20 maggio 2026
Riordino del servizio farmaceutico: escamotage corporativo
In discussione al Senato
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti definisce il cosiddetto “Riordino del Servizio Farmaceutico” in discussione al Senato come un puro e semplice escamotage corporativo, finalizzato a rafforzare il potere anticoncorrenziale della farmacia italiana.
Esprime forte preoccupazione, ritenendo che esso presenti rilevanti criticità sia sotto il profilo della concorrenza che dell’equilibrio dell’intero sistema.
Nato con l’intento dichiarato di razionalizzare la normativa, questo intervento rischia di trasformarsi in un vero e proprio “cavallo di Troia”, attraverso il quale riscrivere le regole del settore e bloccare ogni forma di accesso al mercato, nonché una ulteriore spinta alla privatizzazione della sanità pubblica.
In linea con le osservazioni formulate dalla Fondazione GIMBE, per voce del presidente Nino Cartabellotta, il provvedimento non si configura come un semplice riordino normativo, ma come una riforma che interviene su aspetti fondamentali quali la distribuzione dei medicinali, la revisione della spesa farmaceutica, il sistema di payback, la pianificazione delle sedi e l’ampliamento delle funzioni delle farmacie.
“Non siamo di fronte a una semplice delega” – osserva il MNLF – “ma a una vera e propria riforma di natura corporativa”.
Restano aperte questioni tutt’altro che marginali, come la copertura finanziaria. Va ricordato, inoltre, che una legge statale di riordino non può invadere materie di competenza esclusiva o concorrente delle Regioni.
Nel frattempo, il promotore reale di questa pseudo-riforma si sottrae al rinnovo dignitoso del CCNL per i propri dipendenti e mobilita risorse per sostenere ricerche e sondaggi autoreferenziali, mentre in Parlamento lavora per rafforzare un impianto normativo sempre più orientato in senso pro-corporativo.
Non è un caso che a promuovere quello che viene impropriamente definito “riordino” sia stato il terminale politico di Federfarma al Governo, ovvero il Sottosegretario Marcello Gemmato.
La strategia di Federfarma appare chiara: coinvolgere istituti di ricerca e associazioni per rafforzare il proprio peso lobbistico e consolidare una posizione dominante nel settore.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti rilancia quindi una proposta alternativa chiara: superare l’attuale modello chiuso e adottare un sistema simile a quello della Germania, senza vincoli numerici e basato esclusivamente su elevati standard tecnici.
Perché il punto è semplice, continua MNLF: o si tutela l’interesse pubblico e la libertà professionale, oppure si continua a proteggere una rendita di posizione. E oggi, purtroppo, la direzione intrapresa è fin troppo chiara.
Un modello che consentirebbe a migliaia di farmacisti di diventare protagonisti del proprio futuro, sottraendosi a una condizione di dipendenza da una lobby impegnata a difendere solo i propri vantaggi economici, in un contesto in cui il conflitto tra interesse pubblico e privato rischia sempre di più di risolversi a favore di questi ultimo.
























