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25 maggio 2026

Ansiolitici/Benzodiazepine perchè non sono su ricetta dematerializzata

Comunicato stampa MNLF

Dal 1° gennaio 2025 la Legge di Bilancio (Legge 207/2024, art. 1, comma 317) ha stabilito che tutte le ricette mediche debbano essere emesse esclusivamente in formato elettronico. La norma riguarda sia le prescrizioni a carico del SSN sia quelle a carico del cittadino, le cosiddette “ricette bianche”. Di conseguenza, l’obbligo dovrebbe interessare anche tutti i farmaci ansiolitici, comprese le benzodiazepine.
Nel novembre 2025 il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha denunciato pubblicamente la necessità di riportare sotto controllo l’uso di ansiolitici e benzodiazepine attraverso l’utilizzo esclusivo della ricetta dematerializzata.
Nel marzo 2026, a seguito di un’interrogazione in Commissione Affari Sociali della Camera presentata dalla deputata Luana Zanella e da altri parlamentari, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato dichiarava che le competenti Direzioni Generali del Ministero della Salute, in collaborazione con Agenzia Italiana del Farmaco e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, stavano definendo un elenco aggiornato dei farmaci da inserire tra quelli prescrivibili tramite ricetta dematerializzata.
Ad oggi, tuttavia, nulla di tutto questo è avvenuto: benzodiazepine e ansiolitici continuano a essere prescritti tramite ricetta cartacea.
Questa modalità di prescrizione favorisce fenomeni di abuso, falsificazione, furti di ricettari e il cosiddetto “nomadismo farmaceutico”, oltre a impedire una completa tracciabilità del farmaco.
Secondo i dati Agenzia Italiana del Farmaco, dal 2020 — già prima della pandemia — il consumo di antidepressivi, ansiolitici e, in particolare, di benzodiazepine è in costante aumento, con una crescita significativa anche nell’età pediatrica.
Sempre più frequentemente, inoltre, le cronache riportano casi di abuso di questi farmaci in associazione con altre sostanze, come alcol e oppiacei, combinazione che ricordiamo può avere effetti letali.
Perché non si è ancora provveduto a rendere obbligatoria la ricetta elettronica per questi medicinali?
Quali sono gli ostacoli? Chi si oppone a questa estensione: industria, medici, farmacisti titolari?
La ricetta elettronica consentirebbe un controllo più efficace dell’appropriatezza prescrittiva, oltre a permettere il monitoraggio puntuale della durata delle terapie e della regolarità della dispensazione.
Escludiamo motivazioni tecniche: l’aggiornamento e l’inserimento di nuovi farmaci nel sistema della ricetta elettronica avvengono regolarmente e con continuità in tutta Italia.
I ritardi accumulati non trovano spiegazioni logiche, se non in una evidente mancanza di volontà da parte dei soggetti decisori e in una incomprensibile inerzia istituzionale.
Qui si tratta di riportare sotto controllo una categoria di farmaci ad alto rischio di dipendenza e tolleranza. Non c’è più tempo da perdere.

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