLF è sempre stata quella di portare avanti un discorso unitario. E' ovvio che una controriforma danneggerebbe innanzitutto i colleghi che gestiscono le parafarmacie, ma in linea generale le possibilità di chiunque crede in futuro di libertà e pari opportunità. E' in questi particolari momenti di confusione che emergono i "taumaturghi" di turno che propongono facili ed immediate soluzioni, soluzioni assolutamente aleatorie ed inattuabili (trasformazione per sanatoria delle parafarmacie in farmacie!!!). Tesi e comportamenti che producono un unico risultato: la ghettizzazione della problematica, ma soprattutto dei colleghi! A nessuno è vietato sperare e il MNLF non si porrà certo contro chi crede esistano "scorciatoie", ma è bene che ognuno sia più responsabile, "onesto" nei confronti di se stesso e valuti attentamente la fattibilità politica ed economica di determinate proposte. Questi sono i momenti in cui bisogna mantenere una lucidità ed una fermezza di comportamenti. Se anche è vero che nessuno possiede la "ricetta magica", è altrettanto vero che l'unica strada inattaccabile, quindi percorribile, è quella del libero esercizio professionale che può attuarsi o attraverso la rimozione del numero chiuso delle farmacie o attraverso la farmacia non convenzionata, da sempre cavallo di battaglia del MNLF. Fin dal 1999 (30 maggio - Convention nazionale MNLF - Hotel Ergife - P.dl. Sen. Carella, Presidente Comm. Igiene Sanità Senato) il MNLF ha indicato in queste due vie, la maniera per realizzare il libero esercizio della professione. Poi ci sono molti obiettivi "intermedi" da realizzare in questo cammino, obiettivi comunque importanti per fare sì che questo percorso sia il più breve possibile. Per questo è necessario lavorare affianco a chi ha, nel tempo, dimostrato affidabilità, coerenza e crede fermamente che solo un discorso che coinvolga tutta la forza della componente non titolare si possa concretizzare un obiettivo comune. E' così che nei prossimi mesi, tenendo in debito conto delle pronunce della Corte di Giustizia europea, il MNLF catalizzerà in un convegno nazionale, aperto al mondo politico e sociale, tutte le componenti della categoria. Sarà da questa iniziativa che scaturiranno i percorsi operativi per il libero esercizio della professione. |
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12 dicembre 2008 - |
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Egli ritiene che la normativa italiana e tedesca che prevedono tale regola sono giustificate dall’obiettivo di garantire un rifornimento adeguato di farmaci alla popolazione. Nelle sue conclusioni l’avvocato generale ricorda anzitutto che la Comunità europea non si è vista attribuire una competenza piena e completa in materia di sanità pubblica. Siffatta competenza rimane, di conseguenza, condivisa fra la Comunità e gli Stati membri. Il mantenimento di un titolo di competenza nazionale in materia di sanità pubblica è espressamente sancito dall’art. 152, n. 5, CE, secondo cui: «l’azione comunitaria nel settore della sanità pubblica rispetta appieno le competenze degli Stati membri in materia di organizzazione e di fornitura di servizi sanitari e assistenza medica». Tuttavia, secondo il ragionamento dell’avvocato generale, nell’esercizio della loro competenza riservata, gli Stati membri non sono esonerati dai loro obblighi comunitari.
Per
essere mantenuta, una norma nazionale che preveda che le farmacie possono
essere possedute e gestite soltanto da farmacisti deve essere quindi
conforme alle disposizioni del Trattato relative alla libertà di
stabilimento. L’avvocato generale constata che le disposizioni nazionali
hanno l’effetto di impedire ai cittadini degli Stati membri che non sono
farmacisti di possedere e di gestire una farmacia in Italia e in Germania.
Anche se, a suo avviso, tale disposizioni costituiscono in assoluto una
restrizione alla libertà di stabilimento in quanto esse ostacolano
l’accesso al mercato per le persone fisiche o giuridiche che vogliano
aprire una farmacia in detti Stati membri, esse, nella fattispecie, sono
giustificate. L’avvocato generale ritiene che l’ostacolo accertato non
viola il diritto comunitario poiché la restrizione apportata alla libertà
di stabilimento è giustificata dall’obiettivo di tutela della sanità
pubblica. A suo avviso, il divieto imposto ai non farmacisti di possedere
e gestire una farmacia è atto a conseguire tale obiettivo poiché esso è
tale da garantire un rifornimento di farmaci alla popolazione che offre
garanzie sufficienti in materia di qualità e di varietà. Egli rileva che
una persona, che possieda una farmacia ed è contemporaneamente
proprietaria e datore di lavoro influenza inevitabilmente la politica
seguita nell’ambito di questa in materia di distribuzione dei farmaci.
Pertanto, la scelta effettuata dai legislatori italiano e tedesco di
collegare alla competenza professionale la proprietà economica della
farmacia è giustificata tenuto conto dell’obiettivo di tutela della sanità
pubblica. L’avvocato generale sottolinea l’importanza di garantire la
neutralità della consulenza farmaceutica, vale a dire una consulenza
competente e oggettiva. A suo avviso, la qualità dell’atto di
distribuzione dei farmaci è strettamente collegata all’indipendenza di cui
deve dar prova un farmacista nell’esercizio della sua missione. Decidendo
di riservare la proprietà e l’esercizio delle farmacie ai soli farmacisti,
i legislatori italiano e tedesco hanno voluto in tal modo garantire
l’indipendenza delle farmacie, rendendone la struttura economica
impermeabile alle influenze esterne provenienti, per esempio, dai
produttori di medicinali o dai grossisti. A tal proposito, l’avvocato
generale rileva che tale indipendenza è una garanzia del libero esercizio
della professione. Un farmacista che abbia la piena gestione del suo
strumento di lavoro può pertanto esercitare la sua professione con
l’indipendenza caratteristica dei liberi professionisti, essendo al tempo
stesso responsabile di un’impresa, vicino alle realtà economiche legate
alla gestione della sua farmacia e un professionista sanitario, che ha
interesse a bilanciare i propri imperativi economici con considerazioni di
sanità pubblica, il che lo differenzia da un investitore puro e semplice.
Inoltre, il fatto di riservare il possesso e la gestione delle farmacie ai
soli farmacisti non va oltre quanto è necessario per garantire un elevato
livello di tutela della sanità pubblica. Egli ritiene peraltro che il
semplice obbligo della presenza di un farmacista stipendiato per lo
svolgimento di compiti che implicano un rapporto con i terzi non è idoneo
a garantire, allo stesso modo, in termini di qualità e di neutralità
dell’azione di distribuzione dei medicinali, l’adeguato rifornimento di
farmaci alla popolazione. Poiché non padroneggia la politica commerciale
della farmacia ed è tenuto nei fatti ad applicare le istruzioni del suo
datore di lavoro, non sarebbe escluso che un farmacista stipendiato che
lavora in una farmacia gestita da un non farmacista sia indotto a
privilegiare l’interesse economico della farmacia a discapito delle
esigenze connesse all’esercizio di un’attività farmaceutica. Infine,
collegare alla persona del farmacista l’autorizzazione all’esercizio di
una farmacia è uno strumento efficace per garantire il carattere
appropriato del rifornimento di farmaci alla popolazione, in particolare
perché, in caso di colpa professionale, il farmacista esercente si espone
al ritiro non soltanto della sua abilitazione professionale, ma altresì
dell’autorizzazione all’esercizio, con le gravi conseguenze economiche che
ne derivano. Di conseguenza, l’avvocato generale ritiene che il fatto di
esigere che chi ha la responsabilità economica della farmacia e che, in
quanto tale, ne determina la politica commerciale, sia un farmacista è
conforme alle disposizioni del Trattato relative alla libertà di
stabilimento.
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| 4 dicembre 2008 - Estratto dall'intervista rilasciata da Licio Gelli a Klaus Davi per Klauscondicio ( www.youtube.com/klauscondicio ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| "Cerchiamo di essere obiettivi. Se cadesse Berlusconi, sarebbe un caos per il Paese perché il Governo non avrebbe più una struttura partitica. Berlusconi ha iniziato con una struttura partitica, seguendo la strategia dei Carabinieri, dei farmacisti e della Chiesa, ovvero creare una ragnatela così capillare che serva per poter comandare e controllare l'Italia"... n.d.r.: per riflettere | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 3 dicembre 2008 - TRUFFA SANITA’: NON BASTA PUNIRE I COLPEVOLI, BISOGNA CAMBIARE SISTEMA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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MNLF Comunicato stampa Il sistema farmacia, da sempre definito “il migliore al mondo”, ancora una volta è coinvolto in uno scandalo che getta “fango” sull’intera professione di farmacista. Anche se non è utile generalizzare, troppi sono stati negli ultimi anni gli scandali che hanno colpito le farmacie italiane, troppi i farmacisti coinvolti in truffe al Sistema Sanitario Nazionale, troppi i colleghi onesti che hanno visto “insudiciare” una professione svolta con passione e notevoli sacrifici. E’ arrivato il momento di fare una profonda riflessione e voltare pagina. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti da anni denuncia uno stato d’illegalità a tutti i livelli: dalle truffe al S.S.N., alla compravendita in nero delle farmacie, alla dispensazione di farmaci con obbligo di ricetta senza la dovuta prescrizione del medico. E’ necessario che le farmacie coinvolte in truffe alla sanità pubblica, quella pagata con i soldi dei contribuenti, siano prima commissariate con farmacisti che nulla hanno a che fare con la proprietà e poi, una volta accertato in giudizio il reato, sia tolta la convenzione alla farmacia senza alcuna possibilità di cederla ad eredi o a terzi compiacenti. Inoltre, il MNLF ritiene ormai improcrastinabile una revisione profonda del rapporto convenzionale, guardando ad altre esperienze europee, come quella inglese, dove il guadagno delle farmacie sui farmaci ceduti per conto dello Stato è dato dai servizi offerti dalle farmacie e solo in minima parte dal prezzo del medicinale. Il sistema di privilegi italiano è ormai arrivato al capolinea, bisogna ripensare ad un sistema farmaceutico più moderno, ove più spazio sia dato al libero esercizio della professione attraverso la cancellazione del numero chiuso delle farmacie.
MNLF - Ufficio Stampa Roma, 3 dicembre 2008 |
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| 2 dicembre 2008 - NAS: RICETTE FALSE, 43 ARRESTI, TRUFFA DA 10 MILIONI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
ANSA di Marco Maffettone -
Centinaia di ricette prescritte a pazienti del tutto ignari, cure di
antibiotici imposte a chi non ne aveva alcun bisogno: la nuova truffa che
colpisce la sanità italiana vede protagonisti medici, farmacisti,
imprenditori del settore e informatori scientifici. Una truffa con un
giro d'affari da 10 milioni di euro e che conta 14 persone finite in
carcere e 30 ai domiciliari. Per tutti l'accusa è di associazione a
delinquere finalizzata alla truffa. I Nas di Roma, coordinati dalla Dda
capitolina, hanno scoperchiato un nuovo vaso di Pandora in cui
un'organizzazione per anni è riuscita a truffare il Servizio sanitario
nazionale. Una ricettopoli che ha in un imprenditore napoletano, Tullio
Raimondo Faiella di 48 anni, il grande manovratore e in un esercito di
informatori scientifici le pedine pronte a corrompere medici e farmacisti
pur di far lievitare le vendite dei farmaci distribuiti dalla Ts, azienda
che fa capo a Faiella. Un sistema ben oleato con ramificazioni, oltre che
a Roma e nel Lazio, anche in Campania, Abruzzo, Sicilia e Sardegna. Un
meccanismo in cui nulla era lasciato al caso: l'organizzazione poteva
contare anche su una decina di prostitute, gestite da una maitresse
romana, le cui prestazioni sessuali venivano offerte come ricompensa per
il buon esito degli affari illeciti. Si davano appuntamento in tre
alberghi sparsi nel centro sud (L'Aquila, Napoli e Cagliari) e dopo
gli incontri, medici e farmacisti commentavano al telefono le
prestazioni offerte dalle ragazze, tutte italiane e colombiane. Ma
i "metodi di pagamento" non erano solo in sesso: ai professionisti veniva
assicurata una percentuale del 5% sul prezzo dei farmaci prescritti.
Farmaci che una volta comprati venivano gettati nei cassonetti perché il
guadagno avveniva esclusivamente dal vertiginoso aumento della vendita dei
prodotti. L'organizzazione aveva a Roma una delle sue basi operative più
attive. Tre i titolari delle farmacie arrestati dai carabinieri e molti i
lucchetti apposti ad esercizi commerciali nel cuore della Capitale,
comprese una farmacia in via del Corso e una di fronte a Palazzo Madama. "Chi
ha sbagliato verrà espulso dall'Ordine - ha affermato il presidente dei
farmacisti di Roma, Emilio Croce - ma servono più controlli". Secondo
Farmaindustria "con un'attività ispettiva attenta e diffusa sul
territorio, in tutti i comparti della Sanità, sarà possibile, contrastare
efficacemente azioni criminose in un'area così complessa e delicata quale
è quella della Salute". |
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| 27 novembre 2008 - UE: AVANZATA PROCEDURA INFRAZIONE CONTRO ITALIA SU FARMACIE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il Messaggero - BRUXELLES (27 novembre) - La Commissione europea ha deciso di chiedere ufficialmente all'Italia di modificare la sua legislazione, che vieta ad un farmacista di possedere varie farmacie, e che limita a quattro il numero massimo di farmacie che possono essere di proprietà della stessa società e che devono inoltre trovarsi nella stessa provincia. Lo annuncia l'esecutivo europeo, precisando che «tali restrizioni sono in contrasto con l'art.43 del trattato sulla libertà di stabilimento». La richiesta della Commissione viene trasmessa sotto forma di 'parere motivato, che costituisce la seconda fase della procedura d'infrazione. Se non riceve una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia Ue. La legislazione italiana vieta ad un singolo farmacista di essere titolare di più autorizzazioni per l'apertura di una farmacia e vieta, inoltre, di cumulare l'autorizzazione per l'apertura della farmacia con la partecipazione nella gestione di una società di farmacisti. Limita inoltre a quattro il numero delle farmacie che possono essere gestite dalla stessa società, con l'obbligo che siano situate nella stessa provincia in cui la società ha la sede legale. La Commissione ritiene che, adottando e mantenendo queste restrizioni, l'Italia è venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù dell'articolo 43 del trattato CE. Si tratta di limitazioni che di fatto impediscono o rendono più difficile l'apertura di farmacie da parte di operatori di altri Stati membri. Possono essere considerate compatibili con il trattato europeo solo se giustificate da obiettivi d'interesse generale, necessarie e proporzionate a questi obiettivi. La Commissione è del parere che le restrizioni in questione vanno oltre quanto è necessario per raggiungere l'obiettivo di protezione della salute invocato dalle autorità italiane
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| 25 novembre 2008 - RINNOVO ORDINI: I FARMACISTI NON TITOLARI VINCONO A TERAMO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dopo lusinghiere affermazioni in varie province italiane ove numerosi colleghi sono entrati nel Consiglio dell'Ordine, un esempio per tutti quello di Roma. Dopo aver movimentato con la loro presenza numerose elezioni, arriva la prima vittoria netta a Teramo, dove una lista appoggiata dal MNLF ottiene la maggioranza dei consiglieri eletti dopo un testa a testa con la lista dei titolari di farmacia. I complimenti vanno a tutti i colleghi che si sono impegnati per questo risultato e si sono assunti in prima persona il compito di rappresentare gli interessi di tutti i farmacisti senza esclusione alcuna. Un esempio quello di Teramo che deve far riflettere rispetto alle potenzialità che il lavoro e la partecipazione sempre producono. vai all'articolo sulle Elezioni di Teramo |
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| 10 novembre 2008 - FARMACI: A CHI TIRA LA VOLATA L’ON. PORETTI? | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ancora una volta l’On. Poretti chiede, attraverso la presentazione
di un disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita
dei farmaci SOP e OTC. il testo del ddl Poretti pubblicato dall'ADUC e da tutti i siti del Partito Radicale |
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| 7 novembre 2008 - Annarosa Racca, Presidente Federfarma smentisce se stessa: favorevole alla vendita di SOP e OTC senza farmacista | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Questa l'intervista rilasciata dal Presidente Federfarma a PharmRetail:
Una lista selezionata di farmaci Otc, in confezioni ridotte, vendibili in
qualsiasi punto vendita senza presenza del farmacista. Questa la proposta
contenuta nel Ddl Gasparri Tomassini sul riordino del sistema
farmaceutico. Che trova il consenso, con riserva, dei vertici di
Federfarma.
COMMENTO: la parte più oltranzista e conservatrice di Federfarma sta prevalendo rispetto alla stessa linea del suo Presidente che in un primo momento si era dichiarata contraria alla vendita di farmaci senza la presenza del farmacista. Ma a parte ciò, questa intervista (nulla accade mai a caso) deve mettere nuovamente in allerta quanti avevano scommesso in un accantonamento del ddl Gasparri/Tomassini. Per nostro conto non abbiamo mai pensato continuando a lavorare perché anche altre componenti si oppongano ad un disegno di "restaurazione" di antico stampo medioevale. E' di questi giorni la presa di posizione di SIFO e SINAFO rispetto all'attacco (portato anche da Tomassini) sui farmaci dispensati direttamente dalle ASL. leggi la posizione SIFO e SINAFO |
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| 4 novembre 2008 - Barak Obama è il 44° Presidente USA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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"Con
questa elezione il cambiamento è arrivato in America". Queste le prime
parole di Barack Obama davanti ai suoi sostenitori dopo l'annuncio della
vittoria, che il senatore ha dedicato alla sua famiglia e a sua nonna,
appena scomparsa. "Gli Stati Uniti - ha continuato il presidente eletto -
sono un posto dove tutto è possibile". Una vittoria di grandi numeri:
il senatore democratico è arrivato a quota 349 grandi elettori contro i
147 di McCain. Un inno alla democrazia e alla capacità di cambiare. Barack
Obama nel discorso più importante della sua vita, davanti a centinaia di
migliaia di persone, ha commosso il suo Paese e il mondo rivendicando la
forza della speranza contro il cinismo, la forza dell'uomo comune davanti
al potere, la forza potente del sogno e del cambiamento. La forza
dell'America, ha gridato Obama nella notte di Chicago, non è la sua
potenza militare ma la capacità di creare «democrazia, libertà e
opportunità».
Il 24 giugno del 2007, al Congresso Nazionale dei Farmacisti non titolari di Rimini, qualcuno citò il libro di Barak Obama "L'Audacia della speranza" quando il candidato alla presidenza non era nemmeno sicuro della nomination. La speranza che un Paese e una classe politica deve dare ad ogni cittadino indipendentemente dal suo ceto, dalla razza, dal sesso e dal reddito della sua famiglia. In questi giorni stiamo assistendo nel nostro Paese ad una straordinaria mobilitazione degli studenti che prendendo coscienza della propria situazione diventano protagonisti del proprio futuro e chiedono semplicemente di avere "una speranza". Speranza che non deve però limitarsi alla giusta richiesta di un sistema scolastico che dia a tutti le stesse opportunità e risorse, ma vada al di là, chiedendo che l'intera società si apra alle pari opportunità. Dov'è in Italia l'audacia della speranza si chiedeva qualcuno se non eliminiamo le barriere, gli egoismi, i monopoli, i privilegi nel mondo del lavoro e in particolare in quello delle professioni intellettuali. La battaglia per una scuola che abbia le risorse adeguate e sia finalmente riformata è una battaglia legittima e necessaria, ma probabilmente insufficiente se non viene affiancata da una pari mobilitazione per un cambiamento profondo della società, ove il merito e le capacità non vengano più sacrificate sull'altare degli interessi corporativi il cui conto è pagato a caro prezzo da tutti i cittadini sia da un punto di vista economico che della qualità delle prestazioni fornite. |
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| 3 ottobre 2008 - Scajola dice no a controriforma liberalizzazioni farmaci | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nota MNLF: complimenti al Movimento Difesa del Cittadino e i nostri ringraziamenti per aver posto la questione al Ministro dello Sviluppo Economico, la collaborazione avviata subito dopo il decreto Bersani con l'iniziativa "Più concorrenza, più diritti" è cresciuta ed è per noi normale coinvolgere le Associazioni dei consumatori su questione che riguardano il settore farmaceutico quando le ricadute sono sui cittadini. Chi sperava di far passare il ddl nel "silenzio" può perdere definitivamente questa illusione sia per il presente che per il futuro, i consumatori e le loro Associazione saranno sempre più coinvolte dal MNLF nei processi che mirano ad aumentare i livelli di concorrenza nel nostro Paese |
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| 30 settembre 2008 - Dichiarazioni Presidente Commissione Igiene e Sanità: “Bufala grottesca” | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Le dichiarazioni pubblicate
oggi dal Sole 24 ore del Presidente della Commissione Igiene e Sanità
Antonio Tomassini relative al disegno di legge Gasparri sono, secondo
il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, completamente infondate e
smentite dai fatti oggettivi. A leggere le dichiarazioni rilasciate da Tomassini, cofirmatario del progetto, viene da chiedersi se lo stesso voglia soltanto “calmare le acque” o peggio, non abbia letto in maniera approfondita ciò che ha firmato. Infatti, il testo parla chiaro e senza alcuna possibilità di fraintendimento: “Art. 9: Chiunque ponga in vendita farmaci diversi da quelli previsti dall’articolo 1, comma 6, al di fuori delle farmacie, oppure esercita attività d’accaparramento di ricette mediche per qualsiasi scopo, è punito con l’ammenda da euro 5.000 a euro 15.000; in caso di recidiva l’ammenda è elevata al triplo”. I farmaci previsti all’articolo 1 comma 6 sono proprio quelli che sarà possibile vendere nei centri commerciali (ma anche nelle tabaccherie e bar) senza la presenza del farmacista. Quindi, se l’italiano non è un’opinione, tutti gli altri potranno essere venduti solo nelle farmacie e non più nelle parafarmacie. Inoltre, circa la possibilità di aprire con il ddl 1.500 - 2.000 farmacie, ad avviso del MNLF si rischia “il ridicolo” in quanto chiunque conosce bene la realtà sul territorio sa che con un abbassamento minimo del quorum per aprire una farmacie il risultato non può che essere modesto, questo per la presenza nelle città delle farmacie sopranumerarie, farmacie aperte in deroga al criterio della popolazione o che per spostamenti rilevanti della popolazione risultano appunto al di sopra dei criteri demografici. Queste farmacie con il ddl Gasparri/Tomassini verrebbero riassorbite impedendo nuove aperture. Uno studio del MNLF con un parametro ancora più basso (3800) ha già dimostrato che nelle grandi metropoli si sarebbero potute aprire solo 5 nuove farmacie, mentre nei capoluoghi di provincia 78 esercizi. In totale, con il ddl Gasparri/Tomassini si potrebbero aprire appena 3-400 nuove farmacie. In quanto alle affermazioni del senatore che, paragonando l’attività medica a quella di farmacista, dice che non tutti i medici possono comprarsi cliniche private, rispondiamo che tutti i medici hanno la possibilità di scegliere tra l’attività in convenzione con il S.S.N. e la libera professione aprendo un proprio studio medico. Questa possibilità ai farmacisti italiani è negata da un corporativismo “bigotto” che tutela solo ed unicamente i privilegi di alcuni danneggiando quelli generali. La diminuzione del prezzo dei farmaci d’automedicazione dopo il decreto Bersani è un fatto inconfutabile, cercare di sminuirlo per propri fini ideologici non rende ragione del ruolo istituzionale ricoperto dal senatore Tomassini. |
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| 23 settembre 2008 - ADUC: favorevole alla Gasparri, ovvero quando il rimedio è peggiore della malattia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Quello che segue è un comunicato oggi emesso dall'ADUC ove l'Associazione esprime parere favorevole al ddl Gasparri/Tomassini ed annuncia un progetto che permetta a tutte le parafarmacie di vendere i farmaci con obbligo di ricetta. Pur non volendo sindacare sulle argomentazioni altrui, crediamo sia fondamentale valutare l'opportunità di determinate scelte in un momento politico non "proprio favorevole". In particolare riteniamo giusto che tutti gli attori in campo siano pienamente consapevoli delle possibilità date circa l'approvazione di entrambi i progetti, perché non vorremmo mai che qualcuno si mettesse in testa di prendere in giro 5000 farmacisti per tenerli buoni e alla fine presentargli un conto amaro. Noi continuiamo la nostra azione d'opposizione al progetto, mettendo in chiaro che questo settore non è una "riserva politica" di nessuno e quindi nessuno si sogni di trattarla come tale. Naturalmente ognuno è capace di fare la propria valutazione ed è quello che v'invitiamo a fare leggendo questo comunicato.
ADUC SALUTE:
Dopo il successo che la vendita di farmaci
senza ricette sta avendo nelle parafarmacie e la sperimentazione sul
campo, e' evidente che per vendere questo tipo di medicinali la presenza
del farmacista e' inutile oltre che un ostacolo ai diritti dei
consumatori. La diffusione dei farmaci da banco e' limitata proprio per
quei farmaci di piu' frequente uso: perche' non poter acquistare un
farmaco a base di ibuprofene (contro il mal di testa) in una stazione di
servizio lungo l'autostrada, che sicuramente non si attrezzera' mai con un
farmacista per avere un angolo con questi prodotti? In questo senso va
parte del disegno di legge presentato dal sen. Maurizio Gasparri, che
trova il nostro appoggio visto che si riferisce anche ad una proposta di
legge che, nella passata legislatura, con la nostra collaborazione era
stata presentato dal deputato Donatella Poretti e altri (1) e che in
questi giorni ripresenteremo. |
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| 12 settembre 2008 - Liberalizzazioni, il governo tenta il dietrofront dal decreto Bersani | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Due anni fa, quando i tassisti protestavano
contro le liberalizzazioni di Bersani, il centrodestra li difese a spada
tratta. E il loro leader storico, Loreno Bittarelli, l'hanno pure
candidato alle elezioni dell'aprile scorso, senza risultati. Ora il
governo delle Libertà, come si vanta di essere, prova a tornare indietro
anche sul capitolo delle liberalizzazioni farmaceutiche: i senatori del
Pdl, Maurizio Gasparri e Antonio Tomassini, hanno presentato un disegno di
legge sul sistema farmaceutico italiano che prevede la sostanziale
cancellazione del precedente decreto Bersani. Secondo il Movimento
nazionale liberi farmacisti e la Federazione esercizi farmaceutici, se la
proposta Gasparri-Tomassini fosse approvata sarebbero a rischio ben
cinquemila posti di lavoro. Inoltre ci sarebbe la chiusura di duemila
parafarmacie. «Il progetto prevede di riportare sotto il controllo delle farmacie tutti i farmaci oggi venduti nelle parafarmacie, lasciando ai supermercati una quantità esigua di medicinali costituiti da un numero ridotto di unità posologiche», denunciano in una nota le due associazioni. Se la proposta di legge andasse in porto verrebbe meno la maggior concorrenza, ed i connessi risparmi per i consumatori, introdotti dal decreto Bersani. Per fermare questo ritorno al passato, il Movimento nazionale liberi farmacisti e la Federazione esercizi farmaceutici, chiedono «l'immediato ritiro del disegno di legge». Se questo non dovesse avvenire le due organizzazioni minacciano di portare il problema «davanti alla Corte Costituzionale, alla Comunità Europea e alla Corte di Giustizia». Ma non è tutto: le due associazioni intendono aprire una causa risarcitoria contro il Governo in quanto non si può, dicono nella nota, «giocare sulla pelle dei cittadini consentendo prima una parziale liberalizzazione del settore per poi cancellare tutto al cambio di coalizione». Sul tema interviene anche Pier Luigi Bersani, artefice dell'ondata di liberalizzazioni realizzate nel 2006 dal governo Prodi: «Parlamento e governo ascoltino le ragioni dei parafarmacisti». Bersani sottolinea che il suo decreto ha «garantito sconti sui farmaci» ed ha «prodotto più di 5000 nuovi posti di lavoro, in particolare tra i giovani laureati in farmacia». L'esponente democratico si dice preoccupato per la proposta Gasparri-Tomassini e ritiene che con il governo Berlusconi si stia tornando indietro su più fronti, «dalla scuola alle liberalizzazioni, dalla lotta all'evasione alla sicurezza». |
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11 settembre 2008 -
PARAFARMACIE COME
ALITALIA: 5000 “ESUBERI” CON IL DISEGNO DI LEGGE GASPARRI/TOMASSINI |
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Mentre Il
Governo cerca una soluzione per i dipendenti Alitalia, 5000 lavoratori
e le relative famiglie rischiano di perdere il proprio posto di lavoro se
fosse approvato il disegno di Legge Gasparri/Tomassini sul sistema
farmaceutico italiano (S. 863). Nel palese intento di cancellare il Decreto Bersani, il progetto prevede di riportare sotto il controllo delle farmacie tutti i farmaci oggi venduti nelle parafarmacie, lasciando ai supermercati una quantità esigua di medicinali costituiti da un numero ridotto di unità posologiche, vendibili senza la presenza del farmacista e poste negli scaffali per il self-service. La proposta, presentata da due dei più strenui oppositori del Decreto Bersani, si propone di riportare sotto il controllo corporativo delle farmacie tutto ciò che in questi ultimi anni è stato ottenuto in fatto di concorrenza e risparmio per i cittadini. Le conseguenze sarebbero, oltre alla chiusura di oltre 2000 parafarmacie, la cancellazione della libera scelta del cittadino, l’annullamento della possibilità di risparmio sull’acquisto dei farmaci e un forte ridimensionamento della consegna diretta di alcune tipologie di farmaci ad alto costo da parte delle strutture ospedaliere e delle ASL. Un ritorno feudale al binomio farmaco-farmacia che sarebbe pagato a caro prezzo da tutta la popolazione con una perdita sensibili di posti di lavoro e un aumento della spesa sanitaria. Nell’assordante silenzio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti si consuma l’arrogante ritorno del monopolio delle farmacie che, dimenticando la propria campagna inscenata sui pericoli dei farmaci venduti fuori della farmacia, opera una conversione di 360 gradi permettendo la vendita de medicinali anche nei tabaccai per l’accoppiata farmaci-fumo e nei bar per quella farmaci-alcool. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici chiedono l’immediato ritiro del disegno di legge, assicurando che in caso contrario problema sarà sollevato davanti alla Corte Costituzionale, alla Comunità Europea e alla Corte di Giustizia. Inoltre, sarà aperta una causa risarcitoria contro il Governo italiano perché lo stesso non può “giocare” sulla pelle dei cittadini consentendo prima una parziale liberalizzazione del settore per poi cancellare tutto al cambio di coalizione. Un Paese moderno guarda avanti e non, come sempre più spesso accade in Italia, indietro alla ricerca costante di difendere gli interessi particolari di pochi a danno di quelli generali della maggior parte della popolazione. MNLF - FEF Ufficio Stampa Roma, 11 settembre 2008 |
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2 settembre 2008 -
Aspettando la riforma
dei talenti di MICHELE AINIS pubblicato il 2/9/2008 su www.lastampa.it |
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| Un diluvio di riforme s’annuncia per questo mese: giustizia, federalismo, legge elettorale, poteri del governo. Resta però invisibile la riforma più essenziale, quella dei talenti. Eppure l’incapacità di riconoscerli, di stimolarli, di compensarne adeguatamente l’operato è la palla al piede della nostra società. Per l’Ocse, fra il 2001 e il 2006 in Italia la produttività del lavoro è cresciuta dell’1 per cento, 40 volte meno che in Estonia. Il Global Competitiveness Index 2006-2007 ci situa al 42º posto, perfino dietro le Barbados. Al contempo un vestito di gesso blocca la mobilità sociale, inchiodando i figli al medesimo destino dei propri genitori. Secondo una ricerca di Schizzerotto, quest’eredità pesa da 3 a 5 volte in più rispetto agli Usa, mentre per un operaio la probabilità di far carriera è del 3,2%, contro il 14,3% in Svezia. Da qui la paura del futuro (i giovani italiani sono i più pessimisti d’Europa, racconta un’indagine Gallup realizzata il mese scorso). Da qui la caccia alle spintarelle (in un caso su due sono indispensabili per trovar lavoro, secondo una rilevazione Isfol del 2006). Da qui, più in generale, la scarsa fiducia nelle regole, l’arsenale di trucchi e di sgambetti coi quali ogni italiano sfanga la giornata. Sicché il cerchio si chiude: la questione meritocratica traligna in questione morale, e insieme all’efficienza s’inabissa la legalità del nostro vivere (in)civile. Questa malattia tutta italiana è stata diagnosticata a più riprese: basta leggere i libri di Floris, Stella e Rizzo, Abravanel, solo a considerare i più recenti. Ma alla diagnosi non segue mai la terapia. Perché? Innanzitutto per una resistenza culturale, che una volta tanto unisce la destra e la sinistra, i preti e i mangiapreti. Sta di fatto che il solidarismo cattolico e l’egualitarismo ereditato dalla tradizione comunista hanno in sospetto ogni processo selettivo, in nome di un malinteso sentimento d’inclusione verso gli ultimi, verso chi uscirebbe fuori gara. Bella carità, quella di chi per aiutarti ti nega ogni riscatto sociale. E in secondo luogo sta di fatto che i privilegiati votano, e il loro voto è ormai più numeroso del voto degli esclusi, dei senza privilegio. Sarà per questo che i programmi elettorali di Prodi e Berlusconi non hanno speso neanche un rigo sull’abolizione degli ordini professionali. Una vergogna nazionale, un tappo alla libertà di concorrenza inventato dal fascismo, che l’Unione europea ci chiede a giorni alterni di riporre nel cestino dei rifiuti. Senza successo, dato che i loro iscritti - stando a un rapporto Censis del 2007 - sono ormai un milione e 90 mila. E dato altresì che fra tali iscritti milita il 31,4% dei parlamentari. Sicché la meritocrazia rimane una parola in voga nei convegni, o al più in qualche sparuto editoriale. L’unico a metterci le mani fin qui è stato Brunetta, col suo progetto di cacciare i fannulloni. Ma i fannulloni non basta licenziarli: il vero problema è non assumerli. Per quest’impresa tuttavia dovremmo rivoltare l’Italia come un calzino usato, depurandola dalle incrostazioni delle lobbies, dal nepotismo, dalle connivenze fra commissari e candidati, dai conflitti d’interesse, dalla presa rapace dei partiti su ogni ganglio della nostra società. Dovremmo aprire una grande discussione sull’ingiustizia che non premia i meriti e non premia neppure l’eguaglianza: dopo gli Usa e il Regno Unito siamo infatti il Paese più diseguale di tutto l’Occidente, dice l’Human Development Report 2006. E in conclusione dovremmo liberarci della massima di Antifonte: «Tutti gli uomini sono eguali, perché tutti respirano col naso». Sarà pur vero, ma non ci impedisce di misurare i nasi. Sempre che, ovviamente, la politica disponga d’un buon metro. Ma dopotutto è questa la Bicamerale di cui davvero c’è bisogno: una Bicamerale dei talenti. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 25 agosto 2008 - Intervento del Presidente FEF Marche Leonardo Marchitto al Meeting di Rimini | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Estratto: ...
le persone chiedono poche cose, ma semplici: Difendendo sempre il rapporto umano nella nostra professione, cioè difendendo il binomio farmaco-farmacista, anche se qualcuno è convito che difendere il binomio farmaco-farmacia…… è più vantaggioso. Cosa vuol dire in pratica? Per esempio opporsi alla proposta di legge n° 863 Senato “Gasparri-Tomassini” che prevede tra l’altro la possibilità di vendita di una buona parte dei medicinali senza ricetta negli esercizi commerciali senza la presenza del farmacista, sui banconi del supermercato……… cioè l’eliminazione di un rapporto paziente-professionista, l’esaltazione del farmaco mass market…. La cosa più disarmante è che tale proposta di legge è frutto di un accordo neanche tanto nascosto tra GDO ed organizzazioni professionali di farmacie e, diciamo così, "non ostacolato dalla FOFI" (che dovrebbe difendere tutti i farmacisti nella loro professione). Si tratta di una specie di patto di potere tra GDO e Titolari di farmacie, un novello patto Molotov-Ribbentrop a danno delle parafarmacie e delle farmacie rurali sottoposte alla concorrenza brutale di Tabaccai (che venderebbero sigarette e medicine….un’accoppiata molto naturale direi), piccoli supermercati, dei bar (che vendono anche alcool, farmaci-alcool altra accoppiata vincente !) e giovani farmacisti che hanno trovato nei supermercati e GDO un’occasione di lavoro, ma che verrebbero licenziati immediatamente dopo l'approvazione della legge e quindi sacrificati al dio profitto. |
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| 17 agosto 2008 - Numero chiuso Facoltà di Farmacia: scelta immorale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'estendersi della decisione di numerose Facoltà di Farmacia, buon ultima quella degli Studi di Trieste, d’introdurre il “numero chiuso” per accedere al corso di Laurea in Farmacia è una decisione grave e pericolosa. Quella di Trieste, ad esempio, è stata salutata come "importante novità" dall'Ordine dei Farmacisti di Udine che raccomanda di avvertire eventuali "famigliari" che si volessero iscrivere all'Università di Trieste.
In un sistema farmaceutico come quello italiano, caratterizzato da un sostanziale carattere monopolista, ove la farmacia viene ereditata da padre in figlio e il numero degli esercizi predeterminato per legge, programmare l’accesso alla facoltà significa in pratica renderla ad uso esclusivo dei titolari di farmacia.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non ha alcuna remora ideologica nei confronti della selezione meritocratica per accedere all’Università, ma questa può avvenire solo in un sistema di libero esercizio della professione, ovvero quando lo studente che ha terminato l’iter di studio può, senza nessun vincolo o barriera, aprire liberamente il proprio studio professionale, ovvero la farmacia.
Quando, al contrario, un sistema si contraddistingue per tutelare l’interesse economico di chi è già presente nel mercato, programmare l’accesso alla facoltà significa una cosa sola: proteggere “a monte” i titolari di farmacia dalla concorrenza di una moltitudine di “esclusi” che giustamente reclameranno il riconoscimento di un proprio diritto.
Limitare l'accesso alla Facoltà è solo l'ultimo tassello di una "strategia" che prevede l'eliminazione di tutte le "criticità" che minacciano il monopolio della farmacia italiana: aumento degli studenti alle Facoltà, aumento degli esercizi farmaceutici dopo il decreto Bersani, richiesta di dispensare farmaci con obbligo di ricetta al di fuori dalla farmacia, abolizione del binomio farmaco-farmacia, crescita del fronte ostile al monopolio. In questo senso va il PDL del duo Gasparri-Tomassini (leggi) ove in "controluce", ma senza grandi sforzi, si possono leggere le firme reali. Che sia una replica della legge sula regolamentazione radiotelevisiva italiana. (guarda il video con Neri Marcorè e Sabina Guzzanti)
In questa strategia s'inseriscono anche alcuni "tentativi" di dividere i farmacisti non titolari o di depotenziarne la capacità d'intervento. Tentativi già miseramente falliti. (n.d.r.) |
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| 7 agosto 2008 - Liberalizzare, ovvero la concorrenza è bella! Da IL DUEMILA 7 - 14 agosto 2008 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ancora una volta Einaudi emblematico
Emblema, quasi "manifesto", di tale sentimento fu la prefazione di Luigi Einaudi, apposta ad un saggio intitolato Le lotte del lavoro (1923), dove l'economista piemontese rimarcava con determinazione la necessità di evitare corporativismi che sminuissero il primato dell'economia, in ossequio alla consapevolezza che la concorrenza sia tra gli strumenti più adeguati per permettere ad una società di crescere.
Così le appena accennate considerazioni di Einaudi appaiono ancora oggi utili per comprendere quali debbano essere le linee guida per future riforme che, agli occhi della generalità degli elettori assumono i caratteri dell'inevitabilità.
E non a torto, aggiungiamo noi, dato che, ad esempio, non si capisce il motivo per il quale un ragazzo che abbia 'abilitazione all'esercizio della professione di farmacista non possa aprirsi un suo esercizio commerciale solo perché non ha la fortuna di avere un padre già titolare di farmacia: figli di un Dio minore o nemmeno italiani dato che la Costituzione prevede l'eguaglianza tra i cittadini. Andrea farina |
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29 luglio 2008 - INIZIA L'AUTUNNO CALDO
DELLA FARMACIA EUROPEA Prologo: Amenta/Italia - Doc-Morris - Commissione contro Germania |
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Il prossimo 3 settembre ci sarà la prima udienza della Causa C-531/06 promossa dal gruppo Celesio contro le norme italiane che impediscono l'acquisizione di partecipazioni nelle farmacie private da parte di persone fisiche che non siano farmacisti. Nello stesso giorno verranno trattate le cause C-171/07 e C-172/07 su una domanda di pronuncia pregiudiziale sulla libertà di stabilimento promossa dalla Doc-Morris specializzata nella vendita on-line di farmaci. Il giorno successivo giovedì 11 settembre alle ore 9.30 presso la Quarta Sezione della Corte di Giustizia UE verrà discussa la Causa C-141/07. Apparentemente i riflessi per le normative nazionale dovrebbero essere irrilevanti, al contrario numerosi saranno gli effetti per l'intero continente se le tesi esposte dalla Commissione (ricorrente) saranno ritenute valide dalla Corte di Giustizia. La Commissione rimprovera al Governo Federale di Germania d'impedire la libera circolazione delle merci in base all'articolo 28 CE. Il tutto nasce dal fatto che gli ospedali tedeschi pur potendosi rifornire di medicinali da aziende residenti in altri Stati membri, nella sostanza lo rendono impossibile preferendo la farmacia interna attraverso trattamenti giuridici e sostanziali che rendendo l'accesso al mercato impossibile. la Commissione precisa nella parte finale che ostacoli alla circolazione intracomunitaria delle merci sono giustificati solo da motivi d'interesse generale, e in particolare da esigenze di pubblica sicurezza o di tutela sanitaria Pubblichiamo qui di seguito il testo completo delle cause consapevoli del fatto che questi sono solo i primi atti di una serie che cambieranno profondamente il profilo giuridico e sostanziale della farmacia europea. La responsabilità oggettiva di quella parte della categoria che si è sempre opposta al riconoscimento di un diritto già scritto nella Costituzione Italiana è testimonianza indelebile della propria cecità rispetto ai mutamenti della società civile. Responsabilità acuita dall'aver mantenuto una divisione sostanziale dei farmacisti italiani tra coloro che rivendicano pari opportunità e coloro che difendono i propri privilegi. Errori di valutazione gravi e scarsa lungimiranza di cui i vertici della categoria, ricercando soluzioni di ripiego, ne sono appieno corresponsabili.
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| 23 luglio 2008 - RINNOVO CONTRATTO NAZIONALE FARMACISTI DIPENDENTI FARMACIA PRIVATA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Alcune osservazioni: 1) I dipendenti di farmacia privata hanno visto firmare il proprio contratto dopo 30 mesi, se lo stesso contratto fosse stato firmato il 1/1/2006, essi avrebbero percepito 5950 euro sino ad oggi. L'una tantum di 1220 euro corrisponde a circa il 20,50% di quella cifra. 2) Il salario di un farmacista ha perso negli ultimi 5 anni il 12.5% del potere d'acquisto (dati Istat), questo significa che uno stipendio di 1250 euro ha un potere d'acquisto di circa 1094 euro per cui rispetto a 5 anni fa questi aumenti (2008) sono in realtà di poco più di 20 euro. 3) Perché non c'è stato alcun aumento per le giornate festive lavorate, la reperibilità, il notturno ecc. ecc.? 4) Chi ripagherà i lavoratori che con entrano nella previdenza integrativa con 30 mesi di ritardo? 5) Rispetto a questi aumenti la Federfarma ha ottenuto 46 ore/settimana fino a 16 settimane di flessibilità. Chiarimenti: Previprof è un fondo pensione complementare per i dipendenti degli Studi professionali, è finalizzato all’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema previdenziale obbligatorio, ai sensi del d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252. Il fondo pensione PREVIPROF è iscritto all’albo tenuto dalla COVIP con il n.159 in data 30/05/2007 ed è stato istituito sulla base dell’accordo stipulato tra le fonti istitutive Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa, e Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL in data 20 dicembre 2006 e successiva integrazione del 6 febbraio 2007. I destinatari sono i lavoratori assunti nelle quattro Aree delle Professioni Amministrative, Tecniche, Giuridiche e Sanitarie. Per maggiori informazioni www.previprof.it
VALORI LORDI |
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| 11 luglio 2008 - ANTITRUST - CATRICALA': SCARSA CONCORRENZA COSTA 61 MILIARDI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Roma,
11 lug. (Apcom) - In Italia la scarsa concorrenza costa 61 miliardi.
Numeri che preoccupano il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà,
che in un'intervista a 'Libero mercato' spiega: "il danno da eccesso di
regolamentazione, che come conseguenza diretta ha il freno alla
concorrenza, è stimato in circa 61 miliardi di euro. Una riduzione solo
del 25% porterebbe ad una crescita dell'1,7% del Pil. Mi pare indicativo".
Particolare attenzione sarà dedicata dall'antitrust alla riforma dei servizi pubblici locali, dice Catricalà, sottolineando come "la liberalizzazione delle forniture di gas ed energia non deve portare il rischio di crescita delle tariffe. Il tutto in una congiuntura così difficile per il prezzo del petrolio". Qualche occasione perduta per le liberalizzazioni varate dal governo Prodi: "credo che parte di quanto previsto nella legge Bersani sia rimasto sulla carta. E questo è un peccato. Abbiamo riscontrato resistenza sia in ambito locale che regionale - sottolinea - Basti pensare al problema delle licenze dei taxi. Ma ci sono anche rilevanti successi, ad esempio, le parafarmacie". Su Alitalia Catricalà dice: "non conosciamo ancora le carte e le eventuali proposte. E' certo - avverte - che vigileremo con attenzione". Catricalà chiede, inoltre, un miglior controllo e governo del mercato con maggiori sanzioni per le imprese meno sensibili ai principi di correttezza. Un problema che per Catricalà va risolto commisurando la sanzione al valore della campagna pubblicitaria diffusa e ritenuta ingannevole e scorretta. "Per le pratiche commerciali scorrette, invece, - dice Catricalà - adottando la stessa procedura che si usa per l'abuso di posizione dominante. Qui - conclude -la sanzione dovrebbe essere parametrata in percentuale sul fatturato delle imprese coinvolte" |
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| 9 luglio 2008 - FARMACI. Aumentano parafarmacie. Cittadinanzattiva: proseguire nelle liberalizzazioni | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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da Help Consumatori: www.helpconsumatori.it
Avere più fiducia nei cittadini e
proseguire nelle liberalizzazioni: è quanto chiede Cittadinanzattiva
in relazione all'odierna presentazione del Rapporto farmaci da
automedicazione e alle parole pronunciate dal sottosegretario con delega
alla Salute Francesca Martini, che ha parlato di liberalizzazioni a
macchia di leopardo nel settore dei farmaci e dunque dagli effetti
limitati. In un anno il numero delle parafarmacie è raddoppiato da 923 a
2028 mentre i corner della grande distribuzione sono passati da 138 a 201.
È aumentata la fetta di mercato dei nuovi canali distributivi e gli sconti
sono maggiori nei corner della grande distribuzione. |
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| 30 giugno 2008 - La Regione Puglia applica il federalismo alla legislazione sulle farmacie | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La nuova legge regionale
Art. 14
1. Nella Regione Puglia per i comuni con
popolazione fino 12.500 abitanti il numero delle autorizzazioni per le
istituzioni di farmacie col criterio demografico è ricalcolato in modo che
ci sia una farmacia ogni 3.500 abitanti. |
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| 24 giugno 2008 - ANTITRUST: dalla relazione sull'attività svolta nel 2007 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dalla relazione del Presidente Catricalà, interventi sul sistema farmaceutico: Basta con i cartelli e gli intrecci societari. Lo denuncia l'Antitrust nella relazione annuale presentata martedì mattina in Parlamento. «In tempi di lenta crescita dell'economia l'insicurezza nel futuro può indurre a un bisogno collettivo di protezione e alla ricerca di valori fondanti diversi dalla libertà di mercato. Sarebbe però un errore imperdonabile rinunciare a politiche di liberalizzazione e di apertura dei mercati. Soprattutto per l'Italia, che non gode di materie prime e di autonome risorse energetiche, una politica di chiusura sarebbe disastrosa». Lo afferma sempre Antonio Catricalà a proposito di liberalizzazioni. Nella distribuzione dei farmaci abbiamo contrastato, anche con provvedimenti d’urgenza, l’atteggiamento di alcuni grossisti, legati alle farmacie, che ostacolavano i rifornimenti delle parafarmacie, vanificando i processi di liberalizzazione pure innescati dal legislatore. Nel settembre 2007, l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 287/90, nei confronti delle società Alliance Healthcare Italia Spa, Comifar Spa, S.A.F.A.R. - Servizi Autonomi Farmacisti Abruzzesi Riuniti Società Cooperativa, e Itriafarma Società Cooperativa, attive nella distribuzione farmaceutica, accertando un’intesa restrittiva della concorrenza volta a coordinare le rispettive politiche commerciali al fine di ostacolare l’ingresso delle parafarmacie nella distribuzione al dettaglio dei farmaci non soggetti a obbligo di prescrizione medica (SOP) nei mercati regionali dell’Abruzzo, Basilicata e Puglia. Il procedimento era stato avviato sulla base delle segnalazioni inviate dal Movimento nazionale liberi farmacisti della Federconsumatori Basilicata e dei titolari di alcune parafarmacie in ordine a comportamenti ostruzionistici, espliciti rifiuti e assenza di forniture di farmaci SOP alle parafarmacie da parte di grossisti farmaceutici sull’intero territorio nazionale e, in particolare, nelle Regioni Abruzzo, Basilicata e Puglia. |
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| 22 giugno 2008 - Il direttore dell'Agenzia per il farmaco indagato per disastro colposo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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ROMA Il direttore dell'Aifa, l'Agenzia per il farmaco, Nello Martini e' stato sospeso dai pubblici uffici, su disposizione del Gip di Torino. Martini e' indagato dalla procura di Torino per disastro colposo nell'ambito dell' inchiesta condotta dal sostituto procuratore Guariniello su farmaci che sarebbero stati immessi in commercio dopo controlli irregolari. E' stato lo stesso magistrato, che ha coordinato l' indagine condotta dai carabinieri del Nas, a chiedere la misura di sospensione. GUARINIELLO, partendo dalle bustarelle, è arrivato a imbastire l’ipotesi di un sistema che potrebbe avere arrecato danno alla salute della gente. Perché Spagna e Finlandia hanno ritirato l’Aulin nel 2002 e l’Italia no? Le intercettazioni qualche risposta la forniscono: pagamenti in contanti per lasciare in pace i «farmaci amici». Lo stesso Nello Martini è vittima delle cimici degli investigatori, che hanno registrato alla virgola un incontro con i vertici della Glaxo in un albergo di Verona. Nell’ordinanza, il gip motiva la sua sospensione con la «gravità indiziaria esposta nell’inchiesta» e scrive che i due dirigenti dell’Aifa «ciascuno per le proprie competenze, hanno causato questa situazione e impediscono che siano prese misure adeguate alla risoluzione delle pendenze, al ritiro delle scorte e all’eliminazione del pericolo». L’INDAGINE di Guariniello riguarda in particolare i tempi di autorizzazioni alle variazioni. La legge prevede una parentesi dai 60 ai 90 giorni, ma in certi casi fra domanda e risposta sarebbero passati anche sette anni. Ad aspettare che cosa? Forse a far fuori i fondi di magazzino, visto quello che rileva il giudice: «Anche quando arriva l’autorizzazione alla variazione, nella massima parte dei casi l’Aifa autorizza lo smaltimento delle scorte». Nel provvedimento si parla di «disfunzioni organizzative» dell’agenzia. Per il direttore Martini l’ipotesi è reato colposo, ma gli inquirenti individuano «una colpa cosciente». "Una brutta notizia, che oltretutto ritengo ingiusta". Cosi' Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ha commentato la sospensione di due mesi di Nello Martini Il Sottosegretario con delega alla salute prof. Ferruccio Fazio circa la vicenda che ha coinvolto l'Agenzia Italiana del Farmaco ha dichiarato: "La sospensione cautelare per due mesi del direttore dell'Aifa, in relazione all'inchiesta avviata dalla procura di Torino sulla base di ipotesi di inefficienze interne all'Agenzia stessa, induce a richiedere alla commissione di indagine del Ministero una tempestiva conclusione, in modo tale da consentire le decisioni conseguenti gia' nei primi giorni della prossima settimana". |
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| 20 giugno 2008 - INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO SUI FARMACI CONTRAFFATTI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Bruxelles:
l'Eurodeputata Cristiana Muscardini (AN) ha rivolto una interrogazione
al Parlamento Europeo sui farmaci contraffatti. Si legge
nell'interrogazione che è in pericolosa e continua crescita il mercato dei
farmaci contraffatti con pericolose conseguenze sia dal punto di vista
della salute che da quello economico e sociale. L'OMS denuncia che, a
livello mondiale, é contraffatto 1 farmaco su 10. A Parigi i vertici della
Federazione Europea dell'Industria e delle Associazioni farmaceutiche si
sono riunite per cercare contromisure per arginare il fenomeno che é
particolarmente diffuso sul web. Le contraffazioni riguardano per il 28%
gli antibiotici, per l'11% gli ormoni, per l'8% gli antiallergici e per il
7% gli antimalarici. In testa ai Paesi produttori di farmaci falsificati
risulta la Cina da dove provengono molti principi attivi non certificati e
oltre il 75% dei farmaci generici circolanti in Europa utilizzerebbero
tali principi. Grave anche la situazione per la contraffazione e la
vendita illegale di farmaci quali il Viagra ed altre sostanze che,
usate senza il controllo medico, portano a gravi patologie. L'europarlamentare
chiede alla Commissione UE se sia a conoscenza di questi dati, come
intenda aiutare IMPACT (la Task Force anticontraffazione dei farmaci) e se
intenda rendere obbligatori in Europa i test messi a punto per smascherare
con sistemi identificativi i farmaci falsificati. |
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| 16 giugno 2008 - ANTITRUST: MULTA PER 11.200 EURO FEDERFARMA DI TERAMO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Secondo l’Antitrust, sono stati cosi’ danneggiati i consumatori finali che hanno dovuto pagare prezzi superiori a quelli che sarebbero emersi da una libera competizione tra le farmacie. L’intesa e’ iniziata proprio pochi mesi dopo l’entrata in vigore della normativa che ha introdotto, per i farmaci senza obbligo di prescrizione medica, prezzi liberi e distribuzione presso altri canali alternativi (come parafarmacie e grande distribuzione), aprendo cosi’ la strada ad un possibile confronto concorrenziale. La multa di 11.200 euro e’ stata calcolata sulla base delle sole entrate associative versate all’associazione, pari a 140.015 euro. L’istruttoria era stata avviata nel maggio 2007. |
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| 13 giugno 2008 - FARMACI. Vendita senza farmacista, l'opinione di un parafarmacista | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da Help Consumatori (
www.helpconsumtori.it )
Qualche giorno fa il
ministro Sacconi ha avanzato la proposta di eliminare la presenza del
farmacista nei corner della GDO: una sorta di self service per i farmaci
da banco. La presa di posizione ha scatenato la reazione - in negativo -
del Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti. Il Direttore di Help
Consumatori in un suo editoriale ha parlato di "un'inedita alleanza fra
il Ministro della salute, i farmacisti titolari e la Grande Distribuzione,
per far passare la vendita dei farmaci da banco come quella di un
qualsiasi prodotto e nello stesso tempo bloccare sostanzialmente il
processo di liberalizzazione dei farmaci, che dovevano vedere il passaggio
alla vendita nelle Parafarmacie e nei corner anche dei farmaci di fascia C
con obbligo di ricetta". |
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| 11 giugno 2008 - Antitrust: liberalizzare per far ripartire il Paese | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma, 11 giu - Dalle infrastrutture all’energia, dai servizi pubblici locali ai trasporti passando per distribuzione commerciale, professioni e servizi finanziari. Sono i comparti dove, secondo l’Antitrust, occorre intervenire per favorire la concorrenza e sostenere in questo modo la crescita economica. Per questo l’Autorità presieduta da Antonio Catricalà ha messo a punto un documento in cui segnala a governo e Parlamento, sollecitandoli a intervenire, i settori dove la mancanza di un mercato libero e la lentezza del processo decisionale pubblico rappresentano un freno per lo sviluppo del paese. Per l’Autorità, dunque, è prioritario ridurre, semplificare e razionalizzare il quadro normativo, ricorrendo ai testi unici e ai codici. Per ciascun settore economico, osserva l’Agcom, occorre verificare la necessità e proporzionalità delle procedure amministrative previste, eliminando quando è possibile l’assenso preventivo della pubblica amministrazione. La verifica andrebbe ripetuta nel tempo alla luce dell’evoluzione del contesto economico e tecnologico. L’Antitrust chiede infine di attuare il progetto di uno sportello unico per le imprese.
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| 10 giugno 2008 - Farmaci: deregulation alla Sacconi di Antonio Longo, Pres. MDC | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il neo ministro del
Lavoro e della salute Maurizio Sacconi è un personaggio
singolare. Nella scorsa legislatura ha avversato fieramente l'introduzione della class action, pronosticando disastri delle imprese italiane e abbandono addirittura del mercato italiano da parte delle imprese straniere, dimenticando che la class action caratterizza il mercato più liberista del mondo, quello americano. E dopo aver contestato un po' tutti i provvedimenti dei decreti Bersani, nella sua nuova veste di Ministro della salute Sacconi ha confermato il no alla vendita dei farmaci di fascia C nelle Parafarmacie (già detto sciaguratamente dalla Turco) e ha ipotizzato l'abolizione della presenza obbligatoria del farmacista nei corner della Grande Distribuzione. Nel primo caso ha cavalcato l'onda di rivalsa dei farmacisti titolari, una delle grandi e ricche lobbies corporative, che di fronte alle norme Bersani sui farmaci da banco avevano pronosticato drammi sanitari, puntualmente non accaduti. Quanto ai farmacisti nei corner, si tratta di una misura a suo tempo sostenuta dalla stessa Grande Distribuzione, che durante il dibattito sulle norme Bersani avevano fatto proprio di questa presenza la garanzia di qualità della nuova proposta commerciale. Ora il vento è cambiato e la GD cambia opinione e posizione, ritenendo superfluo (perché costa) la presenza del farmacista nei suoi corner. Si intravede quindi una alleanza inedita e indecente fra il Ministro della salute, i farmacisti titolari e la Grande Distribuzione, per far passare la vendita dei farmaci da banco come quella di un qualsiasi prodotto e nello stesso tempo bloccare sostanzialmente il processo di liberalizzazione dei farmaci, che dovevano vedere il passaggio alla vendita nelle Parafarmacie e nei corner anche dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta. Incredibilmente su questa alleanza scende la benedizione della Federazione degli ordini dei Farmacisti, che invece di tutelare tutti gli iscritti si preoccupa di garantire la corporazione dei farmacisti titolari. Ministro Sacconi, se vuole davvero liberalizzare il settore dei farmaci, garantendo la qualità delle prestazioni e la salute dei cittadini, ha due scelte soltanto: permettere subito la vendita dei farmaci di fascia C nelle Parafarmacie, con la presenze obbligatoria del professionista; andare verso il superamento del numero chiuso delle farmacie, aumentando subito del 50% le attuali autorizzazioni e prevedendo in 5 anni la liberalizzazione totale. Altrimenti il suo è solo un liberismo parolaio a tutela degli interessi corporativi. Da Help Consumatori Editoriale del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo |
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| 6 giugno 2008 - Gravissime le affermazioni del Ministro Sacconi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Le affermazioni del Ministro del Lavoro, Salute e della Previdenza Sociale Sacconi sono di una gravità senza precedenti. Il massimo responsabile della tutela della salute pubblica, il cui unico obiettivo dovrebbe essere quello di garantire la sicurezza dell’uso dei farmaci, si permette, con una “leggerezza” che lascia attoniti, di mettere in dubbio se sia necessaria la presenza del farmacisti per la vendita dei farmaci d’automedicazione. Proprio colui che insieme ad altri era stato tra i più fieri oppositori del Decreto Bersani, paventando chissà quali rischi per la popolazione, poi smentito dai fatti, oggi sotto la pressione degli interessi della grande distribuzione e quelli corporativi dei titolari di farmacia cambia parere e vorrebbe promuovere il self-service per i farmaci da banco. Il vero motivo di tali posizioni è da ricercarsi da una parte nella volontà della grande distribuzione di avere maggiori utili dalla vendita dei farmaci attraverso il licenziamento dei farmacisti ora occupati e dall’altra di quella del monopolio delle farmacie che vedrebbe ristabilirsi l’antico binomio farmaco-farmacia sbarrando la strada alla pericolosa emorragia di farmacisti dipendenti che aprono nuove parafarmacie. Infatti, non è un caso che l’85% degli esercizi aperti dopo il decreto Bersani sia stato aperto proprio da ex dipendenti delle farmacie. Incredibile poi risulta il plauso della Federazione degli Ordini dei Farmacisti che, invece di difendere la presenza del farmacista in tutti i luoghi ove sia presente il farmaco, si congratula con il Ministro per la difesa corporativa delle farmacie. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non ha dubbi si tratta di una vera e propria controriforma che, mimetizzata da un più agevole accesso al farmaco, punta a “svuotare” e rendere inefficace da un punto di vista della concorrenza il Decreto Bersani. Se si vuole realmente riformare il settore della distribuzione del farmaco non si sfugge: bisogna eliminare il numero chiuso delle farmacie e consentire alle parafarmacie di dispensare anche i farmaci con obbligo di ricetta. Al Ministro Sacconi due consigli: invece di ascoltare solo chi difende i propri privilegi parli anche con chi ha idee diverse come i consumatori e i farmacisti che hanno aperto nuovi esercizi farmaceutici e come Ministro del Lavoro si preoccupi piuttosto del contratto dei farmacisti dipendenti di farmacie private che da 29 mesi sono senza contratto e guadagnano in media 1.200 euro al mese. Emergenza, questa sì, di migliaia di professionisti che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Uff. Stampa |
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| 28 aprile 2008 - FARMACIE: IL CONSIGLIO DI STATO INVIA LE NORME ITALIANE SULL’APERTURA DELLE FARMACIE DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DI BRUXELLES | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dopo numerosi ricorsi
alla Commissione Europea, petizioni e varie iniziative rivolte verso gli
organismi europei, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti registra con
soddisfazione l’ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha richiesto
il giudizio della Corte di Giustizia di Bruxelles sulle norme relative
all’apertura delle farmacie. Il provvedimento, depositato nei giorni scorsi presso la quinta Sezione, investe in via pregiudiziale la Corte di Giustizia di Bruxelles per una causa che vede contrapposti un titolare di farmacia contro il proprio Comune e la regione Lombardia. L’azione legale era stata promossa dal farmacista che, proprietario dell’unica farmacia del comune, si opponeva all’apertura di una nuova sede farmaceutica autorizzata in deroga al principio della popolazione. L’importanza di tale rinvio risiede nel fatto che, per la prima volta, un massimo Collegio giurisdizionale, rimette alla Corte di Giustizia la materia sollevando la questione, non già in termini di congruità con le norme UE della concorrenza, ma proprio con quelle riferite alla tutela della salute pubblica e dei diritti dei consumatori ( articoli 151,152,153 del trattato CE). Lo stesso tema, quello della salute pubblica, utilizzato costantemente dai titolari di farmacia per giustificare, invece, i privilegi e la propria riserva. Si legge nell’ordinanza che “… il vincolo dei tremila metri per l’apertura di nuove sedi farmaceutiche è solo diretto a preservare la costanza degli utili di gestione, a prescindere dall’efficienza e dall’efficacia delle modalità con le quali il servizio viene reso” facendo proprie alcune argomentazioni più volte evidenziate dall’Antitrust e costantemente ribadite dal MNLF. Tale nuovo orientamento della giurisprudenza italiana è l’ennesima riprova di quanto da anni il MNLF va sostenendo, suffragati da autorevoli istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, circa l’inadeguatezza della legislazione farmaceutica italiana e dello strumento della pianta organica. Un sistema che tutela unicamente la redditività delle farmacie esistenti, piuttosto che offrire pari opportunità di accesso a tutti i farmacisti, nonché un servizio più capillare e professionalmente concorrenziale. La “sproporzione”, termine usato dallo stesso Consiglio di Stato, tra le norme italiane in fatto d’apertura di nuove farmacie e l’obiettivo della tutela della salute pubblica è giustificato solo dall’interesse che, una legislazione autoreferenziale ha, di difendere gli interessi delle farmacie piuttosto che quelli dei cittadini, cittadini spesso costretti a spostamenti poco agevoli nella ricerca dei farmaci necessari alle proprie cure. Il MNLF intende sostenere i rilievi esposti dall’ordinanza del Consiglio di Stato ed è già impegnato in un’opera di sensibilizzazione degli organismi comunitari. |
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| 21 aprile 2008 - La Pravda di categoria | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(in Italiano "Verità) fu fondata nel 1908 da Lev Trockij a Vienna per sfuggire alla censura zarista. Nel 1912 divenne organo di stampa della fazione bolscevica, poi organo di stampa del partito comunista sovietico. La Pravda che viene pubblicata ancora oggi, conta numerosi imitatori, tra questi possiamo annoverare anche alcuni organi di stampa on-line afferenti l'Ordine Nazionale dei Farmacisti. Principale occupazione di questi "novelli imitatori" è riportare fedelmente le parole, i pensieri e perfino i sospiri dei titolari di farmacia. Schierarsi a difesa dei privilegi, incensare gli "unti" e censurare chi osa uscire dal dogma è la sua principale attività. Proprio come la Pravda bolscevica tutti i mezzi sono buoni per disinformare e "plasmare" le coscienze. Forse è giunto il momento di assumere una iniziativa forte nei confronti dei tanti "prezzolati" della categoria e siccome democrazia vuole che non si possa impedire a qualcuno di essere fazioso, anche se questo lo fa in nome e per conto di una Istituzione che dovrebbe rappresentare tutti gli iscritti, probabilmente dovranno farlo i diretti interessati chiedendo di non ricevere più il suddetto giornale sovietico. Certo ne soffrirebbe la pubblicità in essa pubblicata, ma ad estremi rimedi.... |
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| 9 aprile 2008 - QUALE FUTURO PER L’AUTOMEDICAZIONE? | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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COMUNICATO STAMPA F.E.F.
Nell’imminenza delle prossime elezioni politiche, sembrerebbe che le cosiddette “liberalizzazioni” nel settore farmaceutico, siano diventate lettera morta nei pensieri di istituzioni e autorità competenti. La Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF) osserva che nel nuovo quadro nazionale della distribuzione del farmaco, che ha visto la parziale legittimazione del ruolo del farmacista anche al di fuori della farmacia, uno dei tanti problemi che rimangono ancora irrisolti è il mancato “switch”, ossia il passaggio di tante specialità medicinali da farmaco etico a medicinale non soggetto a ricetta. Dopo oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore del decreto sulle liberalizzazioni, solo cinque o sei molecole di farmaci etici hanno superato questo passaggio diventando OTC o SOP (farmaci di automedicazione o senza obbligo di prescrizione). Non solo, permangono numerose incongruenze incomprensibili; un esempio eclatante è la differenza tra l’Efferalgan 500 compresse effervescenti, vendibile solo con ricetta, e la Tachipirina 500 buste, medicinale di libera vendita, contenenti entrambi 500 milligrammi di Paracetamolo come principio attivo. Nell’ambito di una politica di liberalizzazione era opinione maggioritaria che si dovesse ampliare l’offerta dei farmaci non soggetti a prescrizione medica, uniformandola perlomeno a quella degli altri Paesi europei. In Italia, infatti, soltanto 87 principi attivi che si possono acquistare senza la ricetta, contro i 117 della Gran Bretagna, i 114 della Germania e i 99 della Francia. La FEF non comprende il motivo di questo ritardo, dato che già ora, come risulta da varie inchieste, circa il 15% dei medicinali che sarebbero sottoposti a prescrizione viene tranquillamente venduto in farmacia, anche nei casi non urgenti, senza presentazione della ricetta. Perché dunque non togliere questa formalità permettendo che questi farmaci possano essere dispensati anche nei punti vendita diversi dalle farmacie, dove pure operano farmacisti laureati e abilitati, facendoli rientrare in un sistema concorrenziale che porterebbe vantaggi di tempo e denaro ai cittadini? Numerosi sarebbero i vantaggi se l’AIFA si decidesse a portare a termine questo passaggio. Innanzitutto, il più ampio ricorso all’automedicazione, con la consulenza del farmacista, potrebbe ad una riduzione del numero delle visite mediche con un tangibile risparmio, stimato fino a 240 milioni di euro dalle associazioni di produttori di medicinali da banco, per il Servizio Sanitario Nazionale. Tutto ciò potrebbe essere supportato dall’aiuto dei medici di medicina generale che iniziando a prescrivere per patologie minori farmaci OTC o SOP anziché etici farebbero risparmiare alle casse dello Stato fino a 150 milioni di euro ogni anno, dal momento che un farmaco da banco costa mediamente meno rispetto a uno su prescrizione. La Federazione Esercizi Farmaceutici si chiede se questa lentezza non finisca solo per danneggiare la concorrenza e favorire gli interessi monopolisti delle farmacie.
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| 25 marzo 2008 - APPELLO ALLE FORZE POLITICHE: RINUNCIATE AI FINANZIAMENTI DELLE CORPORAZIONI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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MNLF COMUNICATO STAMPA APPELLO ALLE FORZE POLITICHE: RINUNCIATE AI FINANZIAMENTI DELLE CORPORAZIONI
L’Italia è alle porte di una crisi economica e di sviluppo che si prefigura senza precedenti negli ultimi decenni. Meritocrazia e pari opportunità sono gli strumenti che permettono ad ogni Paese di progredire e rappresentano l’unica leva attraverso la quale le nuove generazioni esprimono al meglio le proprie capacità al servizio della società civile nel suo insieme. Capacità troppo spesso soffocate da interessi di parte e da un corporativismo diffuso che blocca non solo la crescita economica e sociale della nostra nazione, ma perfino la nostra democrazia. L’influenza dei gruppi d’interesse, infatti, si avvia a superare in Italia il livello di guardia: essi non si limitano più ad esprimere in modo trasparente il proprio punto di vista, ma si spingono, con sempre maggiore arroganza ad interferire nella scelta di chi deve occupare i ruoli nevralgici dello Stato. In questo modo si materializza in maniera preoccupante il rischio di vederci tutti testimoni dell’involuzione della nostra democrazia in una sorta di lobby-crazia, ove l’unico obiettivo è quello di radicare i propri privilegi ed egoismi particolari. Le decisioni che verranno assunte nei prossimi mesi dal nuovo Governo saranno decisive per il futuro di tutti noi, soprattutto per le nuove generazioni ed esse non potranno essere prese guardando ai soli interessi di parte, ma dovranno porre in primo piano la tutela del bene comune come principio fondante, ponendo al centro dell’azione di governo il Cittadino-Consumatore, attraverso scelte coraggiose e magari difficili. CHIEDIAMO A tutte le forze politiche di assumere l’impegno di rinunciare al sostegno economico delle corporazioni che domani determinerebbero pesanti influenze nelle decisioni strategiche per il Paese, prolungando quella stasi nello sviluppo ed impedendo a merito e pari opportunità di crescere. Scegliere coraggiosamente di non accettare finanziamenti da lobby e corporazioni significa innalzare il livello di libertà del Paese e dei propri organi decisionali, perché possano assumersi finalmente la responsabilità di agire per il conseguimento del reale bene comune. Per tali motivi chiediamo alle coalizioni, ai partiti e a tutti i candidati impegnati nella campagna elettorale di rinunciare al finanziamento da parte di corporazioni e monopoli. Roma, 25 marzo 2008
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| 20 marzo 2008 - Contratto farmacisti: una vergogna lunga 26 mesi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da 26 mesi i farmacisti
dipendenti di farmacia privata sono senza contratto. Una situazione
inaccettabile per qualunque lavoratore che porterà domani i dipendenti al
terzo sciopero nazionale organizzato da CGIL - CISL e UIL.
L'INTERVENTO: da Repubblica del 21 marzo 2008 di Gabriella Ferrari, La Spezia - Sono una farmacista dipendente con 25, dico 25 anni di anzianità. Il mio stipendio mensile, lavoro solo mezza giornata, è di 800 euro al mese. I proprietari di farmacia si dicono quasi tutti dei liberisti convinti, salvo definire poi il farmaco un "bene etico" e quindi svincolato dal mercato. Di tutte le caste che mi danno sui nervi quella dei farmacisti titolari non è mai sottoposta al giudizio della pubblica opinione: rari gli articoli, pochissimi gli approfondimenti (e dire che intorno al farmaco gira qualche euro). Mi da sui nervi la protezione politica che le viene offerta dai partiti di tutto l'arco costituzionale, sinistra radicale compresa. Mi da sui nervi che dobbiamo pagare la tassa dell'Ordine e dell'Enpaf (circa 800 euro/anno), enti dove i dipendenti non contano nulla; e che i miei colleghi non abbiano la forza di scioperare per paura. Dimenticavo, il nostro contratto è scaduto da due anni. |
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| 18 marzo 2008 - Farmacisti in sciopero | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il negoziato sul contratto del contratto fermo da due anni A 26 mesi dalla
scadenza del contratto nazionale i farmacisti dipendenti delle farmacie
private sciopereranno venerdì 21 marzo per l'intera giornata. La giornata
di sciopero è stata proclamata dalle segreterie nazionali Filcams Cgil,
Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in risposta "all'arrogante comportamento di
Federfarma" nella trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale di
Lavoro. |
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| 7 marzo 2008 - Denuncia pubblica di farmacia che non vende la pillola del giorno dopo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(Free Press) Lo scorso 7 marzo una
cinquantina di donne e uomini hanno denunciato pubblicamente la farmacia
S. Antonio in Via Massarenti a Bologna, perché non vende la pillola del
giorno dopo. Con un’azione simbolica hanno rovesciato del polistirolo a
forma di pillole all’ingresso della farmacia e hanno esposto un striscione
dove c’era scritto “Fuori i nostri corpi dal vostro controllo”, mentre
venivano distribuiti alcuni volantini e applicate alle vetrate della
farmacia degli adesivi che dicevano "Boicotta chi decide per te". Da
segnalare la reazione violenta del responsabile della farmacia che è
uscito urlando, insultando i manifestanti e scagliandosi contro una
ragazza e cercando di strapparle il megafono.
L'INTERVENTO del Presidente MNLF del 27 gennaio scorso sul tema dell'obiezione di coscienza: ... non è quindi legittimo istituire l'obiezione di coscienza per i farmacisti che, per legge hanno con lo Stato una convenzione pe consegnare i farmaci. Situazione diversa sarebbe quella in cui esistesse solo un rapporto di libero esercizio della professione con la presenza di farmacie non convenzionate con lo Stato. In questo caso, il farmacista potrebbe, in teoria, esercitare l'obiezione di coscienza perché non vincolato da un rapporto con lo Stato. ... leggi tutto l'articolo |
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| 5 marzo 2008 - Liberalizzazioni, farmaci: effetti positivi e nuove proposte | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sconti dal 10 al 30% sui medicinali,
apertura di nuovi esercizi commerciali, maggiore qualità dell'offerta.
Questi ed altri i temi discussi al convegno "Più concorrenza, + diritti",
organizzato da Cittadinanzattiva.
(Help Consumatori)
Gli effetti delle liberalizzazioni
dei farmaci ci sono stati e continuano ad esserci sia per i cittadini
sia per i farmacisti che possono esercitare la libera professione al di
fuori del canale farmacia, cioè nelle parafarmacie. "Con il decreto
Bersani il binomio farmaco-farmacia è diventato farmaco-farmacista,
imponendo la figura del professionista, e questo vantaggio si abbina al
fatto che sono aumentati i punti vendita dei medicinali, quindi c'è una
maggiore concorrenza e sappiamo tutti che questo significa risparmio e
liberà di scelta". Lo ha dichiarato Vincenzo De Vito, presidente del
Movimento Liberi Farmacisti, nel corso del convegno "Più concorrenza più
diritti. Liberalizzazione e farmaci" organizzato a Roma da
Cittadinanzattiva.
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| 2 marzo 2008 - Farmaci, Roma-Parigi: il percorso parallelo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dal Corriere della Sera
La si chiami concorrenza. O pressione del
mercato. Fatto sta che sono bastati studi e rapporti e, nonostante l'
apparente frenata di Nicolas Sarkozy sulla liberalizzazione dei
medicinali, è partita quella che «Le Figaro» ha chiamato la
«controffensiva delle farmacie per reinventarsi». Anche in Francia come in
Italia è iniziato un cammino, lungo, costellato di «se», ma con una
direzione certa: più concorrenza e meno monopoli. La strada è quella
indicata dallo studio Beigbeder (Charles Beigbeder, presidente del gruppo
Poweo) sull' economia low-cost, dal lavoro di Jacques Attali sulla
crescita, e dal dossier Rochefort (Robert Rochefort, direttore generale
del centro di ricerca Crédoc) sul commercio nei centri delle città. Tra le
misure auspicate nei diversi rapporti ci sono la fine del monopolio sulla
vendita dei medicinali senza prescrizione, la soppressione del numero
chiuso nella professione e l' apertura del capitale delle farmacie ai non
laureati. Nella serie di richieste e suggerimenti dei partigiani delle
liberalizzazioni c' è anche l' abolizione di una norma il cui principio
risale addirittura al governo di Vichy durante la seconda guerra mondiale:
la «legge della ripartizione demo-geografica». Prevedibili le repliche.
Non siamo dei semplici commercianti, e mercato e salute non sono la stessa
cosa, sono le risposte dei professionisti del farmaco. Obiezioni analoghe
a quelle ascoltate in Italia al tempo della liberalizzazione voluta dal
ministro Pierluigi Bersani. Ma che ha avuto come conseguenza innegabile il
calo immediato dei prezzi di quei farmaci da banco che non necessitano di
prescrizione medica. E questo grazie alla semplice apertura di pochi punti
vendita in alcuni supermercati. E così potrebbe andare Oltralpe. I
farmacisti, non del tutto rassicurati dall' atteggiamento critico del
presidente Sarkozy verso il capitolo delle farmacie nel rapporto Attali,
hanno proposto una serie di contromisure, dalla distribuzione dei
medicinali a domicilio per i più anziani fino alla disponibilità a coprire
un ruolo maggiore nella prevenzione dell' obesità. Primi passi. Ma di un
percorso non più evitabile. www.economiaesocieta.org |
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| 25 febbraio 2008 - Farmaci: FEF "Troppi medicinali con obbligo di ricetta" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(PRIMA) ROMA - "Troppi farmaci sottoposti ingiustificatamente all'obbligo della ricetta medica". Questa in sintesi l'analisi dal Presidente della Federazione Esercizi Farmaceutici Marco Esposito in un commento sullo stato dei farmaci d'automedicazione in Italia. "Ci sono situazioni che sfiorano il ridicolo" - precisa il presidente FEF - "il caso più eclatante è quello dell'Efferalgan 500 compresse effervescenti a base di paracetamolo e sottoposto ad obbligo di ricetta medica, mente la Tachipirina 500 buste effervescenti con lo stesso contenuto di 500 mg di paracetamolo è venduta senza obbligo di ricetta". "Perché si domanda Esposito?". "Esiste forse un maggiore rischio dato dal nome del prodotto". Casi come questo, sottolineano i titolari delle parafarmacie iscritti alla FEF, sono numerosi e tutti privi di qualsiasi giustificazione scientifica, medicinali che non sono sottoposti ad alcun vincolo nella maggior parte dei Paesi europei. I consumatori italiani possono acquistare senza ricetta 87 principi attivi contro i 117 della Gran Bretagna, i 114 della Germania e i 99 della Francia. Un recente studio CERGAS ha quantificato il risparmio per il SSN dato dallo spostamento (switch) di alcuni farmaci etici in medicinali d'automedicazione in 185 milioni di euro. Farmaci che vengono venduti "senza batter ciglio" in farmacia senza la presentazione di ricetta medica mentre non possono essere presenti nelle parafarmacie. Una situazione che falsa la concorrenza e favorisce indirettamente le farmacie. La Federazione Esercizi Farmaceutici chiede all'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, di assumersi la responsabilità di una revisione completa e profonda dello stato di esitabilità dei farmaci etici guardando alle esperienze già consolidate degli altri Paesi europei favorendone il passaggio a farmaci d'automedicazione. Posizione questa condivisa anche da Martin Terberger, capo dell'Unità farmaci della sezione Impresa e industria della Commissione europea. Lo spostamento di alcuni farmaci etici a farmaci d'automedicazione oltre ad aumentare l'offerta, avrebbe il pregio di allargare il numero di patologie "minori" che potrebbero essere risolte con i farmaci d'automedicazione evitando, in molti casi, il ricorso al medico di base. Inoltre, nel 2005 il Censis valutò un risparmio di 30 miliardi di euro pari al 2,2 per cento del PIL in giornate lavorative non perse grazie all'uso dei farmaci. (PRIMA) |
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| 24 febbraio 2008 - "In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da LA STAMPA del 24 Febbraio 2008 "In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby"
CARLO BASTASIN
Nei programmi elettorali
si parla però soprattutto di come spartire i tesoretti, di come ridurre le
tasse. Qual è la sua impressione? |
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| 17 febbraio 2008 - BANCO FARMACEUTICO: esclusi gli esercizi farmaceutici, la corporazione della solidarietà | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da
Repubblica di sabato 16 febbraio: ha avuto per fortuna successo sabato
scorso la lodevole iniziativa annuale del Banco Farmaceutico grazie alla
quale i clienti delle farmacie hanno comprato medicinali da destinare ai
più bisognosi. Tutti i farmacisti d'Italia si compiacciono della riuscita
dell'iniziativa, peccato una caduta di stile: i farmacisti titolari di
parafarmacie sono stati volutamente esclusi dall'iniziativa, avrebbero
potuto aumentare più di 1000 i punti di raccolta, ma sono stati ritenuti
"volontari indegni" di una iniziativa di beneficenza. E' triste notare che
quando si tratta di mantenere interessi corporativi non si guardi in
faccia a nessuno, nemmeno quando si tratta di solidarietà. Marco
Esposito LA TESTIMONIANZA: Avevo mandato, circa un mese fa, all’Ordine dei Farmacisti di Avellino, a cui sono regolarmente iscritta, la mia iscrizione all’ iniziativa del “Banco Farmaceutico” con il relativo versamento richiesto della somma di 150 € (con bonifico bancario). Stamattina, giornata del Banco Farmaceutico, nel vedere che nessun volontario si presentava nel mio esercizio, ho telefonato all’Ordine per sapere cosa fosse successo. L’Ordine, a sua volta, non sapendomi dare una risposta ha rivolto la domanda al responsabile Provinciale nella persona del dott. P., il quale prontamente mi ha telefonato per informarmi che:
Sarebbe mio desiderio che questa ulteriore discriminazione subita dai liberi esercizi farmaceutici venisse resa pubblica in modo da far capire che anche la beneficenza, quando si tratta di farmaci, rimane nelle mani di pochi eletti. LETTERA FIRMATA |
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| 7 febbraio 2008 - FARMACI. MNLF: le ditte produttrici non possono più indicare il prezzo massimo in confezione | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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da Help Consumatori del 7/2/2008
Nessuna possibilità per i consumatori di confrontare gli sconti sui i
farmaci di libera vendita, SOP e OTC, con il rischio di annullare, nei
fatti, la ventata di liberalizzazione introdotta dal Decreto Bersani. Lo
rileva il Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti che precisa: in base
alla legge Finanziaria 2007, infatti, le ditte produttrici non possono più
indicare il prezzo massimo di vendita sulle singole confezioni.
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| 22 gennaio 2008 - CONSUMATORI ATTENZIONE ! SUL PREZZO DEI FARMACI L’ENNESIMA BEFFA AI DANNI DEL CONSUMATORE - CARO FARMACI E SPECULAZIONI …DI LEGGE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(Rovereto, 22 gennaio 2008 - da Giornale Sentire
www.giornalesentire.it ) -
Consumatori attenti! Lo sapevate che per poter avere la detrazione fiscale
delle spese per l’acquisto di medicine ora dovete recarvi dal farmacista
con il codice fiscale? No probabilmente. La norma è entrata in vigore il 1
gennaio 2008 ma pochi lo sanno. Così come pochissimi sanno ancora una cosa
ben più grave: quatta quatta, a fine dicembre è passata una legge che
sembra voler arginare la concorrenza che i supermercati stanno facendo
alle farmacie. Come sapete, quest’ultimi possono vendere solo i farmaci da
banco. Dall’ok alla vendita è stato un successo: il consumatore ha gradito
gli sconti e la liberalizzazione (per quanto parziale). Ebbene la legge
vieta una cosa strana: e cioè che sulla scatola del farmaco venga vietato
il prezzo massimo. E perché mai dovrebbe essere vietato? Che male produce?
Ve lo spiega SENTIRE che ha scoperto l’anomalia del tutto per caso,
facendo un’inchiesta sul giro d’affari del farmaco al supermercato:
ebbene, senza il prezzo massimo indicato sulla scatola (che prima le case
farmaceutiche erano obbligate a indicare) i prezzi sono diventati liberi,
gli sconti aleatori. Chiunque può praticare il prezzo che crede ma
soprattutto i supermercati non sono più in grado di dirvi lo sconto che vi
hanno praticato rispetto alla farmacia che era tenuta al prezzo massimo,
salvo poi decidere autonomamente degli sconti, cioè: quasi mai. In tempi
in cui subiamo continui e incontrollati rincari ecco l’ennesimo regalo di
legge fatto sulla pelle dei consumatori. Il Codacons di Rovereto è stato
informato. Come detto, ci siamo accorti dell’anomalia svolgendo
un’inchiesta sulle farmacie di Rovereto in particolare quella istituita
dentro il supermercato Coop che funziona a gonfie vele. A Rovereto, 35.000
abitanti, di farmacie ce ne sono dieci, tre delle quali comunali, più un
dispensario farmaceutico. Con la farmacia Coop, fanno 11. Il bilancio è
più che positivo: 150/160 clienti al giorno con punte di 350 il sabato, ma
solo per i farmaci da banco tipo Aspirina, Moment, Vivin C, sciroppi
tosse, colluttori. La legge non consente di vendere altri farmaci, tanto
meno i mutuabili. Se così fosse….udite udite….lo Stato italiano ci
guadagnerebbe! Ce lo spiega il medico farmacista operante dentro il
Sait-Coop, Alessandro Giovannini. “Lo sconto che pratichiamo a
privati sarebbe infatti praticato anche alla spesa farmaceutica pubblica”.
Ma che lo Stato sia poco furbo non è una novità. Il peggio è questo: la
legge nuova, entrata in vigore il 1° gennaio, vietando di indicare il
prezzo massimo di vendita sulla scatola, rende lo sconto praticato
qualcosa di “discrezionale”. E potrebbe accadere ciò che capita con i
saldi di fine stagione: il farmacista furbo alza il prezzo per poi
praticare lo sconto. Potrebbe anche capitare che un farmaco erogato in
servizio di guardia notturna, misteriosamente aumenti. Voi come potrete
controllarlo, soprattutto se vi trovate in una emergenza? E se anche il
farmacista farà lo sconto, lo farà sempre in modo aleatorio: sulla scatola
non potrà indicare nulla, neanche la percentuale applicata. Perché mai?
Gli sconti praticati al Sait vanno dal 20% al 35%. “Sono restati ma il
modo di presentarlo è diverso: a voce” ci spiega Giovannini. Il cliente
non può più controllare da solo quanto ha risparmiato. Questo è sbagliato
e ci mette in forte disagio. Soprattutto ci colpisce in pieno: abbiamo
costruito il rapporto con il cliente proprio grazie allo sconto e poi lo
abbiamo sviluppato con i consigli. Il cliente qui trova un medico che se
necessario lo indirizza in farmacia per il farmaco mutuabile o dal medico
di base”. Dunque un pugno sullo stomaco ad una buona
sperimentazione. Inoltre le cose ora si fanno più complicate: sta al
cliente chiedere il prezzo e lo sconto praticato, sperando che il
farmacista abbia praticato il prezzo massimo vecchio! “Proprio per ovviare
a questa legge e garantire ai nostri clienti il risparmio abbiamo esposto
un avviso, forniamo tutte le informazioni del caso e pratichiamo prezzi
bloccati in uso del 2007 – dicono alla farmacia Coop- Avevamo preparato
una tabella degli sconti, prendendo a riferimento il prezzo massimo ma non
possiamo più esporla proprio per colpa di questa legge, ciò non facilita
il consumatore” commenta Giovannini. Chi trae vantaggio da tutto
questo? “I titolari di farmacia: anche loro ora praticheranno gli
sconti, come al supermercato, solo che il cliente non avrà modo alcuno di
controllare il prezzo all’origine lo sconto che è stato fatto” risponde il
dottor Giovannini che opera nella farmacia del Sait-Coop di Rovereto. Una
soluzione per difendersi è praticamente impraticabile: il cliente dovrebbe
consultare le bolle dei centri di acquisto Coop per risalire al prezzo
originario sul quale viene poi fatto ricarico e sconto. di Corona Perer |
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| 18 gennaio 2008 - Fuori le lobby dal Palazzo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nel silenzio più completo e nel disprezzo dell’interesse generale dei cittadini, lobby e corporazioni stanno bloccando e rendendo inutili i processi di liberalizzazione posti in essere da Governo e dal Parlamento. Alla Camera dei Deputati la riforma delle professioni è praticamente dettata dagli Ordini Professionali senza alcuna attenzione ai richiami dell’Antitrust, della Commissione Europea, delle Associazioni dei Consumatori e di tutti quei professionisti che non possono entrare nei mercati protetti. In particolare, fingendo di accogliere le linee guida suggerite dall’Europa, si continua attraverso artifici lessicali a mantenere in vita il numero chiuso per farmacisti e notai. Al Senato della Repubblica, in Commissione Industria, il relatore di maggioranza del terzo decreto Bersani sulle liberalizzazioni (1644) Banti, a proposito della discussione dell’articolo 2 che permette la vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta fuori dalle farmacie, si permette di criticare l’operato dell’altro ramo del Parlamento che l’aveva approvato a maggioranza e con un emendamento ne propone la completa sostituzione con un testo concordato esclusivamente con i titolari di farmacia. Nel frattempo il Presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato propone che vengano cancellati i vincoli di concertazione su questo tema con il Ministero dello Sviluppo Economico: in pratica ne propone “l’allontanamento” Tutto ciò con la complicità e il benestare del Ministro della Salute vero artefice della “controriforma” in atto. Risultato: una società bloccata, ove qualsiasi tentativo di permettere avanzamenti sociali sono impediti da un’azione politica “permeabile” agli interessi dei poteri forti. Il Governo, nel frattempo, non mostra di essere in grado d’imporre il proprio programma e di fatto non riesce a sostenere l’urto degli interessi corporativi. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti si appella a tutte quelle forze progressiste e liberali che hanno a cuore gli interessi reali dei cittadini, in primis alle Associazioni dei Consumatori, perché facciano sentire “alta” la loro voce, perché non si arrendano alla logica gattopardesca di far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla e non siano complici involontari del declino economico di questo Paese. |
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| 2 gennaio 2008 - Tuttifrutti di Gian Antonio Stella | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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A cosa servono gli Ordini se non tengono ordine tra i loro iscritti, pretendendo il rispetto delle regole deontologiche? Era una domanda lecita dopo la scelta dell'Ordine degli Avvocati di non muover foglia contro i neo-colleghi imputati della truffa all'esame di Catanzaro, quando copiarono in 2.295 su 2.301 lo stesso tema. E legittima dopo la scoperta che l'Ordine dei Medici non si era mai accorto (in venti anni!) che Girolamo Sirchia aveva al Policlinico una segretaria pagata non dall'ospedale ma da un'industria farmaceutica fornitrice. Ma è una domanda obbligata oggi dopo la lettura di La zona grigia / Professionisti al servizio della mafia, edizioni «La Zisa». In cui Nino Amadore, del Sole 24 Ore, ricostruisce le ambiguità e i silenzi dei vari Ordini nei confronti degli associati coinvolti in faccende di mafia, camorra, 'ndrangheta. Colletti bianchi che, a sentire il presidente di Cassazione Gaetano Nicastro, sono indispensabili ai criminali: «Cosa Nostra gode purtroppo di una vasta rete di fiancheggiatori nell'ambito di una certa borghesia mafiosa, fatta di tecnici, di professionisti, di imprenditori, di esponenti politici e della burocrazia». Come potrebbero certi padrini potentissimi ma semianalfabeti investire nell'edilizia in Lussemburgo, nell'acquisto di un pacchetto azionario alle Cayman o nell'acquisto di 12 miliardi di metri cubi di gas dall'azienda ucraina Revne per «un valore di mercato di tre miliardi di euro» senza «un'accorta analisi fatta da gente preparata, che conosce i mercati»? Come potrebbero appropriarsi degli appalti pubblici senza la complicità di architetti, ingegneri, commercialisti, funzionari regionali e comunali ben decisi a regolarsi sul loro lavoro come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano? Amadore ricorda, tra gli altri, il caso del tributarista coinvolto nell'«operazione Occidente» che vide l'arresto di 46 persone appartenenti in parte al giro di Salvatore Lo Piccolo. «Accusato di aver riciclato il denaro delle 10 famiglie mafiose si è difeso: "Ho solo fatto il mio lavoro di consulente, di certo non vado a chiedere la fedina penale di tutti i miei clienti".» Tema: i suoi «probiviri» non han niente da dire? Sempre lì torniamo: «quando» un Ordine può intervenire? Nel caso del processo per il riciclaggio del «tesoro» (stima: 150 milioni di euro) di Vito Ciancimino, il libro segnala come i professionisti condannati siano stati due: il tributarista palermitano Gianni Lapis e l'avvocato internazionalista romano Giorgio Ghiron. Cinque anni e 4 mesi a testa. Ma se Lapis è stato subito sospeso dall'Ordine di Palermo, Ghiron risulta, molti mesi dopo la sentenza, ancora al suo posto. O così dice il sito dell'Ordine di Roma. Come mai? Il destino personale dell'uomo, va da sé, non c'entra: se è innocente lo dimostrerà in Appello. Auguri. Ma resta il tema: perché, come sostiene il presidente dell'Ordine dei Medici Annibale Bianco, un Ordine dovrebbe attendere la sentenza in Cassazione per censurare un iscritto? Che ce ne facciamo di una sanzione supplementare se c'è già una sentenza che magari espelle il condannato dalla professione? Se un Ordine non serve a tenere ordine «al di là» degli iter giudiziari, a cosa serve? A organizzare belle cene in compagnia? |
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| 2 gennaio 2008 - Strategia Lisbona: produzione e economia in ripresa di Barbara Laurenzi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sale l’occupazione, diminuisce l’impatto ambientale. L’Italia sul cammino delle riforme, ma attuazione ancora incompleta.
Roma –
L’economia
europea cresce, e con essa aumenta anche il plauso pubblico per la
strategia di Lisbona, che sembra consegnare buoni risultati al Vecchio
Continente. Con queste premesse, l’Ue si prepara ad affrontare il nuovo
anno, puntando su competitività, investimenti e politiche del welfare in
linea con il percorso seguito dalla firma del trattato ad oggi. |
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| 2 gennaio 2008 - Editoriale del Presidente del Movimento Difesa dei cittadini Antonio Longo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Questo 2008 per i consumatori parte con qualche nota positiva, alcuni problemi aperti e un grave interrogativo. Cominciamo da quest'ultimo. A cosa punta la strategia di delegittimazione delle associazioni dei consumatori che da qualche mese una parte della stampa sta portando avanti? Le "inchieste" di grandi quotidiani come il Corriere della sera, il Sole 24 Ore e La Stampa sembrano voler dimostrare che le associazioni di consumatori sono troppe, non rappresentative e piene di soldi. E si mettono insieme dati fasulli e dichiarazioni più o meno provocatorie, in articoli che sono un mix di errori e disinformazioni tali che non potrebbero essere perdonati neppure a inesperti stagisti. Abbiamo un sospetto. Che questa "strategia del discredito" sia dovuta ad uno dei fatti rilevanti degli ultimi giorni del 2007, che costituisce la nota positiva e ci fa guardare con speranza al futuro: l'approvazione della class action. Come MDC non ci siamo aggiunti al coro di chi ha criticato o addirittura dileggiato la normativa approvata con un atto di coraggio del Governo e della maggioranza, perché riteniamo di enorme portata non solo simbolica l'introduzione del nuovo istituto giuridico, pur con tutte le insufficienze delle attuali modalità previste per il suo esercizio. E' di queste ore la notizia che il sindacato più importante del nostro Paese, la FIOM, sta considerando seriamente di utilizzare la class action per ottenere giustizia di fronte all'assurda morte dei sette operai della Tyssen di Torino. Non sappiamo se tecnicamente questa scelta sia la più opportuna o la più efficace, ma il fatto stesso che se ne stia discutendo vuol dire che le norme introdotte hanno aumentato le garanzie del cittadino-consumatore, ci offrono nuovi strumenti, ci danno maggiori speranze. E le reazioni di una stampa di proprietà dei grandi gruppi industriali ci conferma nei sospetti che forse abbiamo davvero in mano un'arma potente per difendere consumatori da comportamenti fraudolenti o vessatori delle aziende. Adesso, come associazioni che hanno avuto dal legislatore l'attribuzione della responsabilità di poter avviare la class action, dobbiamo attrezzarci bene sul piano delle competenze e scegliere con intelligenza in quali casi attivare la procedura, senza demagogie e velleitarismi, ben sapendo che tutti stanno col fucile puntato, a partire da Confindustria, per coglierci in fallo alla prima decisione di rigetto da parte della magistratura. Comunque, se aggiungiamo all'effetto deterrente e risarcitorio della class action anche quello della direttiva europea 2005/29/CE contro le pratiche commerciali scorrette, diventata effettiva nei mesi scorsi con decreti legislativi 145 e 146 del 2 agosto, il quadro della protezione del consumatore si è certamente rafforzato nel 2007. Di questo dobbiamo essere grati al Ministro Bersani che ha avuto e continua ad avere un ruolo di vero "motore" delle liberalizzazioni a favore del cittadino-consumatore. Ci sono poi i problemi aperti. Sono quelli noti, antichi e sempre nuovi, dell'aumento dei prezzi che sta colpendo le famiglie nelle spese più necessarie, come l'agroalimentare e l'energia; dei balzelli dei servizi bancari, che resistono anche ai moniti del Governatore della Banca d'Italia e alle inchieste della Commissione europea; dell'inspiegabile differenziale dei costi delle assicurazioni italiane a fronte di quelle europee, nonostante i vari provvedimenti che pure dovevano favorire la discesa delle polizze, ultimo dei quali l'indennizzo diretto, e che invece sono sempre giudicati insufficienti da aziende che pure macinano ogni anno profitti - record. Ci sono i problemi nuovi delle resistenze agli sforzi di liberalizzazione del Ministro Bersani, non solo da parte di categorie come i tassisti che difendono presunti redditi bassi, ma anche di quelle come i farmacisti titolari che sono al secondo posto nei redditi procapite del Paese e vorrebbero continuare a vendere di tutto, come i bazar, mantenendo l'esclusività territoriale che dà loro una enorme rendita di posizione. E quel che è peggio, trovando l'appoggio di un ministro della salute che sembra essere diventato il ministro delle farmacie, nella sua difesa incomprensibile dei privilegi della categoria. Siamo fiduciosi che anche queste resistenze saranno sconfitte, anche perchè addirittura la Commissione Europea si è accorta della portata innovativa delle liberalizzazioni, non solo per i consumatori ma per tutto il mercato e l'economia. E comincia a imitare le misure di Bersani. Andiamo avanti allora iniziando con fiducia questo 2008. Abbiamo qualche motivo in più di speranza e qualche certezza di maggiore e migliore tutela dei consumatori. Molto dipenderà anche dalla capacità delle associazioni di svolgere quella funzione di informazione e tutela dei cittadini che ne costituiscono la ragion d'essere. Come MDC, abbiamo uno stimolo ulteriore. Abbiamo appena celebrato i nostri venti anni e il VI congresso, abbiamo rinnovato profondamente il quadro dirigente, siamo pronti alle sfide che ci attendono. Il consenso dei cittadini non ci mancherà se sapremo dimostrare che lavoriamo per loro, per ciascuno di loro, per i loro piccoli-grandi problemi e quindi per un Paese migliore. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 27 dicembre 2007 - Liberalizzare, quell'utopia finita su un binario morto | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da Il Sole 24ore La Finanziaria appena
approvata chiarisce meglio, con i fatti e non con l'enfasi degli annunci,
la politica del Governo Prodi in materia di liberalizzazioni. Non è
entrata la terza lenzuolata di Bersani, che riprenderà l'iter lentissimo
al Senato. Non è entrato il disegno di legge Lanzillotta sui servizi
locali, dopo un durissimo scontro fra il ministro per gli Affari regionali
e il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che ha definitivamente detto
come il partito dei sindaci sia oggi il più strenuo difensore dello status
quo. Anche questo Ddl ripartirà dal Senato, dove è fermo da 18 mesi ed è
stato ora retrocesso in commissione. Intanto imperversa l'in house
(affidamento dei servizi senza gara ad aziende pubbliche) voluto da una
legge del centro-destra nel 2004 e molto utilizzato dagli amministratori
del centro-sinistra. Riproposto a sorpresa da un altro disegno appena
approvato dal Governo, quello sul trasporto locale. Approvata con la
corsia rapida, invece, la moratoria per le gare sulle gestioni idriche,
voluta da Rifondazione e Verdi. L'unica liberalizzazione in Finanziaria è
quella ferroviaria. Un «colpo di mano», la definisce il ministro dei
Trasporti, Alessandro Bianchi, che ha già fatto inserire nel decreto di
fine anno la norma per bloccarla. |
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| 12 dicembre 2007 - FARMACI FASCIA C: VINCONO LOBBY E CORPORAZIONI, PERDONO CONSUMATORI E LIBERI PROFESSIONISTI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma -
La X Commissione del Senato Industria, Commercio e Turismo scrive sotto dettatura di lobby e corporazione la parola fine ai processi di liberalizzazione nel settore del farmaco.
Con un emendamento interamente sostitutivo dell’articolo 2 che permetteva la vendita di farmaci con obbligo di ricetta anche in esercizi diversi dalle farmacie, il Governo si piega alla volontà dei titolari di farmacia.
Una sconfitta per il Ministro delle Attività Produttive, Pierluigi Bersani e una vittoria completa per il Ministro della Salute, Livia Turco che ha lavorato in questi ultimi mesi “fianco a fianco” di FOFI e Federfarma.
Un progetto, quello
presentato in sostituzione dell’articolo 2, che rappresenta un vero e
proprio “bluff”, con poche farmacie che verranno aperte (solo 78
nei comuni capoluoghi di provincia) e nessun incentivo alla
concorrenza reale.
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al documento pdf
In realtà, i veri sconfitti da questa ennesima bocciatura delle liberalizzazioni sono il Governo e il Paese. Il Governo perché dopo i numerosi annunci e le tante promesse non riesce, ancora una volta, ad imporre un freno allo strapotere delle corporazioni. Il Paese perché vede perdere un’altra occasione per liberarsi dai tanti vincoli che attanagliano la propria crescita economica e “sacrifica” sull’altare degli interessi particolari quelli dei consumatori e dei giovani professionisti.
Una società bloccata, quella italiana, ove qualsiasi tentativo di permettere avanzamenti sociali sono impediti da un’azione politica “permeabile” agli interessi dei poteri forti.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti pur non nascondendo la propria delusione per l’incapacità dell’attuale maggioranza di dare seguito con i fatti alle dichiarazioni d’intenti, ringrazia quanti si sono battuti, Associazioni dei consumatori in testa, per l’approvazione di ciò che è stato definito atto di civiltà e di diritto.
Contemporaneamente rassicura lobby e corporazioni: la battaglia per la libertà e il libero esercizio della professione continua. |
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| 11Dicembre 2007 - RIFORMA SISTEMA FARMACEUTICO: “BLUFF” DI FEDERFARMA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La riforma del Sistema Farmaceutico proposto da Federfarma, con l’assenso di FOFI, ASSOFARM e il silenzio del Ministero della salute è solo un “bluff” per scongiurare l’approvazione al Senato dell’articolo che permette la vendita di farmaci con obbligo di ricetta in esercizi diversi dalle farmacie.
Le prove sono contenute
in uno studio del Movimento Nazionale
Liberi Farmacisti
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I risultati, ben lontani dalle 2200 nuove farmacie promesse da Federfarma, confermano precedenti stime: solo 78 nuove farmacie potranno essere aperte nei 104 comuni che servono una popolazione di ben 17.253.365 residenti.
L’inganno è costituito dalle cosiddette “farmacie sopranumerarie”, farmacie già aperte in deroga al criterio della popolazione che la legge impone siano riassorbite nel calcolo demografico quando i parametri diminuiscono. Con questo meccanismo il numero delle nuove farmacie aperte sul territorio sarebbe incredibilmente esiguo e il sistema corporativo manterrebbe il controllo monopolistico con un basso indice di concorrenza tra gli esercizi aperti.
In pratica una “falsa” apertura alle riforme che coglierebbe due obiettivi: impedire l’approvazione dell’articolo contenuto nel “Bersani ter” e non modificare nella sostanza l’attuale sistema monopolistico della distribuzione del farmaco.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede al Governo e al Senato di non cedere alle lusinghe dei titolari di farmacia e di approvare l’articolo in discussione al Senato.
Articolo ormai diventato “cartina al tornasole” della volontà politica della coalizione di procedere alla modernizzazione del Paese attraverso politiche di liberalizzazione dei diritti e delle opportunità per consumatori e giovani professionisti. |
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| 5 Dicembre 2007 - Mifestazione dei Farmacisti, un successo pieno | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 4 dicembre 2007 - FARMACI/ DOMANI LIBERI FARMACISTI IN PIAZZA PER BERSANI TER | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Contraddittorio comportamento ministro Livia Turco Roma, 4 dic. (Apcom) - I liberi farmacisti del Mnlf si danno appuntamento per domani davanti al Senato "in favore dell'approvazione dell'articolo 2 della terza lenzuolata Bersani". Una manifestazione, sottolinea il Movimento nazionale liberi farmacisti "per la libertà e la concorrenza, per veder riconosciuto il proprio diritto ad esercitare liberamente la propria professione". Il movimento se la prende col ministro della Salute: "E' contraddittorio - scrivono in una nota - il comportamento del ministro della Salute che da una parte consente alle farmacie di esitare farmaci senza ricetta medica nei casi d'urgenza e dall'altro si oppone al fatto che un farmacista regolarmente abilitato possa vendere farmaci con obbligo di ricetta in esercizi diversi dalle farmacie". La proposta di riforma del servizio farmaceutico avanzata da Federfarma, "porterà all'apertura di pochissime farmacie - continua il Mnlf - nessuna nelle principali città italiane, una riforma 'civetta' per bloccare l'articolo in discussione al Senato".
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| 27 settembre 2007 - Lettera appello al Governo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E AI MINISTRI DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DELLA SALUTE A SOSTEGNO DELLA LIBERALIZZAZIONE DELLA VENDITA DEI FARMACI CON OBBLIGO DI RICETTA
La Commissione Europea, nel marzo di quest’anno, ha chiesto agli Stati membri di porre al centro della propria azione politica e legislativa il consumatore. Una richiesta in accordo e continuità con la strategia di Lisbona, intesa a fare dell'Unione europea l'economia più dinamica e competitiva del mondo entro il 2010. Il Governo italiano, sin dal suo insediamento, ha anticipato tale richiesta dell’UE ponendo in essere alcune riforme in favore della concorrenza; tuttavia, tali politiche hanno incontrato forti resistenze corporative e stanno subendo numerosi ritardi attuativi. E’ necessario dare nuovo impulso a tali politiche ed avviare una nuova stagione di riforme pro-concorrenziali partendo dalla rapida approvazione della cosiddetta “terza lenzuolata Bersani”. Le Associazioni dei Consumatori e il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti firmatari della presente chiedono al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri dello Sviluppo economico e della Salute di sostenere l’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 per la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta anche in esercizi diversi dalla farmacie. L’esperienza maturata con il primo Decreto Bersani, che ha consentito la vendita di farmaci d’automedicazione nei supermercati e negli esercizi farmaceutici (parafarmacie), dimostra che quando vengono eliminate inutili barriere alla concorrenza s’innescano virtuosi meccanismi recanti innanzitutto vantaggi ai consumatori. Lo sconto medio del 20%, a fronte di un aumento dei consumi dei farmaci d’automedicazione dello 0,4%, la dice lunga sulla maturità degli italiani e smentisce appieno gli interessati allarmismi di chi era contrario al provvedimento. La presenza del farmacista nei luoghi ove vengono dispensati farmaci è garanzia sufficiente per tutelare la salute dei cittadini, tutela che permane elevata anche nelle parafarmacie sottoposte a numerosi controlli da parte degli organismi preposti. Bloccare il processo di liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con “surrogati” di concorrenza costruiti ad arte per mantenere inalterati i privilegi acquisiti, avrebbe un solo risultato: riportare il settore farmaceutico sotto il controllo di lobby e corporazioni. Al contrario, noi crediamo che la strada scelta di liberare l’economia da rendite di posizione sia la strada giusta, da percorrere sino in fondo e senza alcuna deviazione. Qualsiasi modifica sostanziale, o peggio la cancellazione, dell’art. 2 del d.d.l. 1644 significherà “abdicare” davanti agli interessi delle corporazioni, privando i cittadini della possibilità di scegliere in un mercato più libero e privo da condizionamenti dei poteri forti. ADICONSUM, ADUSBEF, ASSOUTENTI, CITTADINANZATTIVA, CONFCONSUMATORI, FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO NAZIONALE LIBERI FARMACISTI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI. |
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| 21 novembre 2007 - FARMACI: LA TURCO VUOLE FARMACISTI DI SERIE A E DI SERIE B | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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E’ con il sostanziale mantenimento dell’attuale sistema di distribuzione dei farmaci che il Ministro della salute vuole farmacisti di serie A che godono di numerosi privilegi e farmacisti di serie B impossibilitati ad esercitare liberamente la propria professione. Dispiace dover constatare ancora una volta che il Ministro Livia Turco, forse vittima di cattivi consiglieri, prende le difese delle corporazioni e parla con il linguaggio dei titolari di farmacia. Invece di preoccuparsi dei consumatori e dei notevoli vantaggi acquisiti dopo il primo decreto Bersani, il ministro si preoccupa di difendere uno tra i monopoli più inaccessibili presenti in Italia. Non corrisponde a verità - come affermato dal Ministro - che negli esercizi farmaceutici (parafarmacie) esistono minori controlli rispetto alla farmacie, i controlli da parte di Guardia di Finanza, Nas e ASL ci sono e in abbondanza. Se non fossero ancora sufficienti potrebbero essere accolti gli emendamenti all’articolo 2 presenti in Senato che estendono quelli presenti nelle farmacie alle parafarmacie. Ricordiamo inoltre al Ministro che anche i farmacisti che operano in esercizi diversi dalle farmacie sono obbligati per legge a partecipare al sistema di farmaco-vigilanza voluto dallo stesso Ministero per tutelare la salute dei cittadini. Per quanto riguarda il presunto progetto di riforma avanzato da FOFI e Federfarma, nei prossimi giorni il MNLF presenterà uno studio che smentisce totalmente le ipotesi avanzate dalle due organizzazioni. E’ bene però che il Ministro e i cittadini sappiano subito che in città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Messina, pari a 8.380.155 abitanti, non sarà possibile aprire una sola farmacia in più rispetto a quelle esistenti. E’ bene che il Ministro sappia che i cosiddetti vantaggi per i giovani si risolveranno nella partecipazione a concorsi per cui dovranno pagare, se vinceranno, somme molto elevate al precedente titolare che nel frattempo, grazie ai privilegi previsti dal progetto FOFI-Federfarma, vincerà una sede più appetibile. Mentre i titolari di farmacia continuano a far pendere sul Governo e Parlamento la minaccia di far pagare tutte le medicine ai cittadini, il Ministro della Salute ne abbraccia le richieste, anche se consapevole che l’uscita dei farmaci con ricetta fuori dalla farmacia non rappresenta nessun pericolo per la salute dei cittadini grazie alla presenza e alla professionalità del farmacista. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti invita il Governo a mantenere fede alla promessa di liberare l’economia italiana dalle rendite di posizione ed invita ancora una volta il Ministro della Salute ad ascoltare le Associazioni dei Consumatori e quelle dei farmacisti non titolari. (21 nov. 2007) |
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| 8 novembre 2007 - Tutto cambi percè nulla cambi - comunicato stampa MNLF | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Mutuando la celebre frase di Tancredi nel Gattopardo di Giuseppe Tommasi di Lampedusa, oggi i rappresentanti della maggiore corporazione professionale del Paese, quella dei farmacisti titolari, hanno presentato le conclusioni del tavolo tecnico fortemente voluto dal Ministro della Salute Livia Turco. Nell’intento di scongiurare un ulteriore passo verso la liberalizzazione del settore rappresentato dall’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terza lenzuolata Bersani), i vertici di F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Federfarma (Ass. Titolari di Farmacia, Assofarm (Farmacie comunali) con la fattiva collaborazione della multinazionale Admenta (gruppo Ghee), hanno presentato un progetto di riforma del servizio farmaceutico debole, insufficiente e risibile per la portata riformatrice ed innovatrice nella distribuzione al dettaglio del farmaco. Con inusitata arroganza i titolari di farmacia uniti ai rappresentanti di un Ordine Nazionale che non rappresenta più gli interessi generali della categoria si permettono di ricattare il Paese e un Ministro della Repubblica perché receda dall’intento di liberalizzare, pena il proposito di far pagare ai cittadini tutti i farmaci. Ebbene i titolari degli esercizi farmaceutici aperti dopo il primo decreto Bersani sono pronti a sostituire le farmacie che scenderanno in sciopero per alleviare gli ingiustificati disagi dei cittadini. E’arrivato il momento di dire basta a queste minacce, di dire basta con gli interessi e i privilegi di alcuni a danno dei più, di dire basta con i monopoli e le rendite feudali. La posizione del Ministro della Salute di sostanziale sostegno a lobby e corporazioni, appare particolarmente grave ed offensiva delle prerogative del Parlamento, allorché si pone alla testa del tentativo di modifica, al di fuori delle aule preposte, di una legge già approvata dalla Camera dei Deputati ed attualmente in discussione al Senato. I deputati presenti alla Camera dovrebbero ritenersi offesi dal comportamento di un Ministro che sin dal primo decreto Bersani ha lavorato per boicottare e rendere inefficaci i provvedimenti legislativi approvati, un Ministro che è moralmente partecipe delle minacce dei farmacisti titolari. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti invita i senatori, le associazioni dei consumatori e la pubblica opinione a resistere e a manifestare il proprio dissenso contro la volontà conservatrice delle corporazioni responsabili in Italia del basso livello di competitività e dell’arretratezza economica in cui versa il Paese. Invita inoltre, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro delle Attività Produttive Pierluigi Bersani a confermare con l’approvazione senza modifiche dell’articolo 2 la propria volontà di perseguire nelle politiche di liberalizzazione dell’economia italiana.
Da Repubblica.it:
FARMACISTI: BERSANI, CREANO DISAGI PER FAR PRESSIONE
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| 6 novembre 2007 - Farmaci, Consumatori: liberalizzazioni a rischio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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In vista della riunione del tavolo tecnico di concertazione presso il
ministero della Salute che potrebbe decidere di eliminare la presenza
obbligatoria del farmacista nei corner degli esercizi commerciali,
alcune associazioni dei consumatori si dicono molto preoccupate. Al tavolo, che si è riunito il 6 novembre, erano presenti la F.O.F.I. (Federazione ordini farmacisti), Federfarma (titolari di farmacia), Assofarm (farmacie comunali) e Admenta, la società appartenente a un gruppo leader in Europa della distribuzione intermedia. “La scelta di rinunciare alla presenza del farmacista nei punti vendita dei farmaci da banco – dichiarano Movimento difesa del cittadino (Mdc) e Movimento consumatori (Mc) - sarebbe una clamorosa retromarcia del ministero della Salute e della stessa Fofi sui presunti rischi per la salute dei cittadini dalla vendita dei farmaci da banco fuori dalle farmacie”. Le due associazioni “richiamano il ministro Turco a una maggiore coerenza e invitano il ministro Bersani ad intervenire per evitare un tradimento clamoroso delle attese dei cittadini”. Dello stesso avviso Adiconsum che si dice contraria all’eventuale abolizione dei farmacisti nei supermercati e sottolinea come il ministero della Salute avrebbe dovuto convocare al tavolo tecnico anche le associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori si dicono inoltre preoccupate soprattutto del tentativo di bloccare il processo di liberalizzazione dei farmaci (art. 2 del D.d.l. 1644) che consentirebbe la vendita di quelli con obbligo di prescrizione negli stessi esercizi in cui oggi è possibile acquistare i medicinali di automedicazione. “A garanzia della salute del cittadino all’interno dei normali esercizi commerciali (parafarmacie) e dei corner nei supermercati - spiegano le due associazioni - la norma in discussione al Senato prevede che ci debba essere il farmacista. Soggetto che ha la professionalità e la responsabilità per distribuire il farmaco mediante la prescrizione medica, indipendentemente della sede in cui opera”. Adusbef e Federconsumatori ribadiscono inoltre che sono pronte ad appoggiare ogni iniziativa perché ci sia un’effettiva apertura del mercato farmaceutico. Fonti: Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino |
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| 5 novembre 2007 - Comunicato stampa MNLF: LOBBY, CORPORAZIONI E MINISTERO DELLA SALUTE UNITI CONTRO LE LIBERALIZZAZIONI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Con
perplessità ed allarme il MNLF denuncia l’alleanza tra il Ministero
della Salute e le corporazioni, che si sta consolidando con l’intento
dichiarato di cancellare l’emendamento in discussione al Senato che
permette al farmacista che opera in esercizi diversi dalle farmacie la
vendita di medicinali con obbligo di ricetta (fascia C). L’intesa, finalizzata a riportare il settore farmaceutico sotto il controllo diretto delle lobby, si sta realizzando attraverso un “tavolo di concertazione” cui partecipano tutte le sigle contrarie al cambiamento, mentre risultano escluse le associazioni dei consumatori e quelle dei farmacisti non titolari. Il progetto, scaturito da tali incontri, prevede modifiche solo marginali e di facciata all’attuale sistema legislativo e rappresenta “merce di scambio” finalizzata allo stralcio dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terza lenzuolata Bersani). Un disegno che non tiene in alcun conto dei rilievi posti a più riprese dall’autorità Garante per la Concorrenza e che mira, sostanzialmente, a mettere d’accordo tutti coloro che a vario titolo sono avvantaggiati dal mantenimento di un sistema farmaceutico monopolistico Non è un caso, infatti, che al “tavolo di concertazione” insieme a F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti) e Federfarma (titolari di farmacia), siedano Assofarm (farmacie comunali) ed Admenta. Soggetto economico, quest’ultimo, appartenente ad un gruppo leader in Europa della distribuzione intermedia, protagonista nel nostro Paese delle maggiori acquisizioni di farmacie comunali nelle grandi città, come Bologna e Milano, e fortemente interessato al mantenimento dell’attuale sistema, nonostante che proprio a causa della vicenda delle farmacie comunali sia stato il promotore del procedimento d’infrazione aperto dalla Corte di Giustizia di Bruxelles contro l’Italia. Tutti decisi, a vario titolo, a non perdere i privilegi acquisiti e fermamente intenzionati a bloccare il libero esercizio della professione per il farmacista e l’inarrestabile crescita delle parafarmacie. Particolarmente grave risulta la posizione del Ministero della Salute che sostanzialmente avalla tale disegno e la richiesta avanzata da Federfarma di rendere facoltativa la presenza del farmacista nei supermercati e nelle parafarmacie ove sono presenti farmaci da banco. Un atteggiamento che rinnega e rende risibile la campagna strumentale condotta dallo stesso Ministero e dalla Fofi sui presunti rischi per la salute dei cittadini dalla dispensazione dei farmaci in esercizi diversi dalle farmacie. I dati, ad un anno dall’applicazione del primo decreto Bersani, hanno dimostrato, oltre all’elevato gradimento dei consumatori, l’infondatezza di tali tesi e una diminuzione dei consumi dei farmaci d’automedicazione del 4%. (Fonte ANIFA). Il Ministero della Salute, invece di tutelare gli interessi dei “poteri forti” e al contempo adoperarsi per vanificare i risultati ottenuti dal primo decreto Bersani, dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini che chiedono un miglioramento dell’offerta sia in termini quantitativi che qualitativi. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti si augura che l’intenzione del Governo di accorpare alcuni ministeri vada in porto e diventi occasione di rinnovamento dell’amministrazione della sanità pubblica. |
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| 1 novembre 2007 - FINANZIARIA: MEDICINALI, OBBLIGO DI PRINCIPIO ATTIVO PER FASCIA ''C'' | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Per i farmaci il cui costo è
a carico del cittadino, ma per i quali è obbligatoria la ricetta, il
medico dovrà obbligatoriamente indicare nella prescrizione il solo
principio attivo, non più il nome commerciale. E' quanto prevede un
emendamento alla legge Finanziaria che é stato proposto dal senatore
Roberto Manzione e che è stato approvato dalla Commissione Bilancio.
L'obbligo è infatti previsto per i soli medicinali di fascia C.
Contemporaneamente il farmacista dovrà fornire al cliente ogni
informazione necessaria sui costi e per l'efficacia del farmaco
prescritto. "L'intervento serve a realizzare una prima disconnessione - ha
commentato il senatore Manzione - fra medici e le grandi case
farmaceutiche e, nel contempo, a realizzare considerevoli risparmi di
spesa per il cittadino". I risparmi derivanti dall'attuazione della norma - prevede ancora l'emendamento - "sono destinati, con decreti del Ministro dell'Economia e delle Finanze, ad incrementare in modo paritario i fondi previsti dagli articoli 22, comma 4, e 25, riducendo in misura corrispondente la quota del concorso statale al finanziamento della spesa sanitaria corrente". |
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| 31 ottobre 2007 - FARMACI: DANIOTTI (ANIFA), DOPO BERSANI NIENTE BOOM DI VENDITE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Il decreto Bersani, che consente la vendita di farmaci da banco anche fuori dalle farmacie, non ha portato al boom dei medicinali da automedicazione, anzi: il mercato registra una certa stagnazione, e il primo anno del post-Bersani ha visto addirittura un calo delle vendite del 4%. A tracciare un bilancio del settore e' Sergio Daniotti, presidente dell'Anifa (Associazione italiana dell'industria farmaceutica dell'automedicazione) e amministratore delegato di Boheringer Ingelheim Italia. "Il luogo comune - sottolinea Daniotti - prevedeva che dopo Bersani avremmo venduto di più, invece non e' stato così. Il motivo, a mio parere, e' che i farmaci di automedicazione non sono un mercato inducibile, non e' possibile cioè convincere il cittadino a comprarne di più. Si acquista un analgesico se si ha bisogno, non e' un bene di consumo. "Per anni il mercato e' stato fermo, non c'e' stato niente di nuovo. Quest'anno finalmente accedono allo status di Otc (i farmaci vendibili senza ricetta, ndr) alcuni antivirali topici, pomate, creme antifungo, ecc. Per ora sono di fascia F, cioe' non e' possibile fare pubblicità se non con pannelli informativi all'interno dei punti vendita. Ma il settore - ribadisce il presidente di Anifa - si sviluppa se ci sono nuovi switch, ossia se sempre nuovi prodotti passano dalla fascia che obbliga la prescrizione alla fascia da banco. Su questo stiamo recuperando un gap rispetto all'Europa, dove da anni moltissimi prodotti che da noi ancora richiedono l'obbligo di ricetta sono acquistabili liberamente". | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 31 Ottobre 2007 - BERSANI: "MINORE INFLAZIONE GRAZIE ALLE LIBERALIZZAZIONI" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| «L’attuale spinta inflazionistica registrata a livello europeo è preoccupante e richiede massima attenzione e vigilanza a tutti i livelli, l’Italia resiste grazie al solo contributo dei settori toccati dalle liberalizzazioni». Il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, analizzando i dati provvisori sull'inflazione del mese di ottobre diffusi da Istat e Eurostat individua in «fattori di carattere internazionale quali l'aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime alimentari», le cause prevalenti dell’impennata. Il ministro spiega, in un comunicato stampa, che «queste tensioni hanno condotto l’inflazione dei paesi dell’Area Euro al 2,6% tendenziale, mentre l’Italia si posiziona al di sotto di questo valore confermando così la minor dinamica inflazionistica che si è registrata già a partire da aprile scorso, invertendo così una storica tendenza dell’Italia a posizionarsi sopra la media europea». «Resistiamo a queste eccezionali e preoccupanti tendenze internazionali – sottolinea Bersani – in virtù delle variazioni negative dei prezzi di settori come le comunicazioni e i medicinali, oggetto di specifici provvedimenti di liberalizzazione». A limitare l’aumento dell'inflazione hanno concorso, infatti, il calo delle tariffe di telefonia mobile (- 15,5%) e i farmaci coperti dal SSN, che continuano a risentire degli effetti dei tagli di prezzo operati dall'AIFA nonché degli sconti che ormai da tempo vengono praticati sui farmaci da banco. Questa è la prova lampante – evidenzia Bersani - che abbiamo bisogno di continuare sulla strada delle liberalizzazioni e approvare entro l’anno il «terzo pacchetto» all'esame del Parlamento che, tra l'altro, impegna ogni anno il governo a presentare una legge sulla concorrenza e la tutela dei consumatori». | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 25 Ottobre 2007 - Farmacisti non titolari in sciopero, sit in davanti a Federfarma | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Striscioni, fischietti e bandiere per chiedere "più diritti e più tutele" Attendono il rinnovo del contratto da 22 mesi. Il presidente della Filcams, Coppini: ''Disponibili a riprendere le trattative, ma non escludiamo nuove proteste''. Balletto di cifre sul numero dei manifestanti
Roma, 25 ott.
(Adnkronos Salute) - Non si sono limitati a scioperare. Oltre a incrociare
le braccia, oggi i dipendenti delle farmacie private, in attesa del
rinnovo del contratto da 22 mesi, si sono dati appuntamento davanti alla
sede capitolina di Federfarma per dar vita a un sit in di protesta.
Striscioni, fischietti e bandiere per chiedere "più diritti e più tutele",
come scritto sui manifesti che campeggiavano in piazza San Giovanni. E
intanto, a qualche ora dalla conclusione della protesta, è già iniziato il
balletto di cifre sul numero dei manifestanti che avrebbero aderito
all'iniziativa. Per le sigle sindacali che hanno organizzato lo sciopero,
ovvero Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e UilTucs-Uil, erano tra i 200 e i 300.
Per Federfarma arrivavano appena a una cinquantina. |
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| 24 0ttobre 2007 - Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti a fianco dei dipendenti delle farmacie private | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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25 ottobre 2007 sciopero: Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti a fianco dei dipendenti delle
farmacie private Lo sciopero dei farmacisti dipendenti delle farmacie private, indetto dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e sostenuto dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, è un segnale forte dello stato di malessere in cui versa la maggioranza della categoria dei farmacisti italiani. Da 22 mesi i dipendenti delle farmacie private (40.000), laureati e non, hanno il proprio contratto scaduto e per tutta risposta la Federfarma, sindacato che rappresenta le 16.112 farmacie private, chiede il massimo della flessibilità d’orario sino a 50 ore settimanali proponendo aumenti di 140 euro lordi (complessivi) in quattro anni. Proposte e richieste arroganti che rappresentano al meglio la natura feudale di un sindacato abituato da sempre a considerare i propri dipendenti dei veri e propri schiavi piuttosto che una risorsa economica ed intellettuale. Il ritardo nella firma del contratto ha un ulteriore risultato negativo per i lavoratori: l’impossibilità di scegliere la propria pensione integrativa di categoria in quanto a tutt’oggi manca un accordo su questo tema, infatti la Federfarma vorrebbe introdurre l’Ente previdenziale di categoria (Enpaf, non ancora autorizzato) tra quelli legittimati a raccogliere i contributi. Il motivo di tale insistenza è nel fatto che la totalità dei titolari di farmacia ha quest’istituto previdenziale come erogatore delle proprie pensioni. Di professionalità i titolari di farmacia parlano quando si tratta di difendere i propri privilegi, professionalità che gli stessi soggetti poi, però dimenticano, quando si tratta di riconoscerla in termini economici ai propri dipendenti. Ai titolari di farmacia un suggerimento: facciano anche loro come quell’imprenditore ascolano, provino essi stessi a vivere per un mese con 1200 euro, provino anche loro a non avere nessuna carriera, nessuna possibilità d’intraprendere liberamente la propria professione, provino anche loro a mantenere una famiglia e nel contempo a pagare l’iscrizione all’Ordine, la pensione obbligatoria di categoria, i corsi d’aggiornamento. E dopo aver fatto questa prova provino a riflettere sulla condizione dei propri dipendenti. Sempre che riescano a superare il quindicesimo giorno del mese senza aver finito tutto lo stipendio.
25 OTTOBRE 2007 Gli stipendi a confronto
* da detrarre iscrizione all'Ordine, Contributo ENPAF, corsi ECM obbligatori |
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| 17 ottobre 2007 - CDL STOPPA DDL LIBERALIZZAZIONI, BERSANI: GRAVE RESPONSABILITA' | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(Apcom) - Il ddl liberalizzazioni non confluirà in Finanziaria. Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, sottolineando la gravità dell'atteggiamento della Cdl che ha deciso di negare la discussione in commissione Industria del Senato, impedendone l'esame. "I contenuti della terza lenzuolata - dice il ministro - li terremo compatti e lavoriamo perché venga approvato entro il 31 dicembre. Chi si mette di traverso si assume una responsabilità gravissima". La conferenza dei Capigruppo di palazzo Madama in ogni caso ha stabilito che il ddl liberalizzazioni approderà in Aula al Senato subito dopo la conclusione dell'esame della Finanziaria, intorno a metà novembre. E se l'opposizione "si mette di traverso" rispetto all'approvazione del ddl liberalizzazione in Senato "noi ci metteremo di traversissimo". Lo dice il presidente dei senatori dell'Ulivo in Senato, Anna Finocchiaro, a margine di una riunione fra maggioranza e governo a palazzo Madama. A chi gli chiede se questo vuol dire che si porrà la fiducia sul provvedimento, Finocchiaro risponde: "Stiamo ragionando. Da parte del centrosinistra c'è la disponibilità ad approvare il testo della Camera così com'è".
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| 9 ottobre 2007 - Antitrust sanziona i distributori che si erano rifiutati di consegnare farmaci | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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A seguito delle segnalazioni/denunce del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, della Federconsumatori Basilicata e delle parafarmacie "Dott.ssa Toma" e "Farmacia del Benessere" l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato quanto segue:
per Alliance Healthcare Italia S.p.A. in euro 3.591
per Comifar S.p.A. in euro 10.064
per S.A.F.A.R. – Servizi Autonomi Farmacisti Abruzzesi Riuniti Società
Cooperativa in euro 7.243 per Itriafarma Società Cooperativa in euro 4.017 il documento AGCM completo
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| 5 ottobre 2007 - I consumatori a favore dell'Art. 2 del d.d.l. 1644 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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LIBERALIZZAZIONE FARMACI MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO (MDC): “LE LOBBIES DEI FARMACISTI TITOLARI FANNO PRESSIONE SUI PARLAMENTARI. IN PERICOLO IL PROVVEDIMENTO”
Nelle prossime ore verrà discusso dalla X Commissione Industria del Senato l'art. 2 del d.d.l. 1644 (terzo pacchetto Bersani), che permette la dispensazione di farmaci con obbligo di ricetta in esercizi diversi dalle farmacie. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) chiede a tutte le forze politiche di resistere alle pressioni esercitate dai titolari di farmacia e da Federfarma, che intendono far boicottare il provvedimento spingendo per la sua cancellazione.
“L’approvazione del provvedimento è invece essenziale – dichiara il Movimento Difesa del Cittadino – perché darebbe notevole sviluppo all'uso dei generici con notevoli risparmi per il cittadino, oltre a migliorare l'offerta del servizio. Inoltre, il provvedimento, se approvato, aprirebbe la strada verso l’abbattimento del prezzo fisso anche per i farmaci di fascia C con obbligo di ricetta, stimolando lo sconto anche su questi farmaci per ottenere risultati analoghi e forse anche migliori di quelli ottenuti per i SOP e OTC”.
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| 28 settembre 2007 - SCIOPERO DEI FARMACISTI DIPENDENTI | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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SCIOPERO
FILCAMS - FISASCAT - UILTUCS
hanno indetto per tutta la giornata di giovedì 25 ottobre 2007
LO SCIOPERO DEI DIPENDENTI DI FARMACIA PRIVATA
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti sostiene l'iniziativa ed invita tutti i farmacisti non titolari ad astenersi dal lavoro PER IL RINNOVO DEL PROPRIO CONTRATTO DI LAVORO
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| 25 settembre 2007 - IL CERM SPIEGA PERCHE' E' GIUSTO LIBERALIZZARE MENTRE IN PARLAMENTO... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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CERM:
I FARMACI “C” TRA REGOLAZIONE E MERCATO (...) L’esperienza dei fatti ottenuta nel comparto dei farmaci “C” senza ricetta dovrebbe aiutare a superare i “timori” e le resistenze nei confronti della piena liberalizzazione del pricing e della distribuzione al dettaglio anche in relazione agli “C” con obbligo di prescrizione. Questo ulteriore progresso potrà poi permettere di valutare con più serenità di giudizio le riforme in fascia “A” dove, ferma restando la necessità della mediazione del Pubblico nella contrattazione per l’ammissione a rimborso, la sostituzione del prezzo al consumo uniforme su scala nazionale con un prezzo massimo sul quale la distribuzione aperta a concorrenza possa praticare liberamente sconti, perseguirebbe nel contempo obiettivi di efficienza (assorbimento dei sovraprofitti) ed equità (ampliamento della varietà dell’offerta e riduzione dei prezzi). In questa maniera, si creerebbero anche le condizioni migliori per raffinare l’impianto di contrattazione del prezzo al lancio in fascia “A” e della governance complessiva della spesa farmaceutica pubblica, raccogliendo l’invito del G-10 Medicine, della Commissione e del Consiglio dell’Unione Europea a superare i controlli invasivi sui prezzi, facendo affidamento sugli strumenti di regolazione efficienti (reference pricing chimicoterapeutico-biologico e copayment), sui vantaggi dell’integrazione del mercato de farmaci a livello europeo e sui principi della Direttiva n. 89/105/EEC in tema di trasparenza e non discriminatorietà.
... nel frattempo alla 1 Commissione Affari Costituzionali si discute del d.d.l. 1644 per il parere da fornire alla X Commissione Senato Attività Produttive: Resoconto sommario Senato n. 56 del 25/09/2007: Ha quindi la parola il senatore SINISI (Ulivo) il quale paventa un indiscriminato aumento nell’uso di farmaci per effetto della loro maggiore diffusione in punti di vendita diversi dalle farmacie, con possibili effetti negativi proprio in termini di tutela della salute. |
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| 24 settembre 2007 - COMUNICATO STAMPA MNLF FEF | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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MNLF E FEF: NESSUN “INCIUCIO” SUI FARMACI DI FASCIA C
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| 18 settembre 2007 - MANIFESTAZIONE A ROMA PER IL LIBERO ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Farmaci fascia C, in piazza per la liberalizzazione Liberi farmacisti, parafarmacisti e consumatori hanno oggi manifestato davanti Palazzo Madama per chiedere il via libera al ddl, all'esame del Senato, che prevede la liberalizzazione di medicinali non rimborsabili ma soggetti a prescrizione medica (helpconsumatori)
- Anpi , Fef e Mnlf si mobilitano per la liberalizzazione dei medicinali di fascia C - Sit in dei farmacisti davanti al Senato Parte la campagna per la raccolta di firme a favore di un referendum abrogativo per la Pianta Organica (Newsfood)
- Liberalizzazione farmaci di fascia C, farmacisti non titolari: presenteremo un referendum se non passa il decreto (Tuttoconsumatori)
Ammonta a 600
milioni di euro la stima di quanto potrebbero risparmiare i cittadini
italiani se il Senato approvasse la liberalizzazione dei farmaci di fascia
C contenuta nel d.d.l. Bersani 1644, all'esame oggi in Commissione in
Senato. Proprio oggi davanti Palazzo Madama si è svolta la Manifestazione
per la Libertà promossa da Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF),
Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF), Associazione Nazionale
Parafarmacie Italiane (ANPI) e Federazione Italiana Esercizi Farmaceutici
(FIEF). Alla manifestazione hanno aderito Movimento Difesa del Cittadino,
Federconsumatori, Adusbef, Codacons, Associazione Professionisti Laureati
Europei e Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati - Giovani Legali
Italiani |
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| 5 settembre 2007 - FARMACISTI DIPENDENTI DA 615 GIORNI SENZA CONTRATTO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sono 615 giorni che è scaduto il C.C.N.L. dei farmacisti e dei lavoratori impiegati nelle farmacie private. Ancora una volta, malgrado i fatturati delle farmacie siano costantemente in crescita, l’Associazione rappresentativa dei titolari di farmacia per soli 18 euro lordi ritarda la firma del contratto. Aumento che investe solo la paga base e lascia inalterate le retribuzioni per straordinari, reperibilità festiva, notturno ecc.ecc.
Il notevole ritardo della firma del nuovo contratto coinvolge anche la scelta dei dipendenti verso forme di previdenza complementare, infatti a tutt’oggi i farmacisti dipendenti delle farmacie private non hanno scelto forme previdenziali aggiuntive, ma mantenuto il proprio TFR nelle aziende, questo perché non esiste ancora un accordo sottoscritto su quale previdenza contrattuale applicare ai professionisti.
Retribuzioni quelle percepiti dai farmacisti tra le più basse tra i professionisti, con la completa assenza di qualsiasi forma di carriera all’interno delle aziende.
Uno strano modo di comportarsi quello sindacato dei titolari (Federfarma): pronto a rinnegare qualsiasi valenza commerciale delle farmacie quando ciò è utile a difendere i propri privilegi come nel caso dei farmaci di fascia C, ma prontissimo ad applicare proprio il contratto del commercio ai propri dipendenti.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ritiene ormai opportuno aprire la discussione proprio sul tipo di contratto da applicare ai farmacisti dipendenti di farmacia privata, al fine di inquadrare tale professionista nell’area contrattuale più adeguate alle proprie conoscenze e alle prestazioni professionali fornite.
MNLF - Ufficio Stampa |
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| 3 Settembre 2007 - Liberalizzazioni, corsa contro il tempo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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da Il Sole-24ore
di Francesco Nariello Il ventaglio dei provvedimenti è molto ampio: banche, Rc auto, farmaci, telefoni e trasporti
Autunno caldo per le liberalizzazioni. La "terza lenzuolata", il disegno di legge Bersani ter già approvato alla Camera lo scorso giugno, attende il via libera del Senato. E, nelle intenzioni, sembra destinato a uscirne presto. Al termine della prima riunione, dopo la pausa estiva, il Governo si è impegnato affinché l'approvazione definitiva del pacchetto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico avvenga "entro la fine di settembre". Ma non sarà facile. Le ventate liberalizzatrici, ha assicurato Bersani, non si fermeranno all'approvazione del ddl in discussione. Continueranno, anche se con modalità diverse. A partire dalle lenzuolate referendarie. Una "strana" proposta, quella avanzata nei giorni scorsi dal titolare dello Sviluppo economico, che ha l'obiettivo di far ripartire la spinta riformatrice dal basso, prevedendo referendum, sia a livello nazionale che regionale, per eliminare norme restrittive a danno dei consumatori. Ma anche attraverso raccolte di firme a livello comunale per iniziative legislative di deregulation. L'obiettivo concreto adesso resta l'approvazione del terzo pacchetto, la cui discussione dovrebbe aver inizio il 14 settembre. Per tenere fede alle promesse dell'Esecutivo, dunque, il Senato avrebbe circa quindici giorni per approvare il testo integralmente, senza modifiche (in caso contrario, si renderebbe necessario un nuovo passaggio alla Camera). Il ventaglio di provvedimenti in ballo è molto ampio. Dai rapporti con le banche ai contratti Rc auto, da regole più trasparenti per telefonia e web alle nuove misure sulla vendita di farmaci e libri. Ma anche semplificazioni amministrative in comparti trasporti, energia e commercio, facilitazioni per le attività professionali e agevolazioni per le imprese.
(l'articolo continua con l'analisi sintetica
dei provvedimenti inclusi nel ddl) Sondaggio sulle liberalizzazioni %
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| 30 agosto 2007 - Liberalizzazioni, nuovo pacchetto entro settembre - Governo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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ROMA (Reuters) - Il governo si impegna ad arrivare entro settembre alla
approvazione definitiva del terzo pacchetto di liberalizzazioni. Lo annuncia un comunicato di Palazzo Chigi precisando che "l'attuazione dei primi due provvedimenti di liberalizzazioni è stata determinante per consentire al Paese il recupero di uno 0,2% sul tasso di inflazione allineandosi alle medie europee". Il riferimento è al disegno di legge Bersani approvato dalla Camera e adesso all'esame del Senato che introduce norme più favorevoli per i consumatori-clienti nei servizi finanziari, telefonici, farmaceutici, editoriali, della distribuzione della benzina. Il ddl, tra l'altro, elimina la clausola di massimo scoperto sui conti correnti bancari e prevede l'imposta agevolata per l'estinzione anticipata dei mutui. L'indice Nic di luglio ha fatto registrare un +0,2% su mese e un +1,6% su anno. Le previsioni per agosto sono di un incremento stabile di 1,6%. A luglio l'Ipca ha fatto registrare un -0,6% e un +1,7%. Sempre in riferimento al rischio di un rincaro dei prezzi al consumo, il governo rassicura che "le autorità centrali e locali si attiveranno per sorvegliare affinché non si determinino abusi e perché vi sia trasparenza dei mercati e della concorrenza". |
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| 18 agosto 2007 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Lettera Firmata di un collega
Cari colleghi, E allora mi viene da chiedere, cos'è che rende sicura la farmacia , il farmacista che sta dietro il banco o quattro mura con una croce verde e una licenza spesso ereditata? Questo è solo un'altro smacco a chi è un semplice laureato in farmacia. Un altro argomento che vorrei proporre sempre a riguardo di chi come me, e siamo in tantissimi, è un farmacista non titolare è la grande gratifica che percepiamo a fine mese niente poco di meno che uno stipendio inferiore a quello di un semplice operaio si proprio noi blasonati esperti del farmaco così indispensabili per i cittadini anche per una semplice Tachipirina. Quanto valiamo, quanto vale la nostra professione ? Dovremmo sentirci europei ma siamo lontani anni luce .
IN RISPOSTA A ... vorrei esprimere il mio sostegno al collega e confermare pienamente quanto da Lui denunciato. E' purtroppo una realtà ampiamente diffusa la vendita di medicinali molto delicati senza prescrizione medica al punto tale che anche per il cittadino la ricetta medica è diventata uno strumento necessario al solo fine di ottenere medicinali in forma gratuita. Purtroppo questa illecita attività è svolta e promossa da chi dovrebbe in qualche modo tutelare la professione, come gli stessi farmacisti nominati ai vertici di associazioni di titolari e ordini professionali, forti dell'alone di potere in cui credono di essere avvolti e degli intreschi politici di cui godono. Il mio invito è quello di iniziare a mettere in discussione tali privilegi oramai datati sensibilizzando e coinvolgendo le forze dell'ordine predisposte ai controlli, e denunciando le tante anomalie che i osservano nella nostra quotidiana professionalità. E' ora di intervenire affinché la nostra professione non venga infangata da pochi mercenari. L.A. |
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| 10 agosto 2007 - ANTRITRUST E FARMACI DA BANCO. BENE, MA OCCORRE LEVARE L'OBBLIGO DEL FARMACISTA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Comunicato Stampa dell'On. Poretti (RnP) tratto da http://www.donatellaporetti.it/
Anche l'Antitrust denuncia i limiti dell'impostazione "prudenziale" del ministero della Salute sul mercato dei farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione medica. Forse e' la buona occasione che in materia si cominci a fare un po' di chiarezza e si vada oltre le logiche delle corporazioni, siano esse quelle dei farmacisti che della grande distribuzione organizzata, che di fatto e' quella che si e' impossessata del nuovo mercato dei farmaci da banco. Però occorrerebbe andare oltre le timide "tirate d'orecchie" dell'Antitrust. Va bene che l'Autorità se la prenda sul fatto che non si possono mettere insegne che segnalino la presenza dei "drug's corner" dei supermercati. Ma se ci si limita a questo e' poca cosa. Il salto dovrebbe essere la vendita dei farmaci da banco senza l'obbligo della presenza del farmacista, così come ho già chiesto con una proposta di legge (www.donatellaporetti.it/prop.php?id=29 ). Così si aprirebbe il mercato e i farmacisti potrebbero svolgere un vero ruolo medico-scientifico, soprattutto se il Senato confermasse il voto della Camera per poter vendere fuori delle farmacie i medicinali con prescrizione medica, e soprattutto se fosse liberalizzato il mercato delle farmacie e non continuasse ad essere una attività trasmessa di padre in figlio.
Sistemi per
evitare che i farmacisti continuino a svolgere solo la funzione di
"bottegai dell'analgesico", ce ne sono, occorre solo la volontà politica
di applicarli.
COMMENTO: ... senza alcun commento
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| 10 agosto 2007 - FARMACI: ANTITRUST A GOVERNO, PARLAMENTO E REGIONI, TROPPI OSTACOLI NELLA VENDITA DI FARMACI DA BANCO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma - Occorre eliminare gli ostacoli che sta incontrando la liberalizzazione dei
farmaci da banco. Dopo le delibere di alcune Regioni che avevano imposto
vincoli organizzativi all’apertura di angoli dedicati alla vendita di
questi prodotti, giudicate anticoncorrenziali dall’Autorità, l’Antitrust,
con una segnalazione approvata il 3 agosto 2007, torna ad evidenziare le
difficoltà che sta incontrando la riforma del settore. |
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| 25 luglio 2007, Audizione MNLF X Commissione Senato | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'esigenza di un'azione realmente riformista, che riporti all'interno delle libere professioni valori di giustizia ed equità, è avvertita da larga parte delle nuove generazioni e da ampi strati della società, tale volontà non ha solo motivazioni di opportunità, rispetto alle dinamiche degli altri Paesi industrializzati, ma rientra pienamente in quel liberismo che in Italia e in Europa ha avuto tanti illustri esponenti, tutti legati al comune denominatore di appartenere a un mondo di simili, nel diritto reciproco al rispetto della diversità di ciascuno, ritenendo la libertà degli individui non come una mera enunciazione utopistica, ma come la semplice realizzazione delle pari opportunità, delle uguali possibilità a realizzare il proprio sviluppo economico e morale. In tale contesto, il mondo della farmacia e la professione di farmacista, sono l'esempio emblematico di come il peso monopolista riesca a svolgere azione efficace d'interdizione verso il pieno accoglimento di quei valori sopra citati. (...) Da queste premesse nel 2005 la Commissione Europea, accogliendo un documento dell’allora Commissario Europeo alla Concorrenza Mario Monti, ha invitato tutti i Paesi membri a diminuire il livello di regolamentazione nazionale e a seguire il principio per cui qualsiasi norma tendente a restringere e limitare l’iniziativa privata deve superare il cosiddetto “test di proporzionalità” ovvero essere innanzitutto conforme alla tutela dell’interesse generale. In base a tali considerazioni viene naturale chiedersi se la legislazione italiana sulle farmacie e la dispensazione del farmaco supererebbe mai tale test e cosa ci sia di affine alla tutela dell’interesse generale là dove la legge limita il numero di esercizi farmaceutici presenti sul territorio, impedisce a migliaia di professionisti di manifestare le proprie capacità tecniche ed imprenditoriali e costringe lo Stato a finanziare una relativa Università che abiliterà alla professione persone senza alcuna possibilità di crearsi un futuro soddisfacente per loro e le loro famiglie.
L’articolo 2 del D.d.l. 1644 va nella direzione
indicata dalla Comunità Europea, raccoglie le raccomandazioni più volte
espresse dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed appare
come il naturale proseguimento del D.L. 223 del 4 luglio 2006 dove, per
la prima volta, viene affermato il binomio farmaco-farmacista in
sostituzione di quello sino ad allora esistente farmaco-farmacia. In
tale affermazione non è il luogo che legittima l’atto professionale, ma
il professionista che lo esercita: mutuando non è la farmacia a
legittimare la dispensazione del farmaco, ma il farmacista laureato ed
abilitato, l’unica figura in grado di assicurare al
cittadino-consumatore le necessarie garanzie per la sua sicurezza e
tutela della salute.
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| 25 luglio 2007 - Fofi, Antitrust, Senato: tre audizioni in tre giorni | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Mentre qualcuno continua a soffiare sul fuoco della polemica ritenendo di essere l'unico depositario della verità (una patologia assai pericolosa), non disdegnando, nel frattempo, di utilizzare il lavoro altrui, il MNLF continua a fare il proprio: difendere gli interessi dei farmacisti non titolari, tutti i non titolari.
Tre audizioni in tre giorni. FOFI: ribadita la linea del MNLF per il libero esercizio, nessuno spazio per la costituzione di alibi, critiche alla posizione "sfacciatamente" filo-Federfarma. Dialogo aperto sulla modernizzazione del ruolo del farmacista all'interno di un quadro liberale di riforme. ANTITRUST: confermata la denuncia ai distributori intermedi che negarono la fornitura dei farmaci agli esercizi di vicinato. Ci fu coordinamento nell'azione volta ad impedire l'entrata di nuovi attori nel mercato. SENATO: l'articolo 2 del d.d.l. 1644 approvato alla Camera su emendamento dell'On. D'Elia (RnP), è una "nuova tappa" nel percorso del libero esercizio professionale. Ridicole le paure relative alla sicurezza dei cittadini, la presenza del farmacista è garanzia assoluta indipendentemente dal luogo ove opera. Questo emendamento non porterà alcun nocumento alle farmacie più piccole, al contrario introdurrà elementi di confronto che faranno crescere la qualità delle prestazioni a tutto vantaggio dei consumatori. Liberalizzare i farmaci di fascia C non è di destra ne d sinistra è semplicemente utile ai cittadini e al Paese. Questa l'estrema sintesi di quanto difeso e sostenuto nei tre appuntamenti. FATTI, appunto.
p.s. il successo del Congresso di Rimini non è dovuto alla presenza dell'On. D'Elia (peraltro gradita), ma al lavoro fatto sul territorio nei mesi precedenti, ai pulmann organizzati dall'Ufficio di Presidenza del MNLF, alle centinaia di telefonate, alle migliaia di messaggi e all'amore messo in quello che veniva fatto. Il successo del Congresso di Rimini non è stato costruito con le polemiche. |
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| 18 luglio 2007 - Notevoli risparmi per i cittadini se le norme vengono applicate alla lettera | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Roma, 18 lug. (Apcom) - I risparmi per le famiglie da 2,4 a 2,8 miliardi
di euro annui ci sarebbero stati "se solo le liberalizzazioni fossero
state attuate alla lettera, e se il Governo avesse mostrato più fermezza
contro le lobbies". Così Carlo Rienzi, presidente Codacons, commenta le
affermazioni odierne del Ministro per lo sviluppo economico Bersani. "Riconosciamo a Bersani coraggio e nobili intenzioni, e i consumatori gli saranno per sempre grati per le sue innovative "lenzuolate", prosegue Rienzi, "tuttavia i pochi controlli sull'applicazione dei pacchetti e i troppi cedimenti del Governo alle pressioni delle lobbies, rendono di fatto inverosimili i dati forniti oggi dal Ministro". "Basti pensare - scrive il Codacons - al dietrofront sui tassisti, all'accanita opposizione delle banche a qualsiasi contenimento dei costi per gli utenti, all'Rc auto che non cala, ai notai che mantengono l'esclusiva sulla cessione degli immobili di valore non superiore a 100mila euro, ai benzinai che bloccano il riordino dei distributori, alle Ferrovie che hanno bloccato la liberalizzazione delle tratte più remunerative e alla lobby per impedire la liberalizzazione della gestione delle acque, senza dimenticare i farmacisti, supportati dal Ministro Livia Turco che si è fatta portavoce dei 16.000 privilegiati di questa categoria". |
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| 14 luglio 2007 - Conferenza stampa Federconsumatori | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Federconsumatori
Conferenza stampa, Roma:
L’Osservatorio
nazionale prezzi e tariffe di Federconsumatori ha calcolato che in una
parafarmacia o nel supermercato si può risparmiare il doppio rispetto alla
farmacia tradizionale. L’associazione guidata da Rosario Trefiletti
si è posta alcune domande ad un anno dalla liberalizzazione targata
Bersani: cosa è successo nelle politiche di prezzo sui farmaci da banco? I
cittadini consumatori ne hanno tratto benefici? Si è determinata una
dinamica concorrenziale con abbassamento dei prezzi tra farmacie
private/comunali e parafarmacie?. Non è un caso che lo abbia fatto in
concomitanza con la discussione al Senato del provvedimento che
liberalizza anche la vendita dei farmaci di fascia C, quelli dispensati
dietro ricetta ma a carico del cittadino. L’occasione è ghiotta per render
conto alla politica di quali vantaggi ne conseguano per i consumatori. Il
calcolo è abbastanza semplice: basti pensare che lo sconto applicato dai
nuovi esercizi abilitati alla vendita dei medicinali da banco applicano
uno sconto medio del 15,79% a fronte dell’8,54% praticato dalle farmacie. |
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| 24 giugno 2007 - III Congresso dei Farmacisti non titolari italiani | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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24 Giugno 2007, Rimini III Congresso dei Farmacisti non titolari italiani
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| Question Time dell'On. Sergio D'Elia
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| 20 giugno 2007 - Conferenza stampa a sostegno dell'emendamento D'Elia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Con un'interrogazione al
ministro della Salute Livia Turco e al ministro per i
Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, la Rosa nel Pugno si schiera
affianco all'emendamento D'Elia sulla liberalizzazione della vendita dei
medicinali di fascia C (con ricetta ma a carico del cliente) fuori dalle
farmacie. Emendamento approvato dall'Aula di Montecitorio, ma del quale il
ministro Turco ha annunciato la cancellazione nel passaggio al Senato. Nell'interrogazione, che cita una intervista del presidente di Federfarma Giorgio Siri a 'Report' in cui parlava di finanziamenti bipartisan per 250.000 euro, si chiede "se, rispetto a quanto dichiarato dal Presidente di Federfarma, risultano - nel corso della precedente e della attuale legislatura - finanziamenti a gruppi parlamentari o a singoli parlamentari, a partiti politici o loro articolazioni politico-organizzative, da parte di farmacisti dirigenti o iscritti a Federfarma e, nel caso tali finanziamenti fossero confermati, chi ne sono stati i beneficiari". In sostanza, per Sergio D'Elia (firmatario dell'emendamento oltre che dell'interrogazione) e anche per altri deputati quali Enrico Buemi e Donatella Poretti di Rnp, Roberto Della Vedova di Forza Italia e Giuseppe Trepiccione dei Verdi "il comportamento di Federfarma, che ha versato dei soldi ad alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti, non è illecito dal punto di vista regolamentare, ma pone un problema di carattere politico. Il Governo infatti deve dire qual è la linea che intende sostenere sulle liberalizzazioni, se cioè quella di Bersani o del ministro Turco". In una conferenza stampa a Montecitorio D'Elia ribadisce che "le dichiarazioni fatte dal presidente di Federfarma confermano l'esistenza di una lobby potentissima, che blocca le liberalizzazioni e la tutela dei diritti dei consumatori. Vista anche l'intesa siglata dal ministro della Salute con Federfarma e la presenza di parlamentari che bloccano l'attività legislativa sulle liberalizzazioni, ci chiediamo quindi - aggiunge - come vorrà comportarsi il Governo e se vorrà risolvere questo problema politico". |
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| 14 Giugno 2007 - ALTROCONSUMO: PERSEGUIRE LA LIBERALIZZAZIONE DEI FARMACI DI FASCIA C | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Milano - Con una
lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al
Ministro per lo Sviluppo Economico, al Ministro della Salute,
al Ministro per le Politiche Comunitarie, al Ministro
dell'Economia e delle Finanze, l'Associazione di consumatori
ALTROCONSUMO si schiera in favore dell'emendamento approvato alla
Camera che consente la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta. Si
legge nella lettera: "In merito al dibattito in corso sull’opportunità
di bloccare l’articolo 1.01 del Disegno di legge AC | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||